Visualizzazione post con etichetta Punto croce. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Punto croce. Mostra tutti i post

martedì 9 aprile 2024

rallentamenti ...altri lavori in corso

Ad occhio e croce direi che manca pochissimo. Sì, ci siamo quasi anche se adesso più che mai mi sembra di non arrivare mai al traguardo agognato! 

Non ci ho lavorato più così incessantemente come all'inizio, però finora ho sempre mantenuto un ritmo costante, ricamando quasi tutti i giorni.

 


Ritmo costante perché come vi avevo detto poco dopo aver iniziato il ricamo, ero impaziente di rendermi conto o di farmi almeno un'idea di come sarebbe venuto una volta terminato. Così in questi due mesi e mezzo ho ricamato ho ricamato...eppure non l'ho ancora capito come infine potrebbe risultare!

È sicuramente un "quadro" molto delicato, forse troppo, sembra quasi scolorito (anche se in foto risulta stranamente più vivace) e finora non posso dirmi proprio soddisfatta. Considerando l'impegno che vi ho messo e visto che è così facile sbagliarsi soprattutto ora che il foglio con lo schema è sempre più sbiadito e stracciato ecco...non so se ne valeva la pena scegliere questo kit. 

 


Mantengo la speranza però che Gauguin mi stupisca e che una volta fatta l'ultima crocetta guardandolo a distanza possa esclamare beh...bello, non mi dispiace! In fondo è successo altre volte di avere apprezzato un mio lavoro solamente dopo averlo completamente finito, quindi non è detta l'ultima parola.

Adesso però il mio così-così-amato ricamo l'ho dovuto accantonare in un cestone. Eh già,  questo lavoro per la prima volta subirà una battuta d'arresto che non avrei voluto, ma devo, assolutamente devo perché...

 

...ho in vista un mercatino! Proprio lo stesso a cui avevo partecipato lo scorso anno nei giorni concomitanti allo sconvolgente evento dell'alluvione e poco prima di interrompere i miei impegni creativi a causa dei preparativi per il trasloco. E' quindi passato quasi un anno da quando ho sospeso sia i mercatini che la realizzazione delle cose da vendere per occuparmi di altro, principalmente della casa, come avete visto sul mio blog.

 E ci credete che l'idea di riprendere a lavorare a uncinetto in questi lunghi mesi non mi ha mai solleticato? Eppure è bastato ricevere l'invito per partecipare a quella bella manifestazione (qui il post in cui ne avevo parlato nel 2023) e constatare che il gruppo degli amici pupazzi era alquanto sguarnito, per farmi riprendere immediatamente i miei attrezzi da lavoro...e fortuna che come fare amigurumi non mi sono scordata! 

 

 

Ciò mi ha fatto riflettere su quanto la motivazione sia importante e rappresenti quello stimolo necessario per muoversi e per tornare nuovamente ad appassionarsi a cose che si erano trascurate. Non dico che ciò valga per tutti, c'è chi riesce a creare costantemente sempre con la stessa energia ed entusiasmo, ma non è così per me, io sono piuttosto discontinua e attraverso periodi di completo stallo.

Essendo molto presa dai preparativi, perché manca poco più di un un mese a "Balconi Fioriti" e meno di due settimane a un mercatino dell'usato a San Mauro Pascoli a cui parteciperò e si sa che il tempo va che vola, non vi posso promettere di essere più presente sul blog, so già che non ce la farei. 

 

Quindi per ora un caloroso arrivederci, amici e amiche che seguite il mio blog, vi auguro un rilassante mese d'aprile!


camminata di Careste presso Sarsina

venerdì 9 febbraio 2024

come incorniciare i ricami a punto croce

Una volta avevo una corniciaia che non era solo una corniciaia, dato che vendeva poster, puzzle, locandine e altro. Della corniciaia, che lavorava in coppia col marito, sono rimaste solo queste insegne...io mi illudo che un giorno, come per magia, quell'insegna venga rinfrescata e il negozio riprenda vita, ma non credo proprio sarà così. 

 


Una sera, non tanto tempo fa quindi ormai diversi anni dopo che avevano chiuso, incontrandola per caso in un locale le ho detto d'impulso il mio dispiacere che avessero smesso l'attività, ma la cosa naturalmente è finita lì, non eravamo abbastanza in confidenza per ampliare il discorso.

Quante cose, a cavallo tra gli anni ottanta e duemila, ho fatto incorniciare da loro! Cose che individuo a colpo d'occhio e, se mai avessi qualche dubbio, me lo conferma il nome stampigliato sul retro: piccoli particolari preziosi. 

Lei e il marito erano bravi, ci mettevano cura e passione. Sapevano consigliarti bene e realizzavano il lavoro in modo da valorizzare l'oggetto, avevano inoltre una buona scelta di cornici e pure questo non è cosa scontata. 

Dopo di loro non ho più trovato un corniciaio che mi piacesse in quel modo, così ho vagato da uno all'altro non troppo convinta. 

Ciò che mi è risultato più difficile trovare è stato soprattutto qualcuno che sapesse incorniciare bene i miei ricami.

Per quelli su canovaccio la cosa è, relativamente, più semplice perché basta fare una robusta cornice a cui fissare con chiodini o altro il ricamo, per poi scegliere la cornice col giusto spessore. Tutto sta comunque nel tirare il canovaccio in modo che risulti dritto e teso. Come sa chi ha provato il mezzo punto, tutti i pannelli ricamati pendono da una parte (forse non succede se lavorati su telaio, ma non posso saperlo perché non lo uso) quindi prima di farli incorniciare, è bene metterli in forma. Spero ne conosciate la tecnica, nel caso vi interessi un giorno ve la spiego.

Per i ricami a punto croce le cose si fanno da un certo punto di vista,  leggermente più complicate...ma premetto che sono piuttosto pignola, dev'essere per questo motivo che le casette, ricamate nel lontano 2005/ 2006 erano ancora lì da incorniciare!

Ora che venendo ad abitare qui, ho dovuto ripensare totalmente a come e cosa appendere alle pareti, riandando a pescare quadri e arazzi dimenticati, mi era venuta voglia di mettere finalmente la cornice a quella serie di casette ricamate, una mia creazione dal disegno dello schema fino alla sua realizzazione, di cui avevo parlato in questo post.

Informandomi presso un negozio, ho capito però che i miei ricami, dato che li avevo ben stirati e apprettati, sarebbero stati semplicemente posati sul cartone per poi incorniciarli. 

Io, che in passato ero stata abituata con Clò che invece li tendeva bene, ho arricciato il naso... e ho proposto di prendermi la briga personalmente della prima fase del lavoro cioè di tirarli come volevo io sul cartone per poi portarli da loro a terminare il tutto.

E così ho fatto. Cercando di essere chiara nella spiegazione, vi dico come abbiamo proceduto io e Maurizio in questa fase, augurandomi sia utile a qualcun'altra/o pignola almeno quanto me!


come incorniciare i ricami a punto croce

 

In un mio manuale, Il libro dei lavori femminili di Rakam, avevo trovato questa spiegazione che condivido con voi, in cui viene illustrato il modo in cui si deve tendere il ricamo su una tavoletta di legno usando ago e filo.

 


 

Questo sarebbe stato probabilmente il metodo migliore, ma ho preferito sperimentarne uno mio, che tenesse comunque conto di non rovinare il ricamo, caso mai si volesse un giorno cambiare cornice. Un metodo più semplice e veloce, finora solo pensato, che ricalcasse grosso modo quello adottato dall'ex corniciaia e che mi aveva accennato, a grandissime linee, una vita fa. Chissà poi com'era realmente...

 

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

 

Occorrente: cartone bianco spesso circa 3 millimetri , riga squadra e matita, un taglierino, scotch biadesivo sottile, scotch di carta e logicamente il ricamo da incorniciare 

 

 Premessa: naturalmente i ricami in partenza non devono avere nessuna piega ed essere un po' sostenuti, quindi dopo averli spruzzati molto leggermente con acqua e amido, si stirano a rovescio o da dritto senza schiacciarli e proteggendoli con un panno.  Se serve, si possono utilizzare anche degli spilli per tenerli tesi sull'asse mentre si stirano.

1) Si prendono ora le misure, lunghezza e altezza, della parte occupata dal ricamo o precisamente di ciò che vogliamo mettere in mostra (potrebbe essere compresa anche una parte di bordo non ricamato tutt'attorno). 

A queste misure, dovremo aggiungere quello della battuta della cornice, cioè di quel bordo interno che serve a contenere il quadro e che andrà a coprire una minima parte della superficie esterna di esso.

Se avete già la cornice, misurate quindi la profondità della battuta, altrimenti, prima di iniziare il lavoro, andate dal corniciaio, scegliete la cornice che fa per voi e chiedete di quanto dovrete stare abbondanti.

Es: se la lunghezza del ricamo misura cm. 30 e la battuta 0,5 dovrete fare: 0,5 + 30 + 0,5 = 31 cm. Stesso procedimento per l'altezza.

2) Servendosi di matita squadra e armamentario vario, si riportano tali misure sul cartone e lo si taglia col taglierino. La corniciaia mi aveva fornito il loro cartone, ma lo si può trovare in qualunque negozio di cartotecnica.

3) Una volta tagliato, si attacca lo scotch biadesivo sottile su tutto il perimetro del cartone lasciandolo sbordare della metà, come vedete in foto.

 


 

4) Sopra la sagoma di cartone si appoggia quindi il ricamo tendendolo leggermente. E' questa un'operazione molto delicata quindi se è possibile consiglio di farsi aiutare da qualcuno per riuscire a inquadrare esattamente la stoffa dai quattro lati.

Una volta fatto questo, si fa aderire meglio la tela premendola leggermente sul biadesivo.

6) Si gira poi il cartone e si rimbocca la tela eccedente sul retro. Infine la si blocca con dello scotch di carta lungo i quattro lati. Non abbiamo fatto proprio un gran lavoro raffinato e lo si nota, ma lo scotch il suo dovere l'ha fatto e bisogna pensare che il retro verrà poi coperto da un foglio o cartoncino.

 


 Ecco com'è venuto il lavoro visto dal davanti.


 

A questo punto, se avete già in casa la cornice adatta, basterà inserirvi il pannello che avete realizzato. Io invece, come vi avevo anticipato, ho portato i miei ricami così preparati dal corniciaio. 

Ho scelto le cornici in base al colore predominante del ricamo, che è poi quello delle scritte che corrono attorno alle casette e questo è il risultato. 

 


 Uno dei miei due preferiti visto da vicino...

 

Certo, essendo di misure diverse tra loro, I quadri non risultano simmetrici sulla parete, ma mi piacciono lo stesso, è bello vederli finalmente appesi in cucina!

Foto di giorno...(emh, le stuccature sul muro vanno riprese, i riflessi fastidiosi del vetro invece mi sa che devo sopportarli)

 


 

E foto di notte...illuminati dalla lampada.

 

le mie casette ricamate appese in cucina

   

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

 

Care lettrici e lettori, vi informo che tra qualche giorno il mio blog si prenderà un po' di pausa...no, non andrò in Via delle arance, la via delle casette ricamate, ma un altro gruppo di casette, contornate da boschi e monti mi, anzi ci, aspetta. 

A presto!

 


mercoledì 24 gennaio 2024

frammenti del mio weekend

Sono già diversi giorni che non pubblico niente, ho dedicato infatti poco tempo al blog e al computer in generale. Volevo quindi farvi un saluto raccontandovi qualche frammento del mio weekend. No, non ci sono stati avvenimenti speciali, ma come sempre qualche uscita in più rispetto alla settimana, ciò che basta insomma a regalare quel pizzico di piacevolezza in aggiunta alla nostra vita quotidiana. 

 

FRAMMENTI DEL SABATO

 

Il mio sabato è iniziato in un modo luminoso, anzi luminosissimo, al tavolo della cucina con il rito della colazione: un tè che ogni tanto alterno (tengo in dispensa una vasta scelta di tè e tisane) e dei biscotti che ogni tanto vario cercando di rimanere possibilmente nella gamma "biscotti sani e bio". E' pur vero che tè e biscotti non sono il non plus ultra della dieta salutare, ma, pur non amando la monotonia alimentare, spesso ci ricado perchè, tra le colazioni dolci che sono le mie preferite, è forse la più veloce da preparare. 

 

luci e ombre mattutine in cucina

Certo che la più rapida in assoluto l'ho vista da poco in una scena di un film guardato al cinema: un caffè in lattina preso al distributore sotto casa prima di andare a lavorare. Capito di quale film parlo? Da 1 a 10...beh, io gli darei minimo minimo un bell' 8 e 1/2! E voi?

 

foto dal web

 

Il primissimo pomeriggio del sabato è stato subito operativo, cosa non da mia abitudine. Dato però che il giorno primo avevo impastato e messo in frigo della pasta frolla, dopo pranzo mi sono messa dietro ai biscotti che avevo in programma. Prima volta che li facevo, li volevo provare perché a me piacciono moltissimo i dolci con le mele cotte (se cercate mele sul mio blog ne vedrete qualcuno). 

 

 ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

 

Qualche settimana fa avevo sfornato due begli strudelini, sabato invece è toccato a queste invitanti offelle. Tale nome, in dialetto romagnolo, sembra derivare da offa che significa focaccia, schiacciata. Sembrano però più dei biscotti ripieni con una purea di mele.

Apro su questo dolce argomento un capitolo un poco ampio, perchè ho scattato alcune foto che voglio mostrarvi.

Ecco le mie offelle pronte sulla teglia prima di essere infornate,

 


le offelle dopo essere state sfornate,

 


 cosparse di zucchero a velo 

 


e infine naturalmente...

 

 


offelle durante l'assaggio.

 


 

Che dire? Buonissime! Per la ricetta ho attinto sia al famoso manuale di Pellegrino Artusi che dalle nostre parti è come la Bibbia e non si può non averlo in casa, sia ad una ricetta, trovata sul web, che la modificava leggermente. Ad esempio, seguendo quella, invece del candito che non avevo e che non mi fa impazzire, ho aggiunto dell'uvetta sultanina. E ho anche messo meno zucchero nelle mele e meno burro nella frolla. 

Però a parte tutto, il burro c'era eccome e si sentiva! Non che mi dispiaccia, tutt'altro, ma dato che purtroppo 😥 dovrei eliminarlo...mmh, diciamo limitarlo, la prossima volta proverò a farle con la frolla all'olio. 

 

::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::


Nel weekend non ho ricamato tanto, mi son presa un po' di pausa, ma voglio aggiornarvi comunque su come sta andando il mio "A vase of flowers". Se ricordate ve ne avevo parlato qui, dopo l'acquisto del kit. 

Da quando l'ho comprato, ci ho lavorato parecchio al mio ricamo a punto croce, perché ero impaziente di riuscire a intravedere qualcosa e ora finalmente qualcosina la si riesce a immaginare!

 

il mio ricamo "A vase of flowers"

In un lavoro come questo non ci sono, come avete visto, soggetti ben delineati, ma è l'insieme delle sfumature che dà vita al quadro stesso. Quindi per far sì che le chiazze ricamate acquistassero un senso, mi ci sono dedicata tutti i giorni per un'ora, due, tre...boh, ci ho perso perfino il conto, ma i miei occhi no... 

Non so ancora se tanta fatica sarà ripagata dalla riuscita, il fatto è che non ne posso essere sicura dato che durante l'esecuzione ho disseminato una discreta quantità di errorini. Certe tonalità di filati sono talmente simili tra loro che è davvero facile imbrogliarsi a contare! E finché si tratta della discrepanza di un punto o due non si dovrebbe notare, ma c'è una parte in alto in cui qualcosa non mi quadra per niente...mah, speriamo bene!


::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::


Abbiamo chiuso la giornata di sabato andando al cinema in un paese vicino in compagnia di amici. Film di Aki Kaurismaki, un regista finlandese che non conoscevo. Il primo approccio, "Foglie al vento" si intitolava il film in seconda visione, è stato buono, sì mi è piaciuto. Dialoghi ridotti all'osso e stralunati, inaspettati, personaggi interessanti e "veri" che si muovono in una realtà sociale difficile. Ironia che serpeggia, un'ambientazione affascinante e nostalgica...i colori, le luci, gli arredamenti mi hanno fatto desiderare di trovarmi in quegli interni senza tempo o forse di un tempo.

 

foto dal web


Dopo il film avremmo preso volentieri qualcosa al bar, fuori era un freddo che si belava, ma niente da fare! In uno da una certa ora in avanti servivano solo cocktail, un altro non era un bar, bensì un centro sociale e infine nel terzo appena spinta la porta a vetri sono stata investita da un boato musicale da discoteca così assordante che l'ho richiusa immediatamente.

 


FRAMMENTI DELLA DOMENICA

 

Nella domenica abbiamo dovuto occuparci degli ultimi trasbordi di roba dalla vecchia a questa casa e trasferire inoltre molto materiale che avevo in un garage nella "nuova" cantina. Finalmente possiamo dire che quello del trasloco è un capitolo chiuso, ma non quello della sistemazione di tutto ciò che sto accatastando in mansarda. Quello è ancora e lo sarà per molto un capitolo del tutto aperto...

 

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: 


Alla sera altra puntata al cinema. Era già da almeno un mese che dicevo di non voler assolutamente perdere l'uscita dell'ultimo film di Hayao Miyazaki e visto che, in prima visione sarebbe stata l'ultima occasione di vederlo, ci siamo andati. Due film al cinema in due giorni non mi capitavano da anni luce!     

Forse si è capito che amo molto questo regista, vero? Sono come viaggi i suoi film di animazione, c'è una tale ricchezza di tutto che ti sbalordisce e stordisce. Una fantasia strabordante, trovate curiose, personaggi fantastici, simboli, suggestioni poetiche che si mescolano in trame spesso complicate da seguire e a cui è meglio abbandonarsi senza volerle comprendere a tutti i costi. Meglio immergersi nelle sue atmosfere e lasciarsi trasportare come in sogno nel suo mondo incantato. Vedere i suoi film più volte aiuta comunque ad accorgersi di particolari che a prima vista possono essere sfuggiti e vi assicuro che c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire "tra le pagine" dei suoi film.

 

foto dal web


 

Dopo questa bella premessa, devo dire però che "Il ragazzo e l'airone" non mi ha entusiasmato. Non so, sarà stata anche una certa stanchezza che avevo addosso, ma certe parti mi hanno un po' abbioccato, lo confesso. Non so se per via del personaggio principale che non mi ha coinvolto tanto, per i temi esistenziali trattati che non sono proprio noccioline, per una certa cupezza di fondo e per quel  "bulirone" di cui parlavo prima e che mi è sembrato qui ancor più accentuato. D'altronde la mia non è una recensione che non sarei certo in grado di scrivere, quindi prendetela per quella che è, solo una mia impressione. Sarei contenta se qualcuno di voi che l'avesse visto mi dicesse come gli è  sembrato. 


Vi saluto con una delle stupende canzoni tratte dal primo film di cui vi ho accennato, quello di cui mi sono innamorata subito e che per ora metto al primo posto nella mia classifica annuale appena iniziata. 




lunedì 8 gennaio 2024

inizio l'anno con Gauguin

Innanzitutto buon anno a tutti, amici e amiche, spero che abbiate trascorso delle belle feste. Io non mi lamento di certo, in quanto in questo periodo di vacanza ho potuto incontrare più spesso le persone con cui sto bene e non chiedo davvero nient'altro!

A parte i ritrovi amicali o parentali, durante le feste natalizie sono andata avanti coi miei lavori di rinnovamento mobili e presto, connessione permettendo, vi farò vedere qualcosa.

Il post di oggi è dedicato però ad altro, cioè al mio primo acquisto del 2024. E' vero che sono in un periodo di autolimitazioni non solo di dolci, ma pure di spese (e vi parlerò approfonditamente anche di questo) ma quando ho visto, nella vetrina della mia merceria preferita, dei kit per il punto croce e mezzo punto che riproducevano quadri famosi, ho pensato che un regalo un po' costosetto  per i miei...tot anni da poco compiuti me lo potevo pur concedere! 

Così sono entrata in negozio e dopo aver osservato quelli a disposizione, non tanti per la verità, mi sono orientata principalmente su due kit a punto croce della DMC che mi piacevano particolarmente.

Stavo appunto scegliendo, quando la proprietaria è intervenuta e indicando tra i due "A vase of flowers" di Gauguin, ha detto che una sua cliente stava proprio cercando qualcuna/o che lo realizzasse per lei con l'intenzione di comprare poi il ricamo una volta finito.

Un lavoro su commissione insomma...ecco, sulle commissioni devo dire che nutro una certa titubanza da quando ho avuto qualche esperienza passata non proprio positiva, quindi ora le richieste di questo genere le prendo con le molle. In più l'idea iniziale non era quella di farmi un regalo?

Beh sì, è vero, ma in ogni modo ho pensato ugualmente di optare per il preferito della signora che del resto piaceva molto anche a me, senza prendermi fin da ora un vero impegno, ma riservandomi di decidere una volta iniziato...


il mio kit a punto croce

 

Eccolo, ora ve lo mostro in foto. Come vedete, c'è tutto il necessario per lavorarlo: cotone DMC nei vari colori (spero sia abbastanza!), ago, tela Aida, schema coi simboli in bianco e nero e immagine a colori sempre corredata dai simbolini.


 


Pensandoci bene questo è il mio primo kit a punto croce, infatti quando anni fa ricamavo, copiavo gli schemi pubblicati sulle riviste oppure ne creavo io stessa, come avevo raccontato qui. 

 

sviluppi successivi...inizio del ricamo

 

Allungo di un pochino il mio post per dirvi che ho già iniziato a ricamarlo (eh, io sono la curiosità  fatta persona!) e ho potuto vedere fin da subito quanto fosse un hobby molto più salutare dipingere i mobili... Eh, diciamo che la posizione mani-braccia-spalle-testa è tutto fuorché rilassante, oltre al fatto che a distanza di anni ho dovuto mettere su gli occhiali per vedere da vicino...regali dell'età.

In più ho constatato che si tratta di un ricamo impegnativo, non ne avevo mai fatti così "tutti pieni"! Solo a mezzo punto avevo ricamato in quella maniera, ma in quel caso il lavoro corre più spedito. Sarò pure arrugginita, è infatti da tanto che non ricamo, ma per farne solo un pezzettino ci ho impiegato diverse ore (ah, non badate al fatto che il mio ricamo è a macchie sparse: sono partita sbadatamente dal fondo e sto risalendo verso l'alto). 



Nonostante quanche impedimento in più, devo dire però che il piacere di ricamare è rimasto lo stesso e mi coinvolge così tanto che non riesco a smettere neanche quando i miei occhi lo reclamerebbero!

Considerazione finale: avevo detto che avrei preso una decisione una volta iniziato? Beh, l'ho già presa... questo ricamo lo terrò per me! 

 

P.s. Non mi dispiacerebbe, una volta finito (tra mesi? anni?) fare un salto a vedere il quadro in questione dal vero...dove? Ma alla National Gallery, giusto qui dietro l'angolo ;-D 

P.S.due...e in quel museo potremmo pure ammirare l'originale di questo dipinto di Seurat che Maurizio ha riprodotto da ragazzo...due piccioni con una fava!

 


 

venerdì 22 settembre 2023

ancora qualche ricamo a punto croce

Ancora qualche ricamo, ma non pensate siano cose recenti... E' tanto che non mi dedico più al punto croce, ma un piccolo aggiornamento con due cosine ricamate che qui sul blog non avevate visto, mi fa piacere farlo. 

 

la matrioska a punto croce

 

Partirei con questa matrioska (lo schema l'avevo trovato su Pinterest) qui fotografata in mezzo al mio solito caos...creativo e non. E' una foto piuttosto vecchia: in questo momento nel mio bilo non dico che ci sia più ordine di qui, tutt'altro, però tutti i piani che vedete traboccanti di libri e oggetti ora sono in buona parte svuotati in vista del trasloco.



Mi sono sempre piaciute le matrioske, in casa ne ho una che risale a quando ero ragazzina, forse addirittura bambina. Sarà stato il regalo di un parente, di un familiare o di qualche amica? Portata magari da un viaggiatore o sarà stata invece acquistata "sotto casa"? Chissà...l'etichetta sul fondo mi dice che probabilmente è originale: c'è stampato made in USSR (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche).


la mia matrioska

Era un gioco divertente aprire tutte le bamboline di legno leggero fino ad arrivare alla più piccolina, l'unica in legno pieno, rimontarle poi singolarmente incastrando le due metà corrispondenti fino a formare una colorata famigliola composta solo di donne, tutte figlie della più grande, la madre.

Affascinante la storia della nascita di questo particolare oggetto artistico che ci racconta di un  possibile collegamento, una contaminazione tra le divinità della fortuna appartenenti al folklore giapponese e il mondo contadino russo. 

Qui in questo sito, oltre alle origini, potrete leggere anche delle riflessioni sulla simbologia della matrioska. Mi piace l'idea di una madre che contenga la complessità di un intero mondo dentro di sè.   Tutti gli strati si potrebbero interpretare come aspetti di una stessa persona al cui interno si nasconde il nucleo più autentico, l'essenza, come un frutto cela il proprio seme prezioso.

E' bello, confortante pensare a queste matrioske di grandezza digradante anche come al fluire dell'amore, grazie al miracolo della vita, da una all'altra, via via da una generazione alla successiva, un legame che non si spezza, neanche con la morte.

Sì, è dolce pensare al filo indistruttibile che lega per sempre una mamma e una figlia. Questo ricamo l'ho iniziato e portato avanti sei anni fa. Mi ci applicavo durante le lunghe ore in cui assistevo mia mamma in clinica, tentando in questo modo di svagare la mente. Sarebbe stato purtroppo l'ultimo suo ricovero, un periodo durissimo.


()()()()()()()()()()()()()()()()


Qualche mese dopo ho voluto trovare un'applicazione per questo ricamino nato in giorni tanto tristi.

Ho pensato di farne una decorazione da appendere incollando la tela su un cartoncino abbastanza spesso. Davanti e dietro, perchè la mia matrioska era costituita, come vedete, da due parti.

 


 

Tutt'attorno l'ho quindi rifinita con un cordoncino tricotin (ve ne avevo parlato qui e qui agli inizi del blog, ma anche qui) e una passamaneria serpentina in tinta.

 

Non poteva mancare, indispensabile, un anello per poterla appendere e qualche altro semplice abbellimento. 


i tre quadretti a punto croce

(non si butta via niente)

 

Anche i tre quadretti che ora vi mostrerò devo averli realizzati più o meno in quella fine d'anno, in vista probabilmente del solito mercatino natalizio a cui anche quella volta avevo deciso di partecipare. Lo dico perchè tra quelle foto ho ritrovato la prima traccia di uno di questi quadrini esposto sul mio banchetto...

 


 

In realtà se la composizione l'avessi fatta proprio quell'anno non lo so, ma il materiale utilizzato risale, ne sono certa, a diversi anni prima.

Solo le amicizie blogger di un tempo, cioè ormai pochissime, possono aver visto la mie "scomposizioni composte" che avevo postato nel 2011. Se siete curiosi, andate a guardare il post!

Quindi si può ben dire che questi tre quadretti a punto croce siano figli dei primi due grandi. Ora ve li mostro tutti e tre, anche se purtroppo in questi scatti i colori rendono poco. Li vedete qui esposti sul mio tavolo di un mercatino primaverile,

 


 

qui in un altro mercatino estivo davanti alle tre mokine amigurumi

 


 

e in un altro autunnale a cui avevo preso parte lo scorso anno.



Beh, non voglio certo annoiarvi con le foto dei miei mercatini, ma è per dimostrarvi che le mie piccole scomposizioni composte mi accompagnano da diversi anni nei vari eventi a cui partecipo.

Solo qualche persona me ne ha chiesto il prezzo, che è una cifra davvero irrisoria, ed è stata lì lì per comprarne uno... solo qualche coraggioso sì, ma si può dire che non ci sia mai stato nessuno, o quasi, che non si sia fermato incuriosito ad osservarli da vicino. 

Quando vedo qualcuno piegarsi in avanti avvicinando il naso al piano del banchetto, io sedutà là dietro nascosta dai vari espositori, a volte mi chiedo cosa starà guardando così interessato, poi mi viene in mente...ah, sì i "magnifici tre" 😄 Non li vendo, è vero, ma sono sempre uno spunto di conversazione con i passanti!

martedì 5 agosto 2014

l'importante è partecipare

Nonostante impegni di vario tipo, la voglia di scrivere nel mio blog persiste...è sicuramente successo un miracolo, non c'è dubbio!
Oggi, facendo un piccolo passo indietro, vorrei raccontarvi qualcosa del mio lungo periodo di "penombra blogghista". Non ho scritto virtuale perché, come sanno i miei lettori anch'essi facebookiani, là su quel social network, per tanti aspetti da condannare ma che ha pure i suoi pregi, non ero del tutto sparita.
Lo scorso anno come sapete ho seguito, partecipando in modo molto attivo, il gruppo dell'Art Journaling Calendar, e anche voi ne sapete qualcosa dato che ogni mese pubblicavo un post sul paginone del diario che stavo realizzando, dopo di che mi sono aggregata a quello dell' Art Journaling Italia e mi sono sbizzarrita disegnando a più non posso nel mio art journal, e divertita partecipando a sfide tra amiche. Alcune cose le ho presentate anche sul mio blog, altre invece le ho postate solo su fb, come per esempio queste whimsy (cioè delle bamboline un pò stravaganti) dedicate ad un tema che veniva proposto di volta in volta. C'è stata quindi quella green



quella love







quella tarot che io ho dedicato alla Papessa


e altri lavori che non vi faccio vedere per non annoiarvi troppo.

Poi però ho imboccato ancora una nuova strada creativa. Penserete che sono "leggermente"incostante e sì, potrebbe essere anche vero, diciamo che ho molto bisogno di sperimentare e restare sempre legata alle stesse cose certe volte mi limita. Così, guardandomi intorno, ho trovato qualcosa che ha solleticato la mia curiosità: i concorsi.

Di che tipo? Beh, sono partita quasi per caso con uno che si svolgeva nella mia città ed alcune mie creazioni sono state selezionate per una mostra collettiva tutta al femminile. Ve ne avevo già accennato in marzo, ma non vi avevo fatto vedere quali opere artistico-artigianali avevo scelto. Alcune non sono nuove qui sul blog, ricordate le due "scomposizioni composte"?



E le altre probabilmente le avete viste quando ho esposto nel blog di Carla Colombo, come questo pannello a mezzopunto che per l'occasione ho fatto però incorniciare (così era un pò nudo infatti)


 e un MA.NI. tappeto. "Catenelle" si chiama questo, ed è stato realizzato a quattro mani...le mie e quelle di Maurizio.


Agganciatami in seguito, quasi all'ultimo momento, ad un concorso di artigianato tessile, ho ricamato e ricamato incessantemente per più di un mese, perfino durante le vacanze pasquali.

L'argomento a cui ci si doveva attenere era "il viaggio" e dato che il sottotitolo recitava la famosa frase di Proust " Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi", io a quella mi sono ispirata per riadattare, in versione tessile, un mio vecchio collage: forse qualcuno di voi lo ricorderà.
Il pannello, realizzato su canovaccio con tre tipi di punti diversi e applicazioni di pizzo e perline, l'ho intitolato infatti "Con occhi diversi" e qui lo vedete in tutto il suo splendore...beh, splendore...diciamo che sono soddisfatta perchè sono riuscita a finirlo in tempo e ho avuto una ferrea costanza,

ma certo il progetto avrebbe avuto bisogno di un maggior studio a tavolino. Sì, ne devo fare ancora di viaggi di ricerca...


E poi...mica ho finito, sapete? Quando mi prende la fissa per qualcosa per un po' mi dura, insomma il desiderio di espandere i miei orizzonti e confrontarmi con altre persone per ora è ancora molto vivo. Inoltre quel pizzico di pepe dato dalla sfida diventa un incentivo a produrre, rendendomi più consapevole delle mie capacità e dei miei limiti e spingendomi a migliorare.
Così nei ritagli di tempo che riesco a ricavarmi, sto lavorando dietro ad un progetto (indovinate un pò, per un altro concorso) molto stimolante, sono infatti alle prese con il mio primo  "altered book" che sarebbe a dire un libro alterato, modificato in modo artistico, non ci sono limiti per le tecniche utilizzate. Di questo non posso farvi vedere ancora nessuna foto, ma avrete notizie più avanti, quando a settembre si svolgerà a Parma, la mostra "I libri impossibili".

Una volta che avrò ultimato e spedito il libro (mamma mia, non è proprio molto spedibile il mio!) , mi piacerebbe invece dedicarmi  ad un'altra cosa che gira sempre attorno a quell'oggetto tanto affascinante che è il libro. Si tratta del progetto internazionale di mail art "Guarda, c'è un libro nell'albero", un'iniziativa di cui Carla Colombo è ideatrice. Non vedo l'ora di mettermi all'opera, se la cosa alletta anche voi contattatela, tempo per aggregarvi ne avete fino a marzo 2015. 

Ah, ma non vi ho detto cosa ho vinto partecipando a queste iniziative...Si capisce già dal titolo, vero? Eh, proprio niente di niente, però l'importante non è partecipare?