martedì 28 maggio 2024

A come amigurumi, A come animali

Ben ritrovati, amiche e amici che seguite il mio blog! In questo periodo, quasi due mesi di stacco, mi sono occupata a tempo pieno dei due mercatini a cui ho partecipato e naturalmente di tutto quel che ci sta di contorno. 

Ciò mi ha impegnato tantissimo le mani e i pensieri cosicché non ne ho avuti altri nè per la casa (sì, è vero, ho fatto un piccolo acquisto per un angolino ancora spoglio, ma nessun lavoretto di rinnovamento mobili) nè tantomeno per il blog che ho totalmente trascurato.

Eh, sì, in vista del mercatino creativo di maggio, che si svolgeva in concomitanza della manifestazione Balconi Fioriti

 


(il mio banco nonostante l'impegno profuso sembra sempre un bazar 😂, solo la prima mattina con una disposizione diversa si presentava leggermente più sobrio)



ho dovuto darmi da fare per rimpinguare soprattutto il gruppo amigurumi che era rimasto un po' sguarnito. Purtroppo non sono riuscita a farne tanti, perché mi ci sono messa dietro un po' in ritardo.

Dai, che vi presento i nuovi magnifici cinque che mi hanno accompagnato al mercatino!

 

animali amici di Pica pau

(i nuovi amigurumi)


Alla topina, vestita di tutto punto, manca solo la lente di ingrandimento...eh, sì perché Olivia Rosemary ama il mistero e le storie di investigazioni.

 



Eccolo là quel puffettino di pinguino con la sua irresistibile "cerata" gialla che di complimenti ne ha ricevuti tanti!

 


 

Compagno di habitat glaciali, vi presento il bell'Horacio, orso polare piuttosto imponente di dimensioni per lo meno rispetto ad altri pupazzi. L'avevate già visto in lavorazione nel post precedente, ricordate?

 


 Di Nira invece cosa ne dite? Io trovo che sia una tigre carina con quella gonnellina a ruota e l'originale scaldacollo...probabilmente realizzato da lei stessa 😉 visto che è una crafter e di tecniche varie se ne intende! Beh, il modello è piaciuto tanto anche a me e quasi quasi glielo copio per il prossimo inverno.

 

 

Una cosa simpatica durante le due belle giornate a Santarcangelo, è stata che qualche bambina e bambino osservando assieme alla mamma tutti quanti i pupazzi esposti (ah, sapete che una signora straniera indicandoli ha esclamato Pica Pau? Prima volta che vengono riconosciuti!) elencava uno per uno i vari animaletti. Un gioco divertente ed istruttivo, in fondo anch'io quando li realizzo imparo qualcosa di più su animali interessanti a volte da noi poco conosciuti.

Come il procione Mario ad esempio, spiritoso e un po' folkloristico col suo gilettino.

 


Qui lo vedete assieme al suo amico Humboldt, una bella coppia, non credete?


 

Episodi particolari ne succedono sempre durante quella maratona di due giorni! Quando poi si ha a che fare oltre che con gli adulti, anche coi bambini c'è sempre qualcosa di inaspettato, di tenero da ricordare... La loro curiosità e i loro sguardi meravigliati lasciano sempre un segno, sarà che io stessa, che con bambini e ragazzi ci ho lavorato per quasi 40 anni, ho mantenuto nel tempo quelle caratteristiche. Mi ha fatto quindi sorridere la bambina che impugnando la tazzina amigurumi che stava sul mio tavolone accanto alla mokina, ha fatto finta di sorseggiare il caffè 

"E' buono?" chiedo io "Sì."  risponde lei.

 

 

Lasciando le spensieratezze di quei giorni, mi raccolgo un attimo per mandare con tutto il cuore un caro pensiero a Gus, un lettore della nuova ondata di amicizie virtuali strette dopo il mio ritorno qui nel mio diario figurato. Una presenza assidua, sempre presente a commentare sotto ai miei post in modo gentile e affettuoso. Passavo volentieri a leggere ciò che pubblicava, riflessioni mai scontate su temi generali spesso legati alla fede. La sua scomparsa improvvisa mi ha lasciata sconcertata e mi sono resa conto di quanto poco sapessi della sua vita reale. 

È così, in fondo ognuno di noi è blogger alla sua maniera e se per qualcuno/a le pagine di un blog diventano anche un mezzo per raccontarsi, per svelare qualcosa di sè in modo che gli altri si sentono quasi parte della loro vita quotidiana, per alcuni permane sempre un velo che ammanta la sfera privata. Sono scelte personali differenti.

martedì 9 aprile 2024

rallentamenti ...altri lavori in corso

Ad occhio e croce direi che manca pochissimo. Sì, ci siamo quasi anche se adesso più che mai mi sembra di non arrivare mai al traguardo agognato! 

Non ci ho lavorato più così incessantemente come all'inizio, però finora ho sempre mantenuto un ritmo costante, ricamando quasi tutti i giorni.

 


Ritmo costante perché come vi avevo detto poco dopo aver iniziato il ricamo, ero impaziente di rendermi conto o di farmi almeno un'idea di come sarebbe venuto una volta terminato. Così in questi due mesi e mezzo ho ricamato ho ricamato...eppure non l'ho ancora capito come infine potrebbe risultare!

È sicuramente un "quadro" molto delicato, forse troppo, sembra quasi scolorito (anche se in foto risulta stranamente più vivace) e finora non posso dirmi proprio soddisfatta. Considerando l'impegno che vi ho messo e visto che è così facile sbagliarsi soprattutto ora che il foglio con lo schema è sempre più sbiadito e stracciato ecco...non so se ne valeva la pena scegliere questo kit. 

 


Mantengo la speranza però che Gauguin mi stupisca e che una volta fatta l'ultima crocetta guardandolo a distanza possa esclamare beh...bello, non mi dispiace! In fondo è successo altre volte di avere apprezzato un mio lavoro solamente dopo averlo completamente finito, quindi non è detta l'ultima parola.

Adesso però il mio così-così-amato ricamo l'ho dovuto accantonare in un cestone. Eh già,  questo lavoro per la prima volta subirà una battuta d'arresto che non avrei voluto, ma devo, assolutamente devo perché...

 

...ho in vista un mercatino! Proprio lo stesso a cui avevo partecipato lo scorso anno nei giorni concomitanti allo sconvolgente evento dell'alluvione e poco prima di interrompere i miei impegni creativi a causa dei preparativi per il trasloco. E' quindi passato quasi un anno da quando ho sospeso sia i mercatini che la realizzazione delle cose da vendere per occuparmi di altro, principalmente della casa, come avete visto sul mio blog.

 E ci credete che l'idea di riprendere a lavorare a uncinetto in questi lunghi mesi non mi ha mai solleticato? Eppure è bastato ricevere l'invito per partecipare a quella bella manifestazione (qui il post in cui ne avevo parlato nel 2023) e constatare che il gruppo degli amici pupazzi era alquanto sguarnito, per farmi riprendere immediatamente i miei attrezzi da lavoro...e fortuna che come fare amigurumi non mi sono scordata! 

 

 

Ciò mi ha fatto riflettere su quanto la motivazione sia importante e rappresenti quello stimolo necessario per muoversi e per tornare nuovamente ad appassionarsi a cose che si erano trascurate. Non dico che ciò valga per tutti, c'è chi riesce a creare costantemente sempre con la stessa energia ed entusiasmo, ma non è così per me, io sono piuttosto discontinua e attraverso periodi di completo stallo.

Essendo molto presa dai preparativi, perché manca poco più di un un mese a "Balconi Fioriti" e meno di due settimane a un mercatino dell'usato a San Mauro Pascoli a cui parteciperò e si sa che il tempo va che vola, non vi posso promettere di essere più presente sul blog, so già che non ce la farei. 

 

Quindi per ora un caloroso arrivederci, amici e amiche che seguite il mio blog, vi auguro un rilassante mese d'aprile!


camminata di Careste presso Sarsina

lunedì 18 marzo 2024

da cassetto del tipografo a...bacheca

Eccole qua, oggi vi presento le mie due bacheche ricavate da cassetti da tipografo.

 


La trovata non è certo nuova, sono anni  infatti che circola sul web quest'idea sul riuso di questo tipo di cassetti e se fate una ricerca sul tema, vedrete come ci si possa davvero sbizzarrire....

Sì, è vero, di bacheche se ne sono viste in tutte le salse, alcune molto belle, eppure non per questo il cassetto del tipografo ha perso il suo potere di attrazione e ancora oggi tale oggetto del passato continua ad affascinarci per quello che evoca e per  come può essere trasformato in altro. Se volete, andate qui a leggere il racconto di un'esperienza sul campo.


la mia bacheca natura

 

Il primo cassetto lo comprai, nel periodo in cui andai ad abitare nel mio bilo, a un piccolo e interessante mercatino dell'usato all'aperto. Dato che era ben conservato, mi era bastato solo pulirlo per bene, dare una leggera scartavetrata e una passata di mordente per ravvivare il colore originale.

 



Dopo di che era già pronto per  esporre la mia raccolta naturale, per me preziosa, di sabbie, sassi, conchiglie (ancora non c'erano restrizioni, ma anche allora non ho mai saccheggiato l'ambiente). L'avevate già vista in qualche foto scattata nel mio vecchio appartamento e in particolare ne avevo parlato pure qui quindi non mi ripeterò. 

Dico solo che là appesa sopra il divano e a cui si era aggiunto dopo una decina di anni il nostro primo tappeto-arazzo, faceva la sua figura, ora invece in questa casa ho dovuto per forza relegare la bacheca in un muro laterale, come vedete in foto, e in quella posizione non mi dà più lo stesso impatto piacevole alla vista, 

 


 è diventato un elemento secondario su cui il mio occhio si posa meno...anzi diciamo pure che è a portata di torcicollo...

 

 

Dovendosi adattare a spazi completamente diversi, capita che alcune cose vengano messe maggiormente in risalto e altre meno.

 

la mia bacheca dei giochini

 

Se quella a tema natura è stata purtroppo un po' sacrificata, la seconda però ha ricevuto un posto d'onore. Ve la faccio vedere nella parete in parte ancora vuota...la parete intendo.

Ma partiamo dal cassetto: dato che il primo  acquistato mi era piaciuto tanto, quando ne ho avuta l'occasione (nebbia totale sul quando e il dove) ne avevo comprato un secondo sempre con l'idea di utilizzarlo come bacheca.

Il cassetto era però in condizioni molto peggiori dell'altro e il restauro si è rivelato più difficile, perché i vari scompartini erano foderati di carta appiccicata sul fondo e per staccarla ho dovuto penare non poco così l'avevo abbandonato in solaio dai miei. 

Solo quando sono tornata ad abitare qui con la voglia di rimettere mano anche a cose lasciate in sospeso (ricorderete ad esempio  i ricami delle casette o il puzzle che ho fatto incorniciare) sono andata a riprendere quel lavoraccio. Bene o male a staccare la carta ci sono riuscita 

 


 e in seguito dato che il legno era brutto e alquanto rovinato ho pensato di dipingerlo di verde salvia. Eh sì, ho ripreso lo stesso colore del mobiletto per non fare una stanza arlecchino... 

 


 

Prima di passarvi la cera protettiva, ho poi accentuato quell'aspetto invecchiato che già aveva, sfregando la carta vetrata qua e là e ho sistemato della carta a fantasia sul verde in ordine sparso dentro ad alcune rientranze. Lo vedete qui sotto poco dopo averlo terminato.

 


 

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In questa bacheca han trovato riparo tutte quelle cosine piccole e simpatiche che mi ritrovavo in giro per casa e che mi dispiaceva buttare. 

 


"Ciaffi" (come li chiama una mia amica) come le arcinote sorpresine degli ovetti Kinder (contenuto secondo me superiore all'involucro commestibile...): nanetti, elefanti, coccodrilli, leoni e altri personaggi. Bamboccini che ho scovato nella cesta dei giochi dei miei nipoti di quando da piccoli venivano qui a casa dei nonni.



Accanto a queste collezioni, di cui per motivi di spazio ho dovuto scegliere solo una parte, ecco una fila di anatrine e una maialina rosa in terracotta da appendere che ho fin da bambina, probabilmente un regalo.

 

 

E poi ancora... macchinine di quelle piccole piccole che si portano dietro in una tasca,

 


 

un simpatico Bart Simpson sullo skateboard, un coniglietto, un orsetto e amici di plastica miei da una vita  e altri giocattolini tra cui spicca un piccolissimo omino det tè che a me piace un sacco con quella testa a forma di tazza.

 


E poi qui è venuta ad abitare una bella coppietta spagnola in terracotta. Regalatami forse da qualcuno che era stato in vacanza in Spagna?


 

Le due coriste-musiciste invece devo invece averle comprate assieme ai miei in uno di quei meravigliosi negozi strapieni di oggettistica in legno in cui da bambina lasciavo sempre gli occhi...Succedeva quando andavamo in vacanza sulle Dolomiti.



Tutt'altro materiale, penso vetro di Murano ma non ne sono affatto sicura, per la famigliola di cerbiatti


 

e quella di gattini. Quand'ero bambina questi soprammobili stavano in una vetrinetta della sala accanto ad altre statuine e ai bicchieri di cristallo e io spesso aprivo quello sportello per tirarli fuori e giocarci. Facevo attenzione a trattarli con cura, ci giocavo sulla poltrona o sul tappeto, ma devo dire che erano abbastanza resistenti.


Ed eccoci arrivati alla fine di questa lunga descrizione della mia bacheca verde, spero di non avervi annoiato troppo e di aver risvegliato in voi qualche ricordo di quando eravate piccoli o lo erano i vostri figli o nipoti.

Metto giusto l'ultima foto per farvi vedere la parete in cui l'ho sistemata che è poi quella di fronte al mobiletto verde. Parete ancora in parte da ultimare con altri inserimenti che ancora non so quali saranno di preciso.

 


Cosa dite, troppo infantile la scelta di riempire questa seconda bacheca con dei giochini? Sì, può essere (faccio domande e mi rispondo tutto da sola :-D), ma a me piace circondarmi ancora adesso di qualcosa che mi agganci al gioco...una mia passione da sempre.

Un giocoso saluto a voi amiche e amici!



lunedì 11 marzo 2024

Holly Hobbie: schemi a punto croce

Chi si ricorda delle Holly Hobbie? Quelle figure femminili nei loro deliziosi abiti folk patchwork con in testa delle morbide cuffiette in stile La casa nella prateria imperversavano su diari, quaderni, biglietti e altro ancora. Erano state ideate da un'artista americana che ha dato loro il nome: Denise Holly Ulinskas. Se volete leggere qualcosa su questa illustratrice, potete andare qui.

Anch'io posseggo le mie Holly Hobbie, sono queste due bambole di stoffa che ho fin da ragazzina e che ho intenzione di tenere pur se dimostrano la loro età e pure se la mia d'età non è più quella delle bambole!

 


Rimanendo in tema, nel mio raccoglitore ho trovato alcuni schemi (vecchi allegati di Rakam) per poterle ricamare a punto croce che metto volentieri a disposizione di tutte/i le interessate sperando non siano protetti da copyright visto che sono ormai datati. In caso contrario segnalatemelo che provvederò a toglierli.

Dato che ho voluto lasciare le immagini degli schemi più grandi del mio solito in modo che possiate consultarle meglio, potreste avere qualche difficoltà a caricarle...mi auguro di no.

 

 HOLLY HOBBIE 

schemi per il punto croce

 

Eccoci qua in questo romantico mondo campestre, ci entriamo assieme alle due bambine che sostengono un cesto di fiori...

 


 

e proseguiamo incontrando altre bambine carine...tenete d'occhio in particolare le due con cuffietta rosa e azzurra, poi capirete perché. Tenerissimi anche gli orsetti, vero?



 

Ecco un'altra Holly Hobbie vestita in rosa attorniata da altre bamboline. Guardate, quelle in basso non vi fanno venire in mente quelle intagliate nella carta?

 


 

E poi altre ancora (notate che in questo foglio c'è la prima parte della fila di bambine per mano) tra le quali si è intrufolata anche Pippi Calzelunghe!

 


 P.s. mi dispiace che in qualche punto i fogli siano stati strappati male, dovrete lavorare un po' di fantasia per ricostruire le parti mancanti.

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Questi sono i miei due ricamini realizzati seguendo due degli schemi che vi ho fatto notare sopra. 

 


Molto tempo fa li avevo già mostrati sul mio blog e come si vede sono ancora lì da incorniciare...dai, che forse è la volta buona!

sabato 9 marzo 2024

l'8 marzo e tutti gli altri giorni

 

un mio collage elaborato digitalmente 

In ritardo per l'8 marzo, ma non per tutti gli altri giorni dell'anno in cui andrebbe festeggiata, dedico questa giornata alle donne che lottano per la loro indipendenza, alle donne che con coraggio sanno conquistarsi la loro irrinunciabile libertà. A chi nonostante le ferite riesce a guardare lontano e a credere nel futuro. Alle donne che sanno spezzare le abitudini insane e quella mentalità retrograda che ancora vorrebbe relegarle in un angolo.

Questo 8 marzo, e tutti gli altri giorni dell'anno, lo dedico a quelle donne che da sole o assieme ai loro compagni/e sanno crescere i loro figli, maschi e femmine, nel rispetto e nella gentilezza. Che li sanno educare all'introspezione e al pensiero critico. Che sanno sostenerli nell'espressione delle loro emozioni e nell'elaborazione di quei rifiuti, perdite e sconfitte che incontreranno sulla strada della vita.

Un augurio di cuore!


martedì 5 marzo 2024

amo i puzzle

Sì lo confesso, i puzzle li amo immensamente. Non incondizionatamente nel senso che mi piace molto di più fare quelli che rientrano nei miei gusti, ma mi è capitato anche, in diverse occasioni, di applicarmi volentieri a qualcuno che ad esempio personalmente non avrei scelto. 

I puzzle per me sono un passatempo divertente e appassionante, adatto a qualunque età. E mi piace, una volta completati, incorniciarli e appenderli in casa. Beh, non saranno proprio delle opere d'arte, ma a me piace guardare il frutto del mio paziente lavoro.

Seguitemi quindi per un mini tour a casa mia che vi faccio vedere i miei!

 

I PUZZLE DI CASA MIA 


Iniziamo con i due puzzle che riproducono opere di Escher, un artista che come ho detto altre volte, mi affascina tantissimo. Li avevate già visti nel bagno del mio ex bilo dove si sposavano bene con le piastrelline bianche e nere a scacchi, pure qui li ho voluti appendere nello stesso ambiente e anche se bagno e piastrelle sono assai diversi, non ci stanno malaccio.

 


 

Entriamo quindi nella camera da letto, ancora abbastanza spoglia, dove però non poteva mancare alla parete Il bacio di Klimt, altro artista che mi avvolge tra le sue spire dorate.

 


 

Ci spostiamo adesso in cucina e proprio lì, sopra alla mensola d'acciaio che vi avevo mostrato qui appena trasferitami in questa casa, da poco di puzzle ce n'è un altro. Avete riconosciuto l'immagine riprodotta? E' la famosissima Lunch atop a skyscraper, una foto del 1932 scattata su un edificio allora in costruzione: il Rockefeller center. Uno scatto finalizzato probabilmente a pubblicizzare il nuovo grattacielo in questione, ma gli operai non erano comparse (e bè non penso ce ne sarebbero stati molti a prestarsi!), bensì le persone che vi stavano lavorando, erano "vere" insomma e vere pure le travi su cui con nonchalance si accomodavano per consumare il pranzo ed anche per stendersi a riposare come si vede in altri scatti... bbbrrr che brividi!

Riguardo a questa foto sorprendente (che stimola riflessioni riguardo alla sicurezza sul lavoro) ho trovato alcune notizie che se vi va potete leggere qui.


 

Mi allargo un po' dicendo che questo grande puzzle giaceva bell'e finito in un cassetto da tanto, tanto tempo...ero una ragazza e abitavo ancora in questa casa coi miei quando lo iniziai sparpagliandone sul tavolo basso della mansarda tutti i pezzi. Principalmente mi ci dedicavo da sola  ma occasionalmente anche col mio primo nipote e o le amiche di passaggio. Certo il puzzle è un gioco solitario sì, ma se le tessere si cercano assieme tra una chiacchiera e l'altra, il tempo passa meglio e ci si diverte anche di più mentre intanto il puzzle prende forma. Anche mia mamma quando andava di sopra dove c'è la lavanderia, a volte passando da lì davanti scovava qualche tesserina da aggiungere, poi me lo diceva orgogliosa...un bel ricordo inghiottito dal tempo.  

Una volta terminato era stato però abbandonato, non so perché, in quel cassetto sotto al lettino, finché, ritornando qui, l'ho trovato e ho deciso di farlo finalmente incorniciare.

 

 

Riemergo dal passato e seguendo le tracce dei puzzle, in  sala eccone uno mini mini su un ripiano della libreria. Si tratta sempre di un Klimt, un particolare dell'opera Judith, e devo averlo comprato se non sbaglio ad una mostra di due anni fa vista a Piacenza assieme a delle amiche.


 

Infine un mio acquisto recentissimo: un puzzle, a tema pesci, vintage come me...Beh, per ora vi faccio vedere solo la scatola, perchè è ancora da iniziare,  basta solo liberare il tavolo in mansarda...cosa ci vorrà mai?!😄



E' stato interessante per me scoprire qualcosa del fondatore della Cavallini & Co, Brad L.Parberry, e di come l'Italia sia stata fonte di ispirazione per il suo lavoro. Se siete curiosi, andate a leggere qui l'intervista in inglese.


 

PUZZLEPUZZLEPUZZLEPUZZLE

 

Chiudo il capitolo puzzle con un altro dolce ricordo, una foto dei primi anni '90 del periodo ludoteca: due ragazzini impegnati a trovare i pezzi di un puzzle che avevamo sistemato su un tavolone a disposizione di tutti. Un puzzle a cui ognuno poteva contribuire aggiungendo una, due, tre...tutte le tessere che voleva. Un intenso lavoro di gruppo per un puzzle quasi impossibile...no, non proprio, però con un grado di difficoltà piuttosto alto in quanto doveva essere fatto senza alcuna immagine di riferimento, non si sapeva di preciso cosa sarebbe apparso!

Una volta che il quadro fosse stato completato o già durante la sua esecuzione, si tentava di trovare, attraverso gli indizi che di mano in mano comparivano, la soluzione del racconto giallo scritto sulla scatola del gioco.  

Li avete mai visti questi originali puzzle? Si trattava dei mitici i gialli Clementoni, non più in commercio da anni, se non tra i giochi usati che potete trovare in vendita su internet.



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Se volete infine scoprire (ed anche realizzare) altri tipi di puzzle o rompicapo e stupirvi col risvolto divertente della matematica, vi consiglio di andare a leggere questo post di MammaConta - All'origine... il cuore!


lunedì 26 febbraio 2024

Liquidambar

È vero, siamo già verso fine febbraio e questo post giaceva nelle bozze dai primi del mese, ma dato che mi va di pubblicarlo lo stesso, facciamo finta che...

 

Febbraio è da poco iniziato, quindi come al solito ho girato la pagina del mese passato e vi ho trovato questa nuova immagine, bella come lo sono sempre le illustrazioni di Alfonso Goi e come lo erano quelli dei disegnatori precedenti.

 

 

calendario dell'Erbolario

Sono molti anni che non posso più fare a meno di questi calendari che mi regalano in erboristeria: ogni pagina, per me che amo tanto la natura, è una gioia per gli occhi. E c'è sempre tanto da imparare.

 



In questo disegno mi hanno colpito particolarmente questi: i frutti del Liquidambar.  

 


 

Il liquidambar...bel nome, vero? Un albero, con foglie simili a quelle dell'acero, con un nome evocativo che significa "ambra liquida" per via della resina aromatica che sgorga dal tronco se lo si incide.


Ricordate quand'è stata la prima volta in cui la vostra attenzione è stata attirata da queste strane palline irte di punte? O non le avete mai viste?

 

 


 

Maurizio schiarisce la sua e la mia memoria raccontando che  è successo quando eravamo, più di dieci, quindici anni fa, dalle parti di Imola per un corso di balli popolari. Tornando alla macchina, parcheggiata in un viale alberato, avevamo notato per terra quelle strane "pigne". 

 

 

frutto del Liquidambar

 

Così particolari che io, amante del Biedermeier (se siete su Pinterest, potete cliccare qui per farvi un'idea di questa tecnica), allora anche più di adesso, ne ho raccolta una e osservandola con curiosità, ho pensato che poteva essere un originale elemento naturale da utilizzare per una creazione, magari come fulcro di un bel mazzolino.

Le mie "palline" però stanno da anni dentro a questa scatola assieme a delle pigne: credo si tratti ancora di quelle poche raccolte nel lontano weekend di danze.

 

 
Nutro però la speranza di potermene un giorno servire per creare qualcosa di carino. Anche una bella ghirlanda fatta solamente di questi frutti legnosi non sarebbe male...devo solo rimpinguare la mia scorta!