Visualizzazione post con etichetta vintage. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vintage. Mostra tutti i post

lunedì 18 marzo 2024

da cassetto del tipografo a...bacheca

Eccole qua, oggi vi presento le mie due bacheche ricavate da cassetti da tipografo.

 


La trovata non è certo nuova, sono anni  infatti che circola sul web quest'idea sul riuso di questo tipo di cassetti e se fate una ricerca sul tema, vedrete come ci si possa davvero sbizzarrire....

Sì, è vero, di bacheche se ne sono viste in tutte le salse, alcune molto belle, eppure non per questo il cassetto del tipografo ha perso il suo potere di attrazione e ancora oggi tale oggetto del passato continua ad affascinarci per quello che evoca e per  come può essere trasformato in altro. Se volete, andate qui a leggere il racconto di un'esperienza sul campo.


la mia bacheca natura

 

Il primo cassetto lo comprai, nel periodo in cui andai ad abitare nel mio bilo, a un piccolo e interessante mercatino dell'usato all'aperto. Dato che era ben conservato, mi era bastato solo pulirlo per bene, dare una leggera scartavetrata e una passata di mordente per ravvivare il colore originale.

 



Dopo di che era già pronto per  esporre la mia raccolta naturale, per me preziosa, di sabbie, sassi, conchiglie (ancora non c'erano restrizioni, ma anche allora non ho mai saccheggiato l'ambiente). L'avevate già vista in qualche foto scattata nel mio vecchio appartamento e in particolare ne avevo parlato pure qui quindi non mi ripeterò. 

Dico solo che là appesa sopra il divano e a cui si era aggiunto dopo una decina di anni il nostro primo tappeto-arazzo, faceva la sua figura, ora invece in questa casa ho dovuto per forza relegare la bacheca in un muro laterale, come vedete in foto, e in quella posizione non mi dà più lo stesso impatto piacevole alla vista, 

 


 è diventato un elemento secondario su cui il mio occhio si posa meno...anzi diciamo pure che è a portata di torcicollo...

 

 

Dovendosi adattare a spazi completamente diversi, capita che alcune cose vengano messe maggiormente in risalto e altre meno.

 

la mia bacheca dei giochini

 

Se quella a tema natura è stata purtroppo un po' sacrificata, la seconda però ha ricevuto un posto d'onore. Ve la faccio vedere nella parete in parte ancora vuota...la parete intendo.

Ma partiamo dal cassetto: dato che il primo  acquistato mi era piaciuto tanto, quando ne ho avuta l'occasione (nebbia totale sul quando e il dove) ne avevo comprato un secondo sempre con l'idea di utilizzarlo come bacheca.

Il cassetto era però in condizioni molto peggiori dell'altro e il restauro si è rivelato più difficile, perché i vari scompartini erano foderati di carta appiccicata sul fondo e per staccarla ho dovuto penare non poco così l'avevo abbandonato in solaio dai miei. 

Solo quando sono tornata ad abitare qui con la voglia di rimettere mano anche a cose lasciate in sospeso (ricorderete ad esempio  i ricami delle casette o il puzzle che ho fatto incorniciare) sono andata a riprendere quel lavoraccio. Bene o male a staccare la carta ci sono riuscita 

 


 e in seguito dato che il legno era brutto e alquanto rovinato ho pensato di dipingerlo di verde salvia. Eh sì, ho ripreso lo stesso colore del mobiletto per non fare una stanza arlecchino... 

 


 

Prima di passarvi la cera protettiva, ho poi accentuato quell'aspetto invecchiato che già aveva, sfregando la carta vetrata qua e là e ho sistemato della carta a fantasia sul verde in ordine sparso dentro ad alcune rientranze. Lo vedete qui sotto poco dopo averlo terminato.

 


 

*****************

 

In questa bacheca han trovato riparo tutte quelle cosine piccole e simpatiche che mi ritrovavo in giro per casa e che mi dispiaceva buttare. 

 


"Ciaffi" (come li chiama una mia amica) come le arcinote sorpresine degli ovetti Kinder (contenuto secondo me superiore all'involucro commestibile...): nanetti, elefanti, coccodrilli, leoni e altri personaggi. Bamboccini che ho scovato nella cesta dei giochi dei miei nipoti di quando da piccoli venivano qui a casa dei nonni.



Accanto a queste collezioni, di cui per motivi di spazio ho dovuto scegliere solo una parte, ecco una fila di anatrine e una maialina rosa in terracotta da appendere che ho fin da bambina, probabilmente un regalo.

 

 

E poi ancora... macchinine di quelle piccole piccole che si portano dietro in una tasca,

 


 

un simpatico Bart Simpson sullo skateboard, un coniglietto, un orsetto e amici di plastica miei da una vita  e altri giocattolini tra cui spicca un piccolissimo omino det tè che a me piace un sacco con quella testa a forma di tazza.

 


E poi qui è venuta ad abitare una bella coppietta spagnola in terracotta. Regalatami forse da qualcuno che era stato in vacanza in Spagna?


 

Le due coriste-musiciste invece devo invece averle comprate assieme ai miei in uno di quei meravigliosi negozi strapieni di oggettistica in legno in cui da bambina lasciavo sempre gli occhi...Succedeva quando andavamo in vacanza sulle Dolomiti.



Tutt'altro materiale, penso vetro di Murano ma non ne sono affatto sicura, per la famigliola di cerbiatti


 

e quella di gattini. Quand'ero bambina questi soprammobili stavano in una vetrinetta della sala accanto ad altre statuine e ai bicchieri di cristallo e io spesso aprivo quello sportello per tirarli fuori e giocarci. Facevo attenzione a trattarli con cura, ci giocavo sulla poltrona o sul tappeto, ma devo dire che erano abbastanza resistenti.


Ed eccoci arrivati alla fine di questa lunga descrizione della mia bacheca verde, spero di non avervi annoiato troppo e di aver risvegliato in voi qualche ricordo di quando eravate piccoli o lo erano i vostri figli o nipoti.

Metto giusto l'ultima foto per farvi vedere la parete in cui l'ho sistemata che è poi quella di fronte al mobiletto verde. Parete ancora in parte da ultimare con altri inserimenti che ancora non so quali saranno di preciso.

 


Cosa dite, troppo infantile la scelta di riempire questa seconda bacheca con dei giochini? Sì, può essere (faccio domande e mi rispondo tutto da sola :-D), ma a me piace circondarmi ancora adesso di qualcosa che mi agganci al gioco...una mia passione da sempre.

Un giocoso saluto a voi amiche e amici!



lunedì 11 marzo 2024

Holly Hobbie: schemi a punto croce

Chi si ricorda delle Holly Hobbie? Quelle figure femminili nei loro deliziosi abiti folk patchwork con in testa delle morbide cuffiette in stile La casa nella prateria imperversavano su diari, quaderni, biglietti e altro ancora. Erano state ideate da un'artista americana che ha dato loro il nome: Denise Holly Ulinskas. Se volete leggere qualcosa su questa illustratrice, potete andare qui.

Anch'io posseggo le mie Holly Hobbie, sono queste due bambole di stoffa che ho fin da ragazzina e che ho intenzione di tenere pur se dimostrano la loro età e pure se la mia d'età non è più quella delle bambole!

 


Rimanendo in tema, nel mio raccoglitore ho trovato alcuni schemi (vecchi allegati di Rakam) per poterle ricamare a punto croce che metto volentieri a disposizione di tutte/i le interessate sperando non siano protetti da copyright visto che sono ormai datati. In caso contrario segnalatemelo che provvederò a toglierli.

Dato che ho voluto lasciare le immagini degli schemi più grandi del mio solito in modo che possiate consultarle meglio, potreste avere qualche difficoltà a caricarle...mi auguro di no.

 

 HOLLY HOBBIE 

schemi per il punto croce

 

Eccoci qua in questo romantico mondo campestre, ci entriamo assieme alle due bambine che sostengono un cesto di fiori...

 


 

e proseguiamo incontrando altre bambine carine...tenete d'occhio in particolare le due con cuffietta rosa e azzurra, poi capirete perché. Tenerissimi anche gli orsetti, vero?



 

Ecco un'altra Holly Hobbie vestita in rosa attorniata da altre bamboline. Guardate, quelle in basso non vi fanno venire in mente quelle intagliate nella carta?

 


 

E poi altre ancora (notate che in questo foglio c'è la prima parte della fila di bambine per mano) tra le quali si è intrufolata anche Pippi Calzelunghe!

 


 P.s. mi dispiace che in qualche punto i fogli siano stati strappati male, dovrete lavorare un po' di fantasia per ricostruire le parti mancanti.

"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 


Questi sono i miei due ricamini realizzati seguendo due degli schemi che vi ho fatto notare sopra. 

 


Molto tempo fa li avevo già mostrati sul mio blog e come si vede sono ancora lì da incorniciare...dai, che forse è la volta buona!

giovedì 19 ottobre 2023

ritrovamenti (il giornalino di classe delle medie)

Si accelerano i lavori in vista della data fatidica! Armadi e armadietti in buona parte svuotati e mentre si svuotano si possono ritrovare queste chicche...

 

Il mini CARLINO dalle 8 alle 13 

 

Ha attraversato qualche trasloco questo libriccino, ma non mi sono mai sognata di buttarlo! E' ormai un reperto storico, non solo perchè risale ai tempi sempre più lontani delle mie (allora chiamate) Medie, ma anche perchè è un esempio di stampa col ciclostile...l'antenato della fotocopiatrice. Immagino che molti di voi non sappiano, per età, di cosa stia parlando, così vi mando qui, su Wikipedia, per leggere la sua storia e per vedere come funzionava questo marchingegno a manovella. Ho trovato su Facebook anche questo post (spero non dispiaccia all'autore se metto il link) di Alfredo Tamisari in cui lui racconta la sua esperienza di maestro negli anni settanta. Lo scrittore fa una descrizione molto particolareggiata dell'uso del ciclostile in classe e tra l'altro cita un motto, un antico detto cinese, che condivido totalmente e che ha senza dubbio indirizzato anche la mia attività lavorativa: se sento dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco.  

E a proposito del "fare", io me lo ricordo quando in classe abbiamo stampato il nostro giornalino. Sono flash un po' sbiaditi, ma ricordo che quella mattina, o quelle mattine, il protagonista assoluto fu il ciclostile e noi tutti attorno incantati a guardare e a partecipare in prima persona al magico processo della stampa.  

C'era in noi l'emozione, tanta, di creare qualcosa di unico. Qualcosa che aveva richiesto impegno, tempo e fatica, ma che ora vedeva finalmente la luce! 

Per quanto i miei anni delle (allora chiamate) Elementari fossero stati così rigidi, rivolti al passato, costretti in una disciplina quasi militaresca, i tre delle Medie si erano rivelati per me uno spiraglio verso il futuro, un fermento di esperienze nuove tra cui quelle dei lavori di gruppo.  

E questo giornalino ne è stato la prova più eclatante.

Certo ora ha perso molto del suo smalto: i colori si sono alquanto sbiaditi e per pubblicare queste immagini le ho dovute contrastare parecchio. In più alcune pagine risultano ormai quasi illeggibili e non posso mostrarvele. 

 

::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

 

In ogni modo vi farò vedere ciò che ancora bene o male si riesce a individuare. Inizio col mostrarvi la copertina. Vedete? Con sole 50 lire potevate comprarlo! Beh, credo che la cifra sia stata scritta per renderlo più veritiero, dubito ne siano state tirate così tante copie da poterle vendere in ambito scolastico...ma in questo senso anche i miei ricordi sono sbiaditi.


 

Già dalla simpatica prima pagina, potete gustare i disegni della mia amica Alessandra, scelta per illustrare l'intero giornalino. Già da allora evidenziava il suo talento di cui, dacché mi ricordo, era dotata fin dalla nascita...bravissima, vero? Per tanti anni anche lei ha avuto un blog e le nostre comuni amicizie virtuali di una volta avranno capito subito di chi sto parlando. Se qualcuno di voi è su Instagram, potrà ora seguirla qui.

Questo articoletto era stato scritto da noi due più altre due amiche e compagne di classe. Un articolo leggero, sulla moda di quel periodo...teneramente datato. Eh, certo i pantaloni alla zuava e alla gaucho non si può dire siano proprio l'ultima tendenza ai nostri giorni, o forse hanno solo cambiato nome, ma le righe, quelle non tramontano mai, siete d'accordo?


 

Ognuno di noi studenti aveva partecipato al progetto con uno o più articoli scritti per conto proprio o aggregandosi ad altri compagni. I temi erano i più svariati come ogni giornale che si rispetti e ora ne vedremo qualcuno.

Oltre alla moda, poteva forse mancare la rubrica dedicata all'oroscopo? E infatti c'era,



così come non mancava una pagina più impegnata dedicata alle nostre poesie.



Nell'angolo del relax ci si poteva invece divertire leggendo barzellette e cimentandosi in giochi come gli anagrammi.


 

Inoltre nel nostro "mini carlino" trovavano spazio anche articoli su argomenti di attualità come la conquista della luna e la guerra in Medio Oriente, tema drammaticamente attuale anche ai giorni nostri. Erano presenti pure pagine sul calcio o dedicate alla musica classica.

Chiudo questa breve carrellata di immagini tratte dal mio giornalino scolastico mostrandovi la pagina finale: la spiritosa ballata della scuola e la presentazione dei nostri professori


 

in un'inedita veste caricaturale. 


 

E' curioso notare come nel nostro giornalino comparissero articoli scritti o dalle femmine o dai maschi, segno che sia per interessi diversi che per altre ragioni, ci si incontrava solo con quelli dello stesso sesso, nessun gruppo di lavoro misto.

Ora si cerca invece di favorire un maggiore scambio incentivando la comunicazione, la collaborazione tra tutti quanti gli studenti di una classe al di là di quelle simpatie personali che porterebbero a ricreare i soliti gruppetti o ad escludere alcune persone.  

A parte queste considerazioni, questo nostro giornalino è stata un'esperienza bellissima e innovativa e ringrazio col pensiero i nostri professori che allora ci fecero da guida in questa fantastica avventura.


:::::::::::::::::::::::::::::::::::::


Beh, lo vedete, continuo ad essere nulla-presente nei vostri blog, solo una sbirciata ogni tanto, spero di riprendere i miei normali ritmi da blogger una volta trasferita (e ripristinata la linea telefonica). 

Per ora un abbraccio, miei cari lettori e lettrici! 

giovedì 5 ottobre 2023

FIABE SONORE vecchie e "nuove"

Buongiorno a tutti, amiche e amici della blogosfera e non solo, oggi ho deciso di pubblicare questo post che giace tra le mie bozze da prima delle vacanze...eh, sì.

Lo pubblico anche se sto constatando che in questo periodo riesco sì a rispondere ai vostri commenti qui sulle mie pagine, ma solo saltuariamente posso passare a trovarvi nei vostri blog ricambiando le vostre gradite visite e la cosa mi dispiace.

Nell'amicizia, anche virtuale, io credo molto nello scambio, non dico lineare, rigoroso, ognuno ha i suoi ritmi e fa bene ad assecondarli, ma lo scambio per me è importante per mantenere vivo un rapporto. Quando sono tornata ad abitare in questa mia casetta virtuale, alla fine di febbraio di quest'anno, l'ho fatto con questa intenzione e ho cercato infatti di ricrearmi un giro di amicizie. Quindi grazie a tutti, vecchi e nuovi amici, per esserci!

Dicevo che per me è importante ricambiare, ma dato che sono un po' lenta, mi richiede tempo leggere i vostri post (ahimè la vista) e ancor più tempo lasciarvi un commento (scrivo sulla tastiera con un dito!). E' un tempo che normalmente amo prendermi comunque: le cose mi piace farle bene, non in fretta, tanto per fare. Ci tengo a mantenere rapporti piacevoli, stimolanti, che mi arricchiscono e mi auguro che la cosa sia reciproca 💖

Ah, ma non vi ho ancora spiegato il motivo per cui in questo periodo non riesco a seguire il mio blog e i vostri come vorrei...già poi lo immaginerete: sono presa dal trasloco imminente nella pratica e non da meno nei miei pensieri. Rispetto alla situazione descritta nelle prime righe del post, adesso posso dire che i lavori di sistemazione per forza di cose sono avanzati, eppure c'è ancora tanto da fare!

 

_____________________________________


E via...libero un altro angolo della mia casa. Che tristezza però...arrivata al dunque, al momento in cui cioè non mi posso più trastullare portando solo qualche sporta ogni tanto nell'altra casa, ma DEVO sgomberare in modo più massiccio, la visione dei piani svuotati delle librerie mi afferra come un nodo alla gola. La selezione che dovrei necessariamente fare, prima di sistemare gli oggetti negli scatoloni, scalfisce appena la grande mole di roba. Sì, perchè ogniqualvolta passa qualcosa dalle mie mani alla fine penso "Ma sì, questo lo tengo, è un ricordo...al limite lo butterò quando sarò di là". Ecco, questa è la frase tipica di cui bisognerebbe liberarsi subito, un bel repulisti anche nei ricordi, altrimenti non ci salviamo mica!

 

Una collezione, diciamo una mini collezione, che però non ho assolutamente intenzione di buttare e che vorrei mostrarvi prima di riporla al buio degli scatoloni cosicchè nei prossimi mesi me la posso rimirare ancora sul mio blog, è questa. La intravedete là, dietro al doppio cuore a spicchi?

 


 

le mie FIABE SONORE

 

 "A mille ce n'è
nel mio cuore di fiabe da narrar.
Venite con me
nel mio mondo fatato per sognar…
Non serve l'ombrello,
il cappottino rosso o la cartella bella
per venire con me…
Basta un po' di fantasia e di bontà.". 

 

 


 

 

E' composta da diciannove fiabe la mia piccola collezione di Fiabe Sonore della Fratelli Fabbri Editori. Piuttosto piccola se si pensa che i fascicoli della prima edizione erano una sessantina! Qualcuno negli anni è sicuramente andato perso o buttato via perchè rovinato, oppure sarà stato regalato, non saprei, fatto sta che altrimenti non si spiegano queste piccole tracce della loro passata esistenza...

 

 


 

La mia collezione si può dividere ulteriormente in due gruppi corrispondenti a due periodi precisi: il 1966/'70  e il 2007.

Ma partiamo da quella decisamente più consistente di cui possiedo sedici album. Fa parte della prima edizione, quella storica del '66.

 

 le prime fiabe sonore

 

 Album illustrato più 45 giri su cui era incisa la fiaba. Dico poco?

 


 

Considerando anche il periodo in cui sono uscite, dico tantissimo! C'era racchiuso un mondo intero, un mondo fantastico che ti catturava totalmente con immagini, parole, voci, musica e canzoni. E ti catturava per il motivo che la proposta era di grande qualità e curata fin nei particolari. 

Ci diamo un'occhiata più da vicino, siete d'accordo? Grandi pagine patinate e bellissime illustrazioni di bravi disegnatori, ognuno col proprio stile e tutti ugualmente validi. Pikka, Lima, Piero Cattaneo, Sergio (Romano Rizzato), Una (Ugo Fontana), Ferri e altri ancora. 


Disegni di grande impatto, ricchi di particolari, realistici quel tanto da farti impressionare al momento giusto (come ad esempio il drago fiammeggiante qui sotto)

 



oppure eterei, delicati, con un'atmosfera rarefatta che ti faceva sentire come in un quadro.

 

 

Tutti questi magnifici disegni in grande formato ti conducevano a piè pari dentro la magia della fiaba.

E vogliamo poi parlare della narrazione? Se non ci fosse stata la voce avvolgente del cantafiabe Silverio Pisu, sceneggiatore e narratore, oltre alla presenza di altri attori professionisti non sarebbe stato certo la stessa cosa.

Musiche e canzoni erano del grande Vittorio Paltrinieri che ha contribuito quanto gli altri al successo di queste pubblicazioni. E per me che dalla musica venivo letteralmente rapita, queste fiabe non sarebbero state così calamitanti senza quelle canzoncine!

Sapete che tante le ricordo ancora? Come quelle della casa nella foresta cantata dagli animali, quella delle fate nella bella addormentata nel bosco ma anche "  ♪ Son Budur principessa della Cina e tra poco ne diventerò regina...♪" Quante volte le ho cantate seguendone il testo sull'album e in seguito imparandole a memoria!

L'indimenticabile sigla iniziale e finale, che ogni bambina o bambino sapeva a menadito, era cantata dal Quartetto Radar.



Le fiabe erano di diversi autori, autori come Perrault, i Grimm, Andersen ecc... Alcune erano famosissime, altre decisamente meno conosciute e proprio per quello stuzzicavano la curiosità. 

Sì, posso dire che mi piacessero quasi tutte, ma ho avuto naturalmente le mie Fiabe Sonore preferite Ai primi posti ci stava senz'altro  La principessa incantata, una fiaba che non conoscevo e che mi aveva immediatamente conquistato,

 


 e poi...come non subire il fascino delle bellissime fate della classica fiaba La bella addormentata nel bosco con i loro fantasiosi cappelli e la lunga canzone a cui accennavo?

 


 

E I tre nanetti del bosco qualcuno di voi la conosceva? Io no, nel senso che prima di allora non l'avevo mai letta, ma mi è rimasta poi impressa nella memoria soprattutto per l'infida e comica suo malgrado personaggio di Amarona.

 


le fiabe sonore del 2007      

 

Erano trascorsi ormai tanti anni dalle prime assaporate nell'infanzia e i tempi erano decisamente cambiati. Tramontati i dischi, le fiabe sonore sono state al passo proponendo l'immancabile fiaba, ma corredata da un CD anzichè dal 45 giri.  Vedete?

 


 

Di questi fascicoli ne possiedo decisamente pochi, forse acquistati in un moto nostalgico, probabilmente subito rientrato come è normale che sia. Sono solo questi tre infatti i miei album più recenti.   



La veste grafica della copertina si era un po' rinnovata, ma la sostanza di queste fiabe sonore era rimasta quella di un tempo. Spero che i bambini degli anni duemila le abbiano potute apprezzare nonostante l'avvento dei computer e di stimoli visivi diversi e numerosi.

 

 

Ora invece, che da tempo internet è entrato prepotentemente nella nostra vita, potete trovarle anche su Youtube. Beh, mi sembra una gran bella cosa per adulti nostalgici e bambini curiosi...


"Finisce così
questa favola breve e se ne va ...
Il disco fa click
e, vedrete, fra un po' si fermerà.
Ma aspettate, e un altro ne avrete.
“C'era una volta ...” il cantafiabe dirà
e un'altra favola comincerà!". 

 


 

aggiornamento

 

Voglio aggiornare il mio post segnalandovi un link di un interessante articolo su queste fiabe.  Qui potrete leggere infatti informazioni più particolareggiate sulle persone che hanno contribuito a realizzare questo progetto, oltre all'elenco di tutti gli album pubblicati. Molto interessante, secondo me, la storia cronologica delle FIABE SONORE dal punto di vista delle ripetute pubblicazioni che si sono succedute e dei diversi supporti musicali utilizzati per stare al passo coi tempi, come poi è emerso anche dai vostri commenti. 

 Un saluto a tutti, mi rimetto dietro al pre-trasloco!

 

domenica 2 luglio 2023

giochiamo ai quattro cantoni?


la foto illustra questo gioco
gioco dei 4 cantoni

Adesso vi spiego come mai qualche giorno fa mi è tornato in mente il gioco dei quattro cantoni. Nell'oziante attività (e già notate come questi termini cozzino tra loro) di anticipare il trasloco vero e proprio, sto travasando da una casa all'altra sportine piene di robe varie di cui il mio bilocale trabocca. 

In questi ultimi mesi  mi sono concentrata in modo particolare sui libri: prima ho liberato una libreria, poi buona parte di altre due, quindi sono passata alle due mensole della camera da letto. Dopo aver riempito una sporta di vecchi CD e cassette che erano sul piano, ora sto togliendo anche tutti i libri che vi avevo sistemato. Nella mia catalogazione a grandi linee per argomento, qui avevo creato un mini reparto "libri per bambini". Ora vedete le mensole già in buona parte libere, perchè i lavori di svuotamento stanno pian piano procedendo...cosa che mi mette un po' tristezza, come arredano magnificamente i libri: riempiono gli occhi e il cuore!

 


Togliendo e spolverando un libro alla volta, ho riguardato le fiabe e i romanzi che mi sono rimasti dalla mia infanzia e pre-adolescenza. Un giorno magari ve li mostro, così confrontiamo le nostre letture infantil-giovanili. Poi, accanto ai miei cimeli, trovavano posto, ora non più, anche libri, librini, libretti che avevo comprato anni dopo per il mio lavoro più quelli che avevo acquistato per puro piacere, e direi che le due cose si sovrappongono visto che da sempre amo la letteratura per l'infanzia! 

Tra un libro e un altro, mi è passato tra le mani oltre a...ehm, nuvole di polvere e nostalgia, un volumetto che tantissimi anni fa avevo fatto rilegare e che raccoglie le parti che per me andavano salvate di...mmh, di che cosa? Mah, potrei azzardare...forse pagine che avevo selezionato da un'enciclopedia anni '50/'60 che i miei avevano deciso di buttare? Mi sembra di ricordare così, ma non ne sono stra-sicura. 

 

sfogliando il volumetto 

 

Fatto sta che questo libretto è un po' un'accozzaglia di fiabe, favole e rubriche varie, accozzaglia che a me piace però, qui dentro c'è parte della mia infanzia. 

 


 


Sfogliandolo, nella rubrica Ore gaie (e già il titolo la dice lunga su quanto possano essere vecchie queste pagine),

 

ore gaie

 ho addocchiato questo gioco di movimento.



 

 

I QUATTRO ANGOLI

 

Leggendo il trafiletto e guardando il disegno, mi sono accorta subito che si trattava di quello che io ho sempre chiamato I quattro cantoni. Un gioco a cui ho giocato tantissime volte quand'ero bambina e che mi piaceva molto anche perchè era mediamente movimentato...

C'è bisogno che ve lo spieghi? No, vero? Per chi non lo conosce o non se lo ricorda, c'è comunque la spiegazione scritta (la vedete qui sotto) illustrata anche dal disegno che ho inserito invece in alto nel post.


spiegazione del gioco 4 angoli o 4 cantoni

 

Tra i tanti luoghi in cui l'ho giocato da bambina, ce ne è stato uno davvero speciale che grazie alla sua particolarità è rimasto stampato nella mia memoria. Lì, sotto al portichetto della mia chiesa,  noi bambine che frequentavano la parrocchia, ci giocavamo. Era tutto alquanto ristretto, tra i quattro angoli del protiro c'erano due passi a malapena, ma chissà...quelle colonnine dovevano essere state per noi un richiamo irresistibile!


protiro della chiesa di San Domenico

 

Visto che a questo gioco ci avevo giocato sempre volentieri e che è innegabile che quando si trasmette qualcosa che ci è piaciuto, lo si faccia con più entusiasmo e sicurezza rispetto a qualcosa di cui non si è fatta esperienza, l'ho proposto più e più volte durante il mio lavoro come educatrice, sia ai centri estivi che a quelli diurni educativi.


Un luogo bellissimo e immerso nel verde che si è prestato magnificamente a questo gioco, è stato il grande parco di Villa Silvia, luogo storico in cui per alcuni anni abbiamo avuto la fortuna di lavorare e che è naturalmente restato nel mio cuore. 

 

Villa Silvia-Carducci  foto dal web

 

Qui i quattro cantoni diventavano gli alberi di una zona del parco e non importava se non erano tutti alla stessa distanza, perchè il gioco risultava ugualmente divertente. A volte, se "gli angoli" si trovavano abbastanza lontani tra loro, risultava un pochino difficile "intercettarsi" per scambiarsi i posti, ma faceva anche questo parte del divertimento. Magari si iniziava a giocare in cinque, in modo canonico, poi però..."Posso giocare anch'io?" e dopo un po' un'altra richiesta "Posso giocare?"...e così via finchè si aggiungevano sempre più bambini e si cercavano altri alberi che fungessero da cantone. I quattro cantoni diventavano così cinque, sei, sette e ancor di più...e ci si divertiva cinque, sei, sette volte e ancor di più...