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giovedì 6 luglio 2023

i colori del Conero

Vi ricordate quando dicevo di desiderare una vacanza relativamente fresca o almeno con una leggera brezza ad alleggerire l'afa? Beh, devo dire che il mio desiderio non è stato proprio esaudito in quanto a caldo e umidità ho trovato più o meno la stessa situazione di qui...brezza sì, ogni tanto in alcune zone, ma sole cocente più che mai, impossibile andare al mare senza cappello di paglia! 

Del resto per questo lungo weekend quest'anno avevamo scelto una località marina (o meglio in mezzo alla tranquillità della campagna, ma vicinissima al mare), sapevamo bene quindi che ci aspettava una cosa completamente diversa dalla nostra solita fresca vacanzina in montagna.

A parte questa considerazione sul clima, non era la prima volta che soggiornavamo in questi posti tutto sommato abbastanza vicini a noi, eppure tanto diversi dalla nostra costa. 

E ancora una volta mi sono rifatta gli occhi con gli incredibili...

 

COLORI DEL CONERO

 

fiori e farfalle 

La prima volta che ho visto una bougainvillea dev'essere stato in Toscana oppure proprio da queste parti, in centro Italia comunque. La prima volta che l'ho vista sono rimasta sbalordita da quella fittissima cascata di "fiori" (ho scoperto in realtà che i petali colorati sono foglie modificate e il fiore è quel piccolissimo tubicino chiaro) così come dal suo intenso color fucsia. La trovo sempre meravigliosa e anche se ora queste piante si possono vedere pure da noi, la fioritura qui è davvero un'altra cosa!

Bougainvillea


I fiori di questo albero, l'Albizia, nota anche come Acacia di Costantinopoli, illuminano la notte come leggiadri fuochi d'artificio diffondendo nell'aria un gradevole profumo.


Albizia


Facciamo un gioco? Provate a trovare allora l'"oggetto" nascosto! Tono su tono...osservate bene.


 

L'avete individuato, vero? E' lì, messa di taglio sulla corolla di un fiore questa delicata farfalla così poco appariscente che per forma e colore si mimetizza assai bene: assomiglia infatti proprio ad una foglia. Si tratta della graziosa Cedronella. Foto un po' mossa, perchè lei non stava ferma un attimo!


farfalla Cedronella


Fotografare invece la bella Podalirio è stato un pochino più semplice perchè è più statica, ma non tanto più semplice, visto che la lavanda su cui si posava ondeggiava nel vento. Questa farfalla, al contrario della precedente, era ben visibile con le sue belle righe zebrate e le punte nere e allungate delle sue ali. 


farfalla Podalirio

 

case e...i fiori non mancano mai!

 

Percorrendo il lungomare di Porto Recanati, ho visto tante belle case colorate addossate le une alle altre, le antiche abitazioni dei pescatori, ognuna col proprio terrazzino in ferro battuto e quei due o tre gradini davanti al portone dove alla sera si siedono gli abitanti a prendere il fresco e a far due chiacchiere, quando non portano addirittura fuori di casa le sedie a sdraio per stare più comodi. Come mi piace quest'atmosfera familiare di paese!  

 

il lungomare di Porto Recanati

 

Un salto a Numana non può mancare se si viene in vacanza al Conero! La via che assolutamente non si dimentica perchè molto caratteristica, è senz'altro questa qui con una bella scalinata in pietra bianca costeggiata da vasi di fiori rigogliosi. E' conosciuta col nome di "la Costarella" e un tempo i pescatori la percorrevano ogni mattina per raggiungere il porto.


La Costarella - Numana

scalinata di Numana

Altri scorci di Numana. 




edifici nella piazza di Numana


la piazzetta con l'Arco di Torre


E prima o dopo il salto a Numana, una visita alla vicina Sirolo, un grazioso borgo medioevale conosciuto come la perla dell'Adriatico, è d'obbligo.

Chi è che non si è mai affacciato dalla ringhiera che delimita il suo luminoso piazzale abbracciando con lo sguardo la riviera del Conero o che non si è seduto su quelle invitanti  "panchine panoramiche" a prendere il fresco?

 

panorama dal piazzale di Sirolo

 

 

e poi cielo, mare e ancora mare


Accompagnata dalle rime di Giacomo Leopardi che in questa terra vi è nato, vi mostro alcune foto del mare che è poi la ragione principale che ci ha spinto a venire qui in vacanza. 

 

 Mirava il ciel sereno,


Le vie dorate e gli orti,

E quinci il mar da lungi,
 
spiaggia di Porto Recanati


windsurf all'orizzonte

Una Spiaggia spettacolare che nella mia foto vedete ripresa dall'alto, è quella del Frate. I colori del mare, del cielo, del verde e della falesia bianca si fondono come in un quadro! E' proprio però la sua bellezza mozzafiato sommata al fatto di poterla raggiungere facilmente, a far sì che questa spiaggia sia piuttosto affollata. O forse siamo noi a non aver trovato l'angolino giusto per poterne godere in tranquillità.


 

Meno spettacolare, ma non per questo meno piacevole, ecco invece la spiaggia di San Michele e i Sassi Neri dove abbiamo trovato ciò che desideravamo cioè un po' meno gente e acqua ancor più limpida...finalmente un bel bagno coi fiocchi!

 


 e quindi il monte.

 

vista dal belvedere del Monte Conero

 

Dopo aver spezzettato così malamente i versi del grande poeta, per farmi perdonare voglio chiudere il post con una sua bella poesia, perchè a Giacomo, studiato sui banchi di scuola, in fondo volevamo tutti bene!

 

L'infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

 

OOOOOOOOOOOOOOOOOO 

 

Per imparare e allo stesso tempo divertirvi con la matematica, e vedere il Conero nell'ottica di "famiglia coi bambini", andate qui a leggere il post di MammaConta- All'origine...il cuore.  Le ispirazioni che le ha trasmesso quella stupenda Riviera, sono tante e come sempre molto interessanti!

 

mercoledì 14 giugno 2023

ricordo di un'escursione

Ci sono piccoli lavori, neanche faticosi, che bisognerebbe fare subito, altrimenti ci si ritrova come me a dover eliminare dalla macchina fotografica circa 600 foto! E non sarebbe niente se lo si facesse in blocco, ma in altro modo risulta essere un'operazione assai lunga...e io, guarda un po', ho scelto proprio la strada lunga, riguardandomele una per una: le nostre vacanze e le passeggiate a ritroso nel tempo. 

Tante foto che in parte varrebbe la pena farvi vedere, ma vi risparmio il supplizio, non vi preoccupate 😄

Ne ho scelte per voi solo una manciata scattate circa due anni fa durante un'escursione sull'Altopiano della Vigolana. Questi scatti, secondo me molto simpatici, sono un'occasione per farvi un saluto mentre sono indaffarata a preparare dei post un po' più impegnativi. 

Guardate che buffo questo alpaca !


 

Questi teneri animali si trovavano in un luogo dove non ti aspetteresti certo di incontrarli, cioè presso un rifugio in quota.

 

gli alpaca al Rifugio Casarota

 


Un rifugio raggiungibile per mezzo di un sentiero piuttosto facile e non eccessivamente lungo, ma faticoso per via dell'estrema salita che non offre un attimo di respiro: il Rifugio Casarota. 

Giunti lassù, io ero così stremata dal caldo, dalla fatica e forse anche dall'altitudine (1572 m.) che ho rinunciato a fare quell'ultimo strappo che ci avrebbe portati al Bus de la Zole (2070 m.) un punto panoramico da cui si abbraccia l'intera Valsugana e le Dolomiti del Brenta. 

Mi è dispiaciuto sì, ma è necessario tener conto dei propri limiti: sfidarli, specialmente alla mia età, sarebbe troppo avventato....oltreché, ripeto, ero proprio sfinita! Ci siamo quindi accontentati, ed è andata bene così, di fare una piacevole sosta al rifugio in buona animal compagnia. 

Se siete curiosi di leggere qualcosa su questo piccolo allevamento di alpaca, potete andare qui a guardare l'intervista alla signora che gestisce il rifugio assieme alla famiglia.



Chissà...forse in un giorno meno caldo e in cui sarò più allenata (risata autoironica) riuscirò ad arrivare là dove due anni fa non sono riuscita... In ogni modo, che riesca o meno nell'intento, mi ricorderò sempre con piacere di quella lunga sosta in compagnia degli alpaca!


venerdì 18 dicembre 2015

ponte dell'Immacolata tra creative ...e gnomi

Il "ponte" dell'Immacolata è stato per me un periodo decisamente intenso. Non per il lavoro visto che ero a casa, ma per altre piacevoli cose che ora vi racconterò. Un'occasione questa per mostrarvi anche le mie ultime creazioni.
Iniziamo dal mercatino che si prenderà la fetta più grande del post...mi scuso con gli amici che sono anche su facebook perchè sono stati già abbastanza "martellati" con l'argomento: eh, ma succede così quando si sta in diversi luoghi virtuali!

 CREATIVITA' E TANTE CHIACCHIERE

Era questo il secondo anno di seguito che partecipavo al "Mercatino delle donne creative" che si svolge nella mia città il primo weekend di dicembre. L'esperienza l'anno scorso mi era così piaciuta che quest'anno avevo voluto replicare ed è andata ancora meglio. Meglio sia dal punto di vista economico, infatti i guadagni sono stati più alti e dal mio punto di vista soddisfacenti (anche se obiettivamente, tolta la voce "spese materiale" e "tempo impiegato", si ridimensionano parecchio!), che dal lato umano. Sì, la cosa più bella è che con le mie compagne di avventura, una delle quali conosciuta sul posto, mi sono trovata veramente benissimo: tante chiacchiere, risate, scambi di informazioni e consigli sul nostro hobby...e promesse di partecipare insieme ad altri eventi del genere.


 La stanchezza che si prova facendo un tour de force del genere, è stata controbilanciata dall'energia e dall'entusiasmo.


Ora vi faccio curiosare un po' tra ciò che esponevo nel mio banchetto, vi va? Iniziamo da una delle ultime cose fatte e che già conoscete: i segnalibri realizzati con gli abbassalingua.


Anche se dentro al bicchierone non venivano troppo valorizzati, sono stati notati e hanno riscosso un certo successo. Le giapponesine hanno avuto decisamente la meglio sulle ragazzine, forse perchè avendo anche un retro risultavano più rifinite, o per altri motivi. Comunque la mia ragazzina preferita, che incarnava un po' questo mese di dicembre, è stata venduta...con da parte mia un momentaneo miscuglio di dispiacere e contentezza.


 Guardate ora quest'altra foto scattata al mio tavolo. Accanto alla scatola dei gessetti, a una stella in cera e perline e a un barattolo con coperchio imbottito, decorato proprio con le formine di gesso, c'è una novità che non credo di avervi ancora fatto vedere: una bambolina legnosa da appendere.


L'ho fatta sempre con un abbassalingua (mi hanno proprio conquistato), pezzetti di stecchi del gelato, stoffa e lana per i capelli. Queste sono le sue sorelle.  E' divertente realizzarle, ma occorre anche una certa pazienza. Per questo lavorino mi sono ispirata a quelli di due bravissime bloggers che ringrazio tanto: Eli (qui i suoi simpatici omini) e la maestra Valentina.


Sempre con gli stecchi di legno, ma più stretti, qualche avanzo di lana e la tecnica dell'Ojo de Dios , che io ho sempre chiamato semplicemente "rombo di lana", ho fatto un esperimento un po' pazzo: "questo "fiocco di neve morbidoso".


E poi, vediamo...di nuovo c'era  questa bottiglia che ho rivestito, non senza fatica, con lana e fettuccia e ho poi decorato con un grande fiore a uncinetto.


E questi tre (ne vedete solo due) alberelli realizzati con la tecnica del biedermeier, una tecnica che come sapete amo molto perchè mi ricorda la montagna, i suoi profumi,  i boschi, e il gusto particolare che mettono i trentini nell'abbellire gli interni. Non so se riuscite a scorgerlo, ma là, proprio dietro due alberini, c'è una specie di pannello-legenda in cui sono visibili i materiali utilizzati: pigne di ontano, di larice, faggiole, anice stellato, caffè ecc...


Ma davanti cosa c'è? Beh, le "sorelline" profuma-biancheria non potevano mancare e sono stata davvero contenta che alcune di loro siano state "adottate"! Questa è una delle quattro...bye, bye, giallina!


Facendo un passaggio veloce sui vasetti in vetro rivestiti e trasformati in punta-spilli, lanternine e barattoli tipo questo (fotografato sotto a casa mia),


arriviamo ad altre cosette che in genere attirano sempre l'attenzione dei visitatori e quest'anno non è stato da meno. Sto parlando degli oggetti in carta: ancora alcune palline coi venti dischetti, ormai forse datate, ma che per chi non le conosce sono sempre una novità e poi...anche quest'anno, un assaggio di  kusudama flower, sia come fiori singoli che assemblati in modo da formare una sfera. Vi ricordate che di questa mia passione ve ne avevo parlato qui? Se riguardate la seconda foto potete notarne uno  appeso alla tovaglia con un ceppetto, gli altri non c'erano già più. E' sicuramente quello più natalizio per i colori. Al centro di ogni fiore ho provato a mettere dei bottoncini e il risultato mi è piaciuto.


Stessa tecnica dell'origami, ma per oggetti totalmente diversi, queste trottoline che ho venduto, naturalmente a bassissimo prezzo, o regalato ai figli delle amiche. Le avevo imparate il giorno prima seguendo questo video-tutorial. Se le provate vedrete che girano che è una meraviglia!




ALLA RICERCA DELLA FAGGIOLA PERDUTA

E nel martedì seguente, che era festivo, ho pensato di rintemprarmi di quelle due giornate trascorse al chiuso. Niente di meglio che fare una gita in mezzo alla natura... 


E se quasi tutte le faggiole che avevo di scorta se ne sono andate facendo gli alberini di cui vi ho parlato,


allora si potrebbe andare proprio alla ricerca delle faggiole perdute... con sportina viola appresso!


Esplorati palmo a palmo boschi su boschi,


sfidato le prime nevi,


effettuati salti temporali salendo su (beh, solo guardando...) vecchie giostrine,


sorbita cioccolata calda con panna risalente forse all'età di quest'ultime,

ci siamo spinti fin sulle pendici del Fumaiolo.


Ho scrutato dovunque



ma di faggiole nuove niente, nemmeno l'ombra... solo qualcuno in lontananza...
sarà mica lo gnomo Mentino? Ma no, no, che questo mi sembra più familiare!




mercoledì 22 luglio 2015

cambio di programma

Finalmente un giorno libero tutto intero, un intero giorno di vacanza dalla mattina alla sera. Previsioni di tempo un po' variabile ma neanche brutto, che c'è di meglio del mare? Mare bello, paesaggio diverso e affascinante e non così lontano come quello di Fiorenzuola di Focara ad esempio, dove eravamo stati qualche anno fa e di cui vi avevo parlato in questo post. Una bella giornata programmata e desiderata, ma...a volte il diavolo ci mette lo zampino! Eh già, un imprevisto sotto forma di sentiero interrotto causa frana e i nostri sogni di bagni in acqua limpida, tranquillità e natura selvaggia si infrangono. E allora che si fa? Muso lungo lui, fatalista rassegnazione io, si prosegue per Pesaro.
Pesaro perchè lui ogni tanto ci va per lavoro, Pesaro dove dall'albergo delle conferenze intravedeva una spiaggetta: quella della foto sotto. Sì, ci sarà pure il verde monte San Bartolo dietro, ma  non è proprio la stessa cosa di Focara...qui di selvaggio c'è di sicuro la cementificazione!


Va beh, pazienza, è pur sempre spiaggia non di casa nostra. Quando un languorino si fa sentire togliamo le tende e ci dirigiamo in macchina verso il centro. Qualche giro a vuoto alla ricerca di un parcheggio che poi troviamo. E lì fuori nel piazzale, cosa inaspettata, se si vuole si possono noleggiare gratuitamente delle biciclette per poter girovagare. Bella opportunità, no? Stavolta quella più frenata a coglierla ero io, ma i motivi per rinunciarvi erano davvero futili, così inforchiamo le due ruote per andare a scoprire la città!

Prima tappa però al ristorante: ci fermiamo in un posto elegantino ma senza troppe pretese sul lungomare (l'Angolo di Mario) e capitiamo davvero bene. Gustosi piatti a base di pesce per noi e pane per lui...



Dopo, siesta all'ombra delle tamerici perchè il caldo si fa sentire


e poi via...ancora in sella. Sulla bici si coprono chilometri senza troppa fatica ed è così piacevole ammirare sculture famose come questa dell'artista Pomodoro in cui si specchiano le nuvole


o spingersi ancora più in là per trovarsi immersi in un ambiente deserto e un po' surreale


in cui strani blocchi di cemento ti fanno sentire come dentro alla scena di un film,


non a caso registi e attori vi hanno lasciato le proprie impronte...




e noi vi abbiamo lasciato i nostri sguardi vaganti.


Lasciato il molo in mano a rumorosi ragazzini in vena di scherzi e tuffi


ci rituffiamo in centro dove tra una vetrina, un gelato di crema alla cannella, una fontana


e un estratto di frutta, si fa l'ora di tornare a casa. Che ne dici caro Maurizio,


non è vero che i fuori programma sono spesso mille volte più interessanti e divertenti?