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giovedì 29 giugno 2023

un porcino marino

Eccomi di ritorno, care amiche e amici! La vacanza mi è sembrata esser volata, ma del resto siamo già arrivati a fine giugno e non me ne sono quasi accorta...chi ha rubato il tempo? 

Ma non voglio perdermi in pensieri sulla sua percezione che ci perderei la testa e appunto il tempo, meglio salutarvi con una foto della vacanza. Sì, per ora una foto sola, altre seguiranno, che riunisce idealmente mare e montagna.

E' con questa opera creata da Maurizio impilando qualche pietra (lo stone balancing di cui vi avevo parlato in questo post) che per ora vi saluto contando di passare al più presto a trovarvi e di disfare velocemente la mia valigina.

Un porcino marino tutto per voi!  

 

stone balancing-un porcino coi sassi

 

sabato 13 settembre 2014

composizioni marine...e non solo

Eccomi di ritorno dalle vacanze, non tanto lunghe, ma veramente rigeneranti: mi ero proprio scordata, in questi ultimi anni, cosa vuol dire abbronzarsi, ma ora la proprietaria di un negozio che frequento abitualmente, mi ha detto che sembravo una straniera...
In attesa di sistemare e selezionare una parte delle foto scattate per mostrarvele sul blog, vi diletto con un estratto-gioco: qualche composizione creata con elementi naturali reperiti nell'ambiente marino. Non è nuovo questo passatempo vacanziero: se non vi viene in mente niente, riguardate i vecchi post di questa tag.
Dicevo allora e confermo adesso, che basta proprio poco per divertirsi e fare due risate, giusto qualche tesoro naturale raccolto sulla spiaggia. Eh, certo che io e Maurizio siamo stati fortunati, perchè quella in cui abbiamo liberato la nostra fantasia, era veramente ricca di cose interessanti: sassi, conchiglie, legnetti, canne, alghe, piume...


Vi mostro senza vergogna la prima composizione che ho fatto quel giorno. Sarà che ero fuori allenamento, ma l'orsacchiotto come vedete, è piuttosto scarno e poco entusiasmante.


Passando invece il testimone a Ma., che con qualche mio piccolo suggerimento, ha sbrigliato tutta la sua bizzarria (non lo dico sempre che è più estroso di me?) ecco cosa è saltato fuori dalle sue mani: un indiano pacioccone


"Dente cariato il buono",


"Dente cariato l'iroso"


e per finire uno sgangherato drago.


E già che siamo in tema di composizioni naturali, ve ne faccio vedere anche una arretrata, montana però, che risale all'estate scorsa: una...ehm, bellissima strega fiorita.


Indovinato vero il "materiale" utilizzato?!

BUON FINE SETTIMANA!

sabato 23 agosto 2014

un cestino di rubini ...e una pipa

Il post sugli sciupetin di Anna (andatelo a leggere, è molto carino e istruttivo) mi ha fatto venire in mente che è da moltissimo che non aggiorno la mia tag "naturalcreo e gioco" eppure saranno quasi due anni che ho da parte alcune foto da usare...Sì, adesso è venuto il momento, quale occasione migliore dell'estate per divertirsi un pò con ciò che la natura ci offre?

P.s. Proprio in questi giorni ho trovato sulla riva del fiume alcuni fiori di stridoli e ho provato a farli scoppiare sul dorso della mano: fanno un cick fantastico!

UN CESTINO DI RUBINI

Ho scritto "offre", ma il mio non vuole essere un invito a decespugliare gli alberi! So come fanno i bambini quando ci si mettono: se non te ne accorgi, ti ritrovi l'albero calvo...beh, basta solo insegnar loro che la natura va sempre rispettata, ma che ogni tanto, solo ogni tanto però, uno "strappo" per fini ludici o didattici si può fare.

Nel luogo dove andavo al mare da ragazzina c'era una bella pineta nella quale oltre ai pini, erano presenti anche alcuni "rubini" (come chiamavamo noi la pianta della robinia). E così con la mia cugina o un'amica....

* raccoglievamo un po' di foglie di rubini, scegliendo quelle che avevano "il gambo" più lungo

* sfilavamo via con la mano tutte le foglioline in modo che rimanessero solo i gambi (che sarebbero poi la nervatura centrale della foglia composta, passatemi però questo termine infantile)


* sceglievamo nel mazzetto quello più lungo e resistente e, stringendolo tra i denti una ad un'estremità una dall'altra, lo tenevamo teso. In questo modo potevamo avere le mani libere per lavorare. Una delle due era la tessitrice, mentre l'altra teneva fermi lateralmente i mazzetti dei gambi, man mano che si montavano, affinche non scivolassero via.

E qui vi mostro una vera chicca "d'antiquariato": io che insegno a fare il cestino ad una bambina di un centro estivo agli albori della mia esperienza lavorativa.


 * Naturalmente essendo un gioco da bambini il modo di intrecciarli è di una semplicità infinita, molto più difficile spiegarlo, vediamo se ci riesco: si tende orizzontalmente, appena sotto al punto centrale del gambo che fa da ordito, uno dei gambi per la tessitura e, incorporando quello portante all'intreccio, si forma una specie di anello incrociandone le due estremità...un po' come i primi movimenti che fate per allacciarvi le scarpe. Vedete nella foto l'anellino di cui vi ho parlato?


* Intrecciato il primo gambo, continuavamo nello stesso modo con il secondo e così via, avendo cura di "tesserli" senza lasciare spazi vuoti tra loro e cercando di mantenere il lavoro il più possibile piatto e al centro, non sbilanciato solo da una parte del gambo portante.

* Finita l'operazione intreccio, legavamo i mazzettini sia da una parte che dall'altra


* e infine facevamo un nodo, doppio se ci riusciva, nel gambo-ordito in modo da formare il manico del cestino. Naturalmente e finalmente per far questo ci toglievamo il gambino dalla bocca...



Il cestino "di rubini" si può dire finito, ma in genere una volta arrivate a casa, pareggiavamo i gambi laterali con le forbici.

Questo divertente gioco di tessitura naturale, mi è stato insegnato da mia mamma quando ero bambina, anche se non riesco a ricordarne il momento preciso. Forse eravamo al parco della rocca che sorge nella mia città...sempre che ci fossero i rubini...


LA PIPA

Parlando di questo con Maurizio, ho scoperto che anche lui da piccolo sapeva realizzare qualcosa con la pianta dei rubini: questa simpatica pipa. Il procedimento? Ah, questo è molto, molto più semplice, i maschi erano sempre più spicciativi nei loro giochi!


Si stacca un solo lungo "rametto" dalla pianta,



si sfilano via le foglioline e, invece di buttarle, le si raggruppa a mo' di mazzetto. Lo si ferma poi ad una estremità (quella dei piccioli delle foglie) legandolo con la parte più sottile del gambo.


Divertente anche questo gioco, vero? Così abbiamo una pipa per i maschietti e un cestino per le femminucce...o magari il contrario! E voi conoscete altri giochi con le foglie di questa pianta?


Con questo post partecipo al Linky Party di Alex.


Linky Party C'e' Crisi

mercoledì 7 settembre 2011

una spiaggia di creatività

Siamo ancora in tempo per parlare di mare, anzi secondo me questo è il mese migliore se si scelgono mete marine per le vacanze oppure se il mare si ha la fortuna di averlo vicino. Ed un'amica blogger un mare meraviglioso "sotto casa" ha  la fortuna di averlo davvero...

Ma facciamo un passo indietro: in luglio vi avevo suggerito alcuni passatempi da fare in spiaggia, a dire il vero uno me lo aveva ricordato Sara, mandandomi una stupenda foto della sua torre di sassi, è tutto documentato in questo post. L'altra divertente occupazione da spiaggia a cui mi ero dedicata in più di un'occasione e che avevo condiviso con voi, era quella di creare composizioni adoperando ciò che ci offre l'ambiente naturale. Il post, se volete rileggerlo, è : "Giochi sul telo da mare".

L'amica con il mare meraviglioso, che si chiama Alessandra, ha pensato di far tesoro di questi due post per fare degli esperimenti in spiaggia, come li ha denominati.
Ecco il suo primo esperimento, riuscitissimo, di stone balancing. Brava, vero? A questo punto non mi resta che allenarmi con i sassi che ho in casa, perchè dovrò pur farcela anch'io...


Ma non è tutto, oltre a questa incredibile costruzione, mi ha mandato l'immagine di una composizione che ha realizzato sulla sabbia. E' questo simpatico topino fatto di conchiglie, sassi, madreperla, un grosso legno levigato come pancia, una consistente palla di alghe come testa (bell'idea!), piedi e codina son fatti invece con  piante acquatiche che i sardi chiamano "pei 'e cai", letteralmente "piede di cane". 


Me le ricordo bene quelle alghe, perchè anch'io e Maurizio le avevamo usate nei nostri quadretti sull'asciugamano. Ci trovavamo proprio in vacanza in Sardegna quell'anno, nella stupenda regione di Alessandra. Andare a farci una vacanza merita senz'altro, ma se ora non potete partire, non perdetevi il blog "Fairy Kiss", i suoi collage estivi e naturalmente tutto il resto...in via di trasformazione, dato che ho letto proprio ora che Alessandra sta rivoluzionando la sua vita. In bocca al lupo!

Se c'è qualcun altro che vuole dedicarsi a questi riempitempo da spiaggia e fotografarne i risultati, ben venga, io qui in città aspetto le vostre foto per arricchire la mia bacheca con i vostri preziosi tesori!

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Ve ne avevo già parlato due post addietro della sfida da Lozirion... eh, già, un pò in anticipo. Ora però che è finalmente partito il gioco, con ben 13 liste in gara, invito tutti quanti ad andare a votare, tramite sondaggio, la vostra lista di canzoni preferite. Potete andare direttamente qui. 

lunedì 1 agosto 2011

pietre equilibriste

Il sasso che ho lanciato nel post precedente è stato immediatamente raccolto...da chi? Da Sara che mi ha mandato una bellissima foto scattata davanti ad una diga. Quella che si vede in primo piano non è una composizione simile alle mie, ma si tratta pur sempre di un altro curioso passatempo da spiaggia o da prato...sassoso.
Una cosa certo interessante da fare che richiede un po', io direi un bel mucchio, di abilità nel saper impilare sassi o pietre formando una specie di torre. Mica un gioco da ragazzi, ma lei c'è riuscita, pratica com'è di equilibrismi...anche in moto!


La tecnica che ha usato si chiama stone o rock balancing. Non so se l'avete mai sperimentata, ma per mia esperienza cercare il punto in cui le asperità di due pietre si combinano facendole restare in perfetto equilibrio, quasi per magia, non è propriamente semplice. Io ad esempio mi stufo dopo un solo minuto di tentativi falliti, mentre invece Ma. si applica con metodica pazienza finchè non riesce nell'intento. Ve ne mostro una che ha fatto durante la vacanza in Croazia dello scorso anno.


Non sembra incredibile che possa restare in piedi? Quando uno si mette a farle e gli riescono bene poi ci prende gusto...


Ci è capitato a volte, arrivando in una spiaggia, di trovare già lì sul posto qualcuna di queste meraviglie, traccia di un passaggio umano, evocativa di antiche costruzioni preistoriche. Affascinanti pietre equilibriste.

Appassionatevi anche voi a questo gioco con i sassi e meditate...sì, perchè questa attività è considerata, oltre ad una performance artistica, una forma di meditazione zen, poichè la ricerca dell'equilibrio di due o più pietre esige pazienza ed umiltà, estraniazione dallo scorrere del tempo, immersione nella natura, ascolto dei suoni e del silenzio. (definizione copiata pari pari da wikipedia)

Per capire qualcosa di più di questa tecnica ho pensato di fare una piccola intervista ad un  "guru" delle pietre impilate. Chi è? Ma sì che l'avete capito...


Ti faccio un'intervista negli stacchi pubblicitari del 
"Crozza live"

Io: Come ti è venuta l'idea di mettere una pietra sopra l'altra?
Ma: Un giorno decidemmo di andare a fare un viaggio in Toscana....
Io: ...ma la prendi alla larga...troppo alla larga!
Ma: ...un giorno in Toscana, in una spiaggia ciottolosa, siccome era brutto tempo , mentre tu stavi leggendo una rivista, forse Riza Scienze...
Io: Sì, ma il nome non te lo ricordavi, te l'ho detto io poco fa.
Ma: ...forse Riza Scienze, mi avevi suggerito per passare il tempo un passatempo che era  "dentro" la rivista. Il passatempo consisteva nel creare pile...
Io: Pile?!
Ma: ..delle pile sassogene, sassofrattin...
Io: ma dai...cosa stai dicendo?
Ma: ...e queste pile dovevano rimanere in equilibrio per qualche minuto.
Io: ?!? Solo per qualche minuto? (ma l'ho solo pensato) E' stato difficile fare la tua prima costruzione? 
Ma: Sì, perchè inizialmente non ne conoscevo la tecnica e per ottenere un risultato ho sperimentato diverse possibilità, spesso sbagliando. Poi ogni volta che raggiungevo un piccolo risultato cercavo di riprodurlo nei passi successivi.
Io: Cosa serve, cosa è indispensabile perchè il gioco riesca?
Ma: Col tempo ho capito che è necessario osservare la forma delle pietre scelte, il tipo di superficie, la convessità...Una volta che i due pezzi...
Io: Pezzi?
Ma: (come se non mi avesse sentito, anzi non mi ha sentito proprio)...sono accostati in un probabile punto di equilibrio, si lascia la presa lentamente e si verifica da quale parte avviene lo sbilanciamento. A questo punto...
Io: Yawnn.. (sbadiglio) Meno male che quest'intervista doveva essere piccola.
Ma: ...a questo punto si apporta una piccolissima modifica alla precedente posizione, finchè non si ottiene lo sbilanciamento dalla parte opposta. Mettendola nella posizione centrale fra questi due punti, si ottiene l'equilibrio.
Io: (nel pomeriggio aveva parlato di baricentro ed era stata una descrizione più interessante, ma è sempre così la seconda volta) Ti diverti a farle?
Ma: Sì, mi diverte perchè mi concentra, mi rilassa...
Io: (anch'io mi rilasso a sentirti parlare, anzi quasi quasi mi addormento pure)
Ma: ...utilizzando i sensi del tatto, della vista e la creatività.
Io: (scommetto che questa parola non la usavi prima che io aprissi il blog) E' una soddisfazione vederle finite?
Ma: Molto, quando si raggiunge un certo risultato estetico è piacevole.
Io: Quando decidi che la torre di sassi è terminata?
Ma: Quando crolla tutto più volte significa che non è la giornata adatta...
Io: (secondo me l'ultima risposta è totalmente fuori tema, ma non glielo dico, non vorrei che ricominciasse dall'inizio...)

P.s. Se avete avuto la pazienza di leggere fino in fondo questa sgrammaticata e ripetitiva intervista (ma con il sottofondo pubblicitario non si poteva far di meglio) allora vuol proprio dire che siete pronti a dedicarvi al rock balancing!

mercoledì 27 luglio 2011

giochi sul telo da mare


Agosto è alle porte, nonostante la pioggia a catinelle, ed il pensiero corre già alle vacanze...Quest'anno le mie non saranno propriamente marine o meglio, mare ne vedrò, ma non credo che mi verrà voglia di mettermi in costume o di fare una nuotata, dato le temperature che mi aspettano. Vorrà dire che mi godrò invece una bella passeggiata in mezzo alla brughiera...e magari ci incontro pure Sonia.
Chi però, a differenza di me, passerà le ferie al caldo potrebbe ritrovarsi ore ed ore su spiagge attrezzate "solo" di mare trasparente, cielo azzurro, sabbia, silenzio. 


Dalla mie esperienze vacanziere direi che è più che sufficiente, cosa desiderare di più?
In tutti quei momenti "pieni" d'ozio e di relax (eh, sì, quando si fanno chilometri a piedi per raggiungere una caletta, non ci si può permettere il lusso di tornare indietro dopo mezz'ora...) potrebbe però tornarvi  utile qualche passatempo.
Dopo aver esauriti i  vari cruciverba che c'erano da fare e letto pure qualche pagina del libro che vi eravate portati dietro, in attesa di digerire il panino per poter fare un altro bagno, come ci si può ingegnare? Il classico "impiccato" tracciando le lettere sulla sabbia con un bastoncino non sarebbe male, quello è un gioco che diverte sempre e in più è adatto ad ogni età. Sì, però, sempre l'impiccato...
Io e Ma. allora ce ne siamo inventati un altro, che con le lettere non c'entra nulla, però il cervello lo mette in moto lo stesso, magari l'area più creativa.  Potrebbe essere un'idea da portare con voi in vacanza, le idee tanto non pesano niente....

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Occorrente:
* un telo da spiaggia
* conchiglie, sassi, rametti, pigne, semi...tutto ciò che riuscite a reperire 
* una manciata di fantasia e creatività che, ne sono sicura, crescerà a dismisura ogni ora in più passata sotto al solleone senza ombrellone.

E ora via, si parte...

...con le composizioni  individuali, di coppia o di gruppo. Se siete in molti potreste organizzare anche una sfida a chi fa l'opera migliore.
Non occorre essere artisti per creare questi "quadri naturalmarini", basta solo avere un pò d'occhio per fare una cosa per voi visivamente piacevole con ciò che siete riusciti a raccogliere in giro. C'è sempre un sassolino dalla forma curiosa, un nocciolo di pesca, una bella conchiglia...mixate il tutto con fantasia e rimirate la vostra opera estemporanea e temporanea. 
Qualche esempio? Eccovi alcune composizioni fatte da me e Ma. sulle spiagge sarde e croate che abbiamo toccato nei nostri viaggi.
Come vedete si possono comporre simpatiche figure,


meno simpatiche, ma più patriottiche,


ci si può dare all'astrattismo


oppure accostare semplicemente i "tesori" che avete trovato secondo il vostro gusto personale.



E voi, avete mai fatto delle composizioni simili a queste?
Farle è divertente
fotografarle è un espediente ( per trattenerle nella memoria)
e spedirmele, se vi va, non costa niente....in quel caso le conserverò con cura accanto ai miei ricordi nella bacheca virtuale. 


AGGIORNAMENTO DEL 20 GIUGNO 2012

Con questo post partecipo al Linky Party "Tutti al mare a mostrar le chiappe chiare" organizzato da Topogina.


C'e' Crisi!

martedì 26 aprile 2011

quanti filarini avete?

Durante le vostre passeggiate primaverili di questi giorni avrete sicuramente incontrato quest'erba, è molto comune e cresce un pò dovunque, anche sul ciglio delle strade. E' l'avena selvatica.

Rivedendola, mi sono ricordata di un gioco che facevamo un tempo tra amiche. Più che un gioco, quasi uno scherzo, un passatempo per ridere un pò...
Sfilavamo, con un gesto deciso, tutte quelle spighette dallo stelo (assomigliano un pò a code di rondini, non trovate?), ne facevamo una bella manciata...


..e poi ce le tiravamo  addosso. Tutte quelle che rimanevano aggrappate ai vestiti erano i filarini. Si contava quanti erano e poi ci si scervellava pensando a chi mai potessero essere, specialmente se erano numerosi...
 So che "filarini" è un termine un pò antiquato e spero sappiate almeno cosa significhi. Parenti o conoscenti, quando ero una ragazzina, lo usavano spesso: "Ce l'hai il filarino?" mi chiedevano ammiccando.

E voi quanti ne avete, molti o pochi?

martedì 1 febbraio 2011

prima che finiscano le arance

Prima che finiscano le arance, intendo per quest'anno naturalmente, potete approfittarne per fare qualche pomander, che disperderà nell'aria un gradevole profumo e che potrete utilizzare come un antitarme assolutamente naturale. In questo caso vi basterà appenderlo all'interno dell'armadio, sempre che vi piaccia avere abiti speziati....

Durante le vacanze natalizie vi avevo mostrato la mia arancia con i chiodi di garofano appena fatta: era fresca, di un bel colore arancione.


Ora, dopo un mese circa, il processo di disidratazione è già piuttosto avanzato, ma se aspettate ancora un paio di mesi, o addirittura anni...vedrete, l'arancia assumerà un aspetto quasi "mummificato" come quella a sinistra. Se in casa ne avete una così, beh...forse è venuto il momento di farne una nuova!

Il pomander l'ho imparato a fare tanti anni fa, penso che me l'abbia insegnato un'amica. Realizzarlo è semplice e divertente ed il profumo che vi avvolgerà durante il lavoro vi infonderà serenità (arancio), stimolerà la concentrazione (chiodi di garofano) e vi donerà ispirazione (cannella), queste almeno sono alcune proprietà degli "ingredienti " usati.

Questa è la spiegazione di come lo faccio io, seguita da un prezioso accorgimento che ho trovato sul web (ringrazio il blog di cui però non ricordo il nome).


UN' ARANCIA PROFUMATA

Occorrente: un' arancia non troppo matura dalla bella forma tondeggiante, un bel po' di chiodi di garofano, un pezzetto di stecca di cannella, circa 90 cm. di nastro (raso, passamaneria o il tipo che si usa per i fiocchi dei grembiuli)

Come vedete gli ingredienti sono tutti naturali, a parte il nastrino.

Ecco come l'ho sempre fatta io:

Avvolgete il nastro tutto intorno all'arancia, incrociandolo sopra e sotto, proprio come fareste per fare un pacchetto. Annodatelo
e sistemate sul nodo la stecca di cannella che fermerete facendo un altro nodo.....

e un fiocchetto.

Ora infilate i chiodi di garofano nella parte di buccia rimasta scoperta. Manteneteli leggermente distanziati tra loro e possibilmente neanche troppo attaccati alla stoffa del nastro, perchè quando l'arancia seccherà, si ridurrà di volume e ovviamente anche lo spazio occupato dai chiodi si restringerà.

Continuate così, finchè avrete riempito in questo modo tutti gli spazi.

La vostra arancia profumata è già pronta, un lavoro piacevole, vero?
Potete appenderla o tenerla su una mensola, come faccio io.
Un suggerimento: finchè non si è seccata, e ci vorrà un bel po' di tempo, meglio collocarla su una griglia o un piedistallo che permetta all'aria di circolarle intorno...


per far sì che l'arancia non marcisca.
Ecco invece l'altra esecuzione che ho trovato sul web (in più vi occorrerà solo dello scotch di carta):
Invece di legare subito il nastro, avvolgete lo scotch di carta attorno all'arancia.
Procedete con il lavoro nello stesso modo che vi ho mostrato sopra, infilando, a distanza regolare, i chiodi di garofano nell'arancia.


Lasciatela seccare per molti giorni poi, dopo aver rimosso il nastro adesivo, legatela col nastrino.
Vi state chiedendo perchè vi ho mostrato anche questo metodo? Perchè quello dello scotch, secondo me è, un valido espediente per evitare di sporcare il nastro durante l'esecuzione (ma anche nei giorni successivi), cosa che può succedere poichè l'arancia bucherellata rilascia dei succhi.
Un'idea simpatica

Questo qui delle arance profumate e infiocchettate, non è però l'unico modo di realizzare i pomander. Potete infatti divertirvi assieme ai bambini a decorare le arance formando con i chiodi di garofano forme geometriche, faccine, iniziali del nome, ecc...Durante le feste natalizie ( quelle del prossimo anno, certo..) si possono usare poi come centrotavola.
Altro agrume, altro pomander
L'arancia non è l'unico agrume che potete utilizzare per fare un ornamento profumato. Quello in foto, ad esempio, è un limone.


Seccandosi ben bene, la sua superficie bitorzoluta è diventata compatta, vedete? Questo l'ho decorato invece in stile biedermeier: anice stellato, pignine, perle, un fiocchetto e una nappina che pende.














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Vi saluto invitandovi a partecipare al giveaway di Claudia, un'amica blogger che alcuni di voi già conoscono. Anche se di solito non scrivo appelli di questo genere, faccio volentieri un'eccezione, perchè si tratta, in questo caso, di contribuire a sensibilizzare le persone nei confronti di una malattia genetica poco conosciuta, la SMA, che colpisce i bambini e per la quale non esiste finora alcuna cura. L'icona con il link è come al solito nella barra laterale, andate a visitare il suo blog!

mercoledì 19 gennaio 2011

l'elicotterino con i semi alati

Chi è che da piccolo non si è mai divertito a sfogliare una margherita dicendo "m'ama, non m'ama" o non si è fatto delle sonore risate lanciando addosso ai compagni manciate di avena per vedere quanti fidanzati/e avesse?

Giochi, scherzi, cose curiose che la natura spiana lì, già belle e pronte a nostra disposizione. Basta solo scovarle, guardandosi intorno con occhi curiosi e poi sperimentare per conto proprio o trovare magari qualcuno che ci faccia da guida per imparare i segreti della natura. Ai bambini basta davvero poco per divertirsi: una nevicata, cumuli di foglie cadute, una ragnatela, un bruco... Anche quelli ormai costretti a ripararsi all'ombra dei condomini e non più sotto le belle fronde di un albero, potrebbero scoprire che lì, nel parco pubblico cittadino o nel giardino della scuola si possono nascondere dei tesori...


Guardate questo che mi ha dato pochi giorni fa un bambino,


probabilmente li avrete già visti chissà quante volte. Si tratta quasi sicuramente del frutto dell'acero, a meno che non sia quello del sicomoro, pianta che si presenta piuttosto simile...




..che però escluderei dato il tipo di habitat in cui vive. Preferirei però in questo caso lasciar perdere la botanica, per soffermarmi sull'opportunità ludica offerta da questo frutto alato, cioè quella di trasformarsi in un gioco divertente.

La sua bella forma non vi ricorda quella di un'elica? Allungate il braccio teso più in alto che potete e poi lasciate cadere a terra il frutto. Avete visto come gira su se stesso? E con quale velocità! Non vi dà l'idea di essere proprio un "elicotterino"?

La prossima volta che uscite per una passeggiata, state all'erta! Potreste trovare qualcosa di molto prezioso nell'aiuola sotto casa....