martedì 19 agosto 2014

per Carla

Cara Carla, 
so che l'iniziativa che invitava i tuoi lettori a ritrarti è terminata, però trovo così bello guardare le molteplici interpretazioni degli artisti e l'idea era così interessante che ci ho voluto provare anch'io... Chiaramente non mi sono cimentata in un dipinto, lo sai che olio, acquarelli e simili non sono il mio forte, ma ho imboccato invece la via del collage, completandolo poi con tratti eseguiti a penna e ombreggiature a matite colorate (quant'è difficile però ombreggiare bene!).

Ci sono alcuni errori, come vedi e ancor meglio vedrai dal vero, e non ti somiglia neanche troppo, diciamolo pure, ma spero ti piaccia ugualmente, perchè l'ho realizzato con vero entusiasmo...quasi quasi inauguro una serie di ritratti (non somiglianti) a collage!
Questa mia "opera" vuole essere una maniera di ringraziarti per avermi gentilmente ospitato nel tuo blog riservato agli artisti, io che non lo sono...un'esperienza che mi ha dato molte soddisfazioni oltre a incrementare il mio desiderio, in quel momento ancora un pò sopìto, di allargare i miei confini e cercare il confronto stimolante con altri "creativi". Un immenso grazie!
Ma quanti mesi son passati dalla mia mostra on-line?! Eh, addirittura sei...meglio tardi che mai, ma finalmente questo pensiero colorato sta viaggiando fino a te.


Con affetto
Ninfa

lunedì 11 agosto 2014

al "palazzo dei diamanti" tra pattinatori e culle di ragni

Il caldo umido c'era anche là, bisogna dirlo, però poter mettere ogni tanto i piedi a mollo nell'acqua fredda e trasparente



 ed essere circondati da una natura così bella e intatta,



standosene comodamente distesi su lisci lastroni di roccia


è tutta un'altra cosa rispetto alle nostre spiagge che, nelle afose domeniche d'agosto, diventano abbastanza invivibili.
Ogni tanto un soffio di vento faceva fremere le foglie e la voce gorgogliante del torrente


copriva in buona parte il vociare proveniente da laggiù, da una pozza d'acqua più profonda dove molti ragazzi si divertivano a fare tuffi.



Noi siamo invece rimasti nella tranquillità dei "piani alti"


sotto l'ala protettrice di un palazzo dei diamanti davvero speciale, opera del più prodigioso artista di tutti i tempi...


e se anche non abbiamo potuto assaporare il brivido di immergerci in quella grande vasca naturale, siamo stati bene lo stesso....anzi, da Dio!


Abbiamo osservato le rocce sfaldate che creavano un effetto quasi grafico


e quelle che sembravano sculture moderne


abbiamo ammirato le evoluzioni on water di bravissimi pattinatori



e abbiamo fatto incontri interessanti: la piccola e delicata Lysandra Bellargus



un'altra graziosa, ma più anonima farfallina bianca


e una libellula dai grandi occhi azzurri fiera nel suo eccentrico vestito etnico.


Sul sentiero che riportava alla macchina ci siamo dondolati un pò in culle di ragni


per poi ritornare a casa, riposati e contenti.

P.s. Prima di prendermi eventuali complimenti immeritati, volevo precisare che tutte le foto del post, a parte tre, sono state scattate da Ma.

Buon Ferragosto a tutti!


lunedì 4 agosto 2014

l'importante è partecipare

Nonostante impegni di vario tipo, la voglia di scrivere nel mio blog persiste...è sicuramente successo un miracolo, non c'è dubbio!
Oggi, facendo un piccolo passo indietro, vorrei raccontarvi qualcosa del mio lungo periodo di "penombra blogghista". Non ho scritto virtuale perché, come sanno i miei lettori anch'essi facebookiani, là su quel social network, per tanti aspetti da condannare ma che ha pure i suoi pregi, non ero del tutto sparita.
Lo scorso anno come sapete ho seguito, partecipando in modo molto attivo, il gruppo dell'Art Journaling Calendar, e anche voi ne sapete qualcosa dato che ogni mese pubblicavo un post sul paginone del diario che stavo realizzando, dopo di che mi sono aggregata a quello dell' Art Journaling Italia e mi sono sbizzarrita disegnando a più non posso nel mio art journal, e divertita partecipando a sfide tra amiche. Alcune cose le ho presentate anche sul mio blog, altre invece le ho postate solo su fb, come per esempio queste whimsy (cioè delle bamboline un pò stravaganti) dedicate ad un tema che veniva proposto di volta in volta. C'è stata quindi quella green



quella love







quella tarot che io ho dedicato alla Papessa


e altri lavori che non vi faccio vedere per non annoiarvi troppo.

Poi però ho imboccato ancora una nuova strada creativa. Penserete che sono "leggermente"incostante e sì, potrebbe essere anche vero, diciamo che ho molto bisogno di sperimentare e restare sempre legata alle stesse cose certe volte mi limita. Così, guardandomi intorno, ho trovato qualcosa che ha solleticato la mia curiosità: i concorsi.

Di che tipo? Beh, sono partita quasi per caso con uno che si svolgeva nella mia città ed alcune mie creazioni sono state selezionate per una mostra collettiva tutta al femminile. Ve ne avevo già accennato in marzo, ma non vi avevo fatto vedere quali opere artistico-artigianali avevo scelto. Alcune non sono nuove qui sul blog, ricordate le due "scomposizioni composte"?



E le altre probabilmente le avete viste quando ho esposto nel blog di Carla Colombo, come questo pannello a mezzopunto che per l'occasione ho fatto però incorniciare (così era un pò nudo infatti)


 e un MA.NI. tappeto. "Catenelle" si chiama questo, ed è stato realizzato a quattro mani...le mie e quelle di Maurizio.


Agganciatami in seguito, quasi all'ultimo momento, ad un concorso di artigianato tessile, ho ricamato e ricamato incessantemente per più di un mese, perfino durante le vacanze pasquali.

L'argomento a cui ci si doveva attenere era "il viaggio" e dato che il sottotitolo recitava la famosa frase di Proust " Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi", io a quella mi sono ispirata per riadattare, in versione tessile, un mio vecchio collage: forse qualcuno di voi lo ricorderà.
Il pannello, realizzato su canovaccio con tre tipi di punti diversi e applicazioni di pizzo e perline, l'ho intitolato infatti "Con occhi diversi" e qui lo vedete in tutto il suo splendore...beh, splendore...diciamo che sono soddisfatta perchè sono riuscita a finirlo in tempo e ho avuto una ferrea costanza,

ma certo il progetto avrebbe avuto bisogno di un maggior studio a tavolino. Sì, ne devo fare ancora di viaggi di ricerca...


E poi...mica ho finito, sapete? Quando mi prende la fissa per qualcosa per un pò mi dura, insomma il desiderio di espandere i miei orizzonti e confrontarmi con altre persone per ora è ancora molto vivo. Inoltre quel pizzico di pepe dato dalla sfida diventa un incentivo a produrre, rendendomi più consapevole delle mie capacità e dei miei limiti e spingendomi a migliorare.
Così nei ritagli di tempo che riesco a ricavarmi, sto lavorando dietro ad un progetto (indovinate un pò, per un altro concorso) molto stimolante, sono infatti alle prese con il mio primo  "altered book" che sarebbe a dire un libro alterato, modificato in modo artistico, non ci sono limiti per le tecniche utilizzate. Di questo non posso farvi vedere ancora nessuna foto, ma avrete notizie più avanti, quando a settembre si svolgerà a Parma, la mostra "I libri impossibili".

Una volta che avrò ultimato e spedito il libro (mamma mia, non è proprio molto spedibile il mio!) , mi piacerebbe invece dedicarmi  ad un'altra cosa che gira sempre attorno a quell'oggetto tanto affascinante che è il libro. Si tratta del progetto internazionale di mail art "Guarda, c'è un libro nell'albero", un'iniziativa di cui Carla Colombo è ideatrice. Non vedo l'ora di mettermi all'opera, se la cosa alletta anche voi contattatela, tempo per aggregarvi ne avete fino a marzo 2015. 

Ah, ma non vi ho detto cosa ho vinto partecipando a queste iniziative...Si capisce già dal titolo, vero? Eh, proprio niente di niente, però l'importante non è partecipare?

martedì 29 luglio 2014

una bella alternativa alla solita frittata

Non che la solita frittata sia cattiva, assolutamente, ma d'estate non so voi, ma io consumo meno uova che d'inverno e può capitare che in frigo le poche che ci sono stazionino un pò troppo, così appena ho addocchiato questa ricetta, ho pensato che poteva essere una valida alternativa alla frittata fatta con le uova.
La ricetta l'ho prelevata dal blog di Eli che ringrazio. Oltre a tutte le bellissime cose che sa tirar fuori dal suo cappello magico, anche i piatti che prepara mi allettano sempre tanto e, ancora una volta, mi son trovata a seguire le sue proposte.
Pensate che la farina di ceci non sapevo neppure esistesse, lì per lì non ero riuscita infatti ad associarla a nessun ricordo, invece rinvangando in anni passati, mi sono ricordata che una volta avevo assaggiato la "farinata" specialità fatta con questo legume. Comunque di sicuro non credevo si potessero fare anche delle simil-frittate...

Ecco la mia opera. Bellina vero? E soprattutto buona!


E' anche piuttosto saporita, un piatto stuzzicante e leggero (beh, a parte un lieve gonfiore alla pancia che bisogna mettere in conto quando si mangiano legumi). Inoltre, come per la sua cugina con le uova, la si può preparare con diversi tipi di verdura.

Io per la preparazione di base (dosi acqua, tempo di attesa ecc...) ho seguito scrupolosamente le indicazioni di Eli che sono perfette, mentre invece ho fatto qualche variante riguardo agli ingredienti.
La prima volta, visto che non avevo in casa nè la carota, nè il porro, l'ho preparata solo con le zucchine grattugiate a cui ho aggiunto erba cipollina e un pizzico di curry, in seguito l'ho cucinata sempre con le zucchine, ma ho provato ad unirvi anche fettine molto sottili di peperone rosso.


Esperimenti riusciti, direi...

Ora tocca a voi sperimentare questo piatto, ma non fate come Merisio Bartolazzi, mi raccomando! 

P.s. Mi dispiace, temo che il link che vi ho messo, di Sei Uno Zerology, abbia difficoltà a caricare...

mercoledì 23 luglio 2014

bamboline con i tappi a suon di "Rosina bella"

Come un bel pò di lugli (bruttino "lugli"?) a questa parte, eccomi immersa in un mondo completamente diverso da quello che mi circonda durante l'arco dell'anno. In testa mi risuonano, anche quando torno a casa, ritornelli che parlano di vecchie fattorie, streghe che ballano, navi disperse in mezzo alle onde...ma su tutti è sempre "La Rosina bella" quella che scorta  le mie estati lavorative. Anche se non fa parte dei miei ricordi d'infanzia, avendo fatto il suo ingresso nella mia vita nel periodo della mia formazione, nutro un amore particolare per questa canzone: vivace ed allegra, con il fascino delle cose enumerate oltre a quello didattico di insegnare i giorni della settimana. 



E oltre alle canzoni, quest'estate come sempre ho dato una bella rispolverata alla parola "laboratori per bambini", che anche se accantonata è tornata a risplendere come nuova, così eccomi qui a raccontarvi appunto di una attività proposta alcuni giorni fa che ha riscosso successo considerando pure che necessita di un certo impegno da parte di bambini di quell'età!

Ma...come a dire: date a Cesare quel che è di Cesare. Non voglio mica prendermi meriti che non ho, preciso quindi che, visto che ci avevano regalato un bel sacco di tappi di plastica misti, ho cercato in rete delle idee per poterli utilizzare. Ho trovato le immagini di alcuni pupazzini, davvero belli, ma purtroppo la spiegazione era piuttosto scarna. Gambe e braccia ad esempio venivano, da quel che ho capito, legate al tronco, ma dopo un tentativo fallimentare ho dovuto escogitare alla velocità della luce, un altro sistema. Seguitemi che ve lo spiego!


BAMBOLINE COI TAPPI DI PLASTICA


Occorrente: tappi di plastica di varie forme, colori e dimensioni, spago o filo di plastica, un paio di forbici, un succhiello, vinavil, pennarelli indelebili o a tempera acrilica, (avanzi di lana).

Come si fanno: 

* Con un succhiello o un paio di forbici appuntite (voi adulti) forate al centro molti tappi. Più misti sono, più i bambini avranno possibilità di scelta.


* Tagliate quindi un pezzo di spago (o filo di plastica) per il tronco. Considerate che dovrete anche fare i nodi, quindi tenetevi abbondanti. 

* Fate un bel nodo doppio o triplo ad una estremità e infilate (voi bambini) il primo tappino che fungerà da faccia della bambolina...ma se volete potete partire anche dal cappello.


Il cappello comunque lo si può incollare anche alla fine. 


 I tappi vengono fatti scorrere uno per volta fino al nodo e almeno il primo tappo è meglio metterlo con la parte "vuota" che guarda l'estremità di filo senza nodo. Oh, ma non fatemi ingarbugliare nelle parole...



* Aggiungete ora altri tappi per fare il busto e quando vi sembra che sia di lunghezza giusta, fermate il lavoro con un nodo resistente, il più possibile attaccato all'ultimo tappino infilato.


* Tagliate ora un unico pezzo di filo che dovrà avere la lunghezza totale delle due braccia più quella del busto.

* Individuate il tappino sotto la faccia della bambolina. A questo, che farà da spalle, dovrete praticare due buchi. I fori verranno fatti chiaramente nello spessore del tappo e simmetricamente uno da un lato, uno dall'altro.


Io questo passaggio l'ho eseguito a bambolina montata e non è poi così difficile, ma se preferite potete bucare il tappo-spalle prima di infilarlo (meglio comunque almeno prima di fare il nodo a fine busto).

* Fate ora scorrere dentro ai fori, come se passasse dentro a una galleria, lo spago che avete tagliato in precedenza, in modo che sia di qua che di là ne escano due pezzi di uguale lunghezza.


* Sia da una parte che dall'altra potete fermate il filo in quella posizione con un nodino. Giusto perchè non si sposti lo spago mentre si infilano i tappi.

* Infilate da una parte una serie di tappini per formare un braccio.


Alla fine, per la mano, potete sceglierne uno diverso come colore o grandezza. Solo se vi piace, perchè in ogni modo qualunque combinazione è interessante: basta guardare gli estrosi lavori dei bambini.

* Chiudete con bel nodo e realizzate il secondo braccio uguale al primo. O diverso, fate voi.


* Mancano solo le gambe. Stesso procedimento seguito per le braccia: due fori nell'ultimo tappo del tronco, infilare il filo, i tappi per le gambe e per i piedi, poi fare i nodi. Beh, non sto a ripetere tutto per filo e per segno...




Nel caso del "bambolotto col sombrero bianco" che vedete un pò sotto, il filo dell'attaccatura gambe è stato infilato in un altro modo, come vi mostro nella foto sottostante: meno lineare, ma non male neanche questo metodo.


* Infine con i pennarelli disegnate la faccina e/o altre decorazioni




e, se volete, tagliate un pò di fili di lana e fissateli alla testa (con la colla vinilica) per fare i capelli. Una bambina me l'ha chiesto espressamente ed ecco che la "parrucchiera" fa una bella acconciatura frisè alla bambolina.



* Ultimissima e consigliata operazione: mettere una goccia di colla su tutti i nodi per essere più sicuri che non si sciolgano. 


Ecco, la bambolina è pronta! 

P.s. Basterà un pezzo di spago ripiegato ad anello e fermato sulla testa, per farla muovere come una marionetta.


 Vi piace? Forse i bambini preferiranno farne una versione maschile. Niente paura, questo pupazzo ricicloso è perfetto anche come robot o superoe.  Fantastici questi, vero? 
  
 O-O  O-O  O-O  O-O  O-O  O-O  O-O

Mi auguro che la mia spiegazione sia stata chiara: dato che non ho potuto fotografare le varie fasi durante l'attività coi bambini, ho integrato con scatti fatti a casa (quelli con riquadro rosso)....eh, adesso ho pure io la mia bambolina! Se vi trovate in difficoltà, vi invito comunque come sempre a farmelo presente.

Ringrazio le persone che hanno condiviso sul web questo giocattolo costo zero, perchè è veramente un'idea simpatica, grazie inoltre alla bella Fiorellino, la prima nata, e alle sue compagne e compagni "tappini".
Ah, naturalmente un grazie anche alla mia Rosina bella!