mercoledì 11 marzo 2015

vintage not for sale

Secondo me le case di vacanza sono delle vere miniere di vintage, non credete? Penso di essermi soffermata a pensare a questa cosa per la prima volta durante la vacanza appena trascorsa e non dev'essere un caso...dopo capirete il perchè.
Quali sono i motivi per cui esse (case, appartamenti, bugigattoli che siano)  al loro interno custodiscono interessanti tesori ampiamente fuori moda? Beh, probabilmente c'è il fatto che gli arredamenti e gli oggetti essendo poco usati si rompono e rovinano meno quindi non c'è bisogno di sostituirli così spesso, ma c'è anche che non avendoli sempre sott'occhio tutti i giorni dell'anno, vengono appena sfiorati dal nostro desiderio di rivoluzione e cambiamento...e pure smaltimento, poichè difficilmente esiste il problema del sovraffollamento di cose in una seconda casa, pur piccina che sia!

E poi ci si affeziona. Sì, ci si affeziona...ogni volta che apro quella porta ritorno indietro nel tempo (anche se manco solo da un anno) ed è bello ritrovare gli oggetti al solito posto. Con che cuore allora potrei buttar via quei quattro tappini a corona raffiguranti animali?


O quel flipperino formato tascabile con cui probabilmente giocavano i miei nipoti quando venivano in vacanza in montagna?


C'è praticamente un intero cassetto vintage, e direi anche piuttosto confuso...potrebbe piacere a Mr.Hyde!


E rimanendo in tema ludico, se butto l'occhio alla parete, ecco che attaccato ad un chiodo ci ritrovo un giochino in legno: una bambina seduta su un letto a castello...beh, quel letto c'è veramente, proprio in quella stanza, solo che io dormivo sotto.


Facciamo un salto in sala-cucina? Dentro alla credenza spicca un bricco per il latte a pois, anni '70 probabilmente, ma potrebbe essere più recente.  Lo trovo ancora carino, ma sono troppo pigra per adoperarlo: il latte me lo verso nella tazza direttamente dal pentolino dove lo faccio scaldare. 


E che ne dite di questo thermos? Bicolore, di plastica, non so se ne avete avuti anche voi di simili. Dentro ci si metteva il tè oppure il caffellatte o anche solo il caffè. E' da tanto che non faccio un picnic, quei bei picnic che si facevano stendendo sull'erba il plaid scozzese...ma già, allora venivamo in montagna tutte le estati...


E gancini per strofinacci come questo li avete ancora per caso? Tenero il disegno della bambina-fiorellino che ricorda quelli dei libri di una volta e poi visto che regge nonostante gli anni perchè sostituirlo?


Poco più in là un porta-rotolo giallo, perfettamente integro e funzionante. Bello? Non proprio, però utile...


Apro poi, con occhio investigatore, l'angoliera dei liquori (e già quella appartiene a un periodo in cui il mobile bar era un classico, ma ora penso sia in disuso) e nel piano sotto agli alcolici da tempo svaporati, c'è un cervo che mi occhieggia da un bicchiere...ah, ma è un tappo!



E di animale in animale, sposto lo sguardo alla stufa sulla cui superficie è attaccato questo magnete a forma di coccinella a cui mancano le cornine: la sorella sbiadita


 di un'altra che tengo sul frigo di casa....(oh, oh, ma il frigo è pieno di ditate).


Ero sicura che fosse un gadget, un regalo legato ad un prodotto, ma non riuscivo proprio a ricordare quale fosse, finchè non ho trovato su di essa un piccolo marchio e facendo una ricerca sul web sono riuscita a scoprire la sua provenienza: pensate che queste coccinelle le regalavano, negli anni '70,  i benzinai della Total e si tenevano sul cruscotto della macchina. Grazie internet!

Dentro una cassapanca, più panca che cassa, due sportine si fanno notare: una è quella di un supermercato che avevano aperto tanti anni fa non lontano da casa mia, in città, non qui in montagna. Da quel che mi ricordo doveva essere il primo negozio di questo genere. La stampa sulla sporta parla chiaro...da quella si comprende un'epoca.


L'altro sacchetto in plastica piuttosto interessante e decisamente d'annata, è questo di Benetton che probabilmente conteneva una maglia.


E parlando di maglie, non resta che passare al reparto abbigliamento: una sbirciata nel buio solaio e rinvengo tesori e ricordi. No, questi scarponi non sono di certo miei, credo li mettesse mio babbo. Si vede che non sono proprio l'ultimo modello, vero?


Più in là invece i miei vecchi stivali di gomma nera! Devo averne un paio simile, risalente sempre a quegli anni, anche a casa: allora si usavano molto, sia in caso di pioggia che di neve. A vederli adesso non mi sembrano niente di speciale, eppure mi piacevano davvero (come ho anche raccontato qui). Bisognerebbe riavere la testa di allora per capire il perchè...


Torno di sotto e..no, non crederete mica che io in montagna mi aggiri ancora con i "peloni" come negli anni '70 /'80?! E' solo uno scherzo, tranquilli, tra l'altro sono scomodissimi, il piede balla di qua e di là...ma sono un pezzo di storia!


Penultime chicche trovate in questa caccia al tesoro vintage, sono questi due capi realizzati a ferri custoditi in una cassapanca. Non indosserei più una giacca di lana rosa così, è vero, però visto che ne apprezzo ancora la bellezza e riconosco la bravura con cui è stata realizzata (peccato che in foto non si veda il bel punto a bastoncino in rilievo) e in più è anche un bel ricordo, non la darei mai via. Sopra, di un vivace giallo pulcino, ho voluto appoggiarvi una sciarpa che mi aveva fatto mia mamma, se ricordo bene. Meno esperta in quest'arte della mamma della mia amica, ma di certo volenterosa...


E per chiudere vi faccio vedere un bel reperto vintage che ancora porto e non me ne vergogno neanche! In fondo la "mia" montagna è un luogo genuino dove un'attrezzatura per il fondo come questa può passare anche inosservata... Purtroppo mi sono dimenticata di fotografarla a riposo e dalla foto sotto non si vede bene com'è fatta, ma le mie scarpette vi assicuro che sono proprio "antiche": assomigliano un po' a quelle da bowling e hanno una punta quadrata di gomma per agganciarle allo sci. E gli sci...antichi pure quelli, logicamente.


Beh, io ho finito, non so quanto questo mio post abbia potuto interessarvi (probabilmente molto poco) ma ora che mi sono messa a fare, saltuariamente, qualche mercatino dell'usato, nutro un interesse particolare per queste vecchie cose. Che sia chiaro però che sul mio banchetto queste non le troverete mai!

Vi saluto con un video di musica in tema...ciao a tutti.

mercoledì 4 marzo 2015

far buon viso a cattivo...tempo

Se non c'è quel bel cielo azzurro da cartolina che ti mette subito di buonumore, se il calore del sole non ti scalda il viso regalandoti una beatitudine ultraterrena, se nessun luccichìo nevoso ti apre lo sguardo e l'anima, se manca quel manto candido e compatto come panna montata a coprire il paesaggio...la montagna d'inverno perde un po' del suo fascino, bisogna dirlo. Però quando si ha la possibilità di partire per una vacanza




e si va in un posto in cui ci si sente, si è,  di casa, allora non si può certo perder tempo e sorrisi a lamentarsi...
Così si può approfittare di qualche striatura di sereno in mezzo a tante nuvole per provare se i cinque chilometri di fondo della pista azzurra, risultano questo febbraio ancora fattibili...nonostante un anno in più... e l'abbigliamento da befana.


Si può  decidere, dato il brutto tempo, di andare a Trento e visitare finalmente il Castello del Buonconsiglio che Maurizio non aveva ancora visto ed io tanti anni fa da non ricordarmelo quasi.
Un castello che è un labirinto da tanto è grande e intricato (c'è da dire infatti che è un agglomerato di edifici di varie epoche), specialmente per chi come me non ha un buon senso dell'orientamento.







Suggestivi e panoramici loggiati e poi tantissime stanze, prive di arredi, ma da ammirare per gli affreschi, i quadri, le nicchie, i camini, i pavimenti e soprattutto




per i soffitti così riccamente decorati: uno diverso dall'altro, uno più bello dell'altro.


E giardini che abbiamo attraversato velocemente, ma che meritavano più tempo.


Tempo che abbiamo voluto dedicare in parte anche a un giretto per Trento sotto la pioggerella


fino ad arrivare ad una osteria...scelta a caso quella più antica della città.


Non si può poi neanche rinunciare, nonostante il nevischio, a incamminarsi


per l'abituale passeggiata fino alla frazione vicina (una manciata di case, una chiesetta, un bazar, un panificio)


fermandosi lungo la strada per uno scatto a ridosso di una roccia ormai scoperta


e un selfie di coppia. Sono una strenua nemica di questa pratica, ma in questo caso ho voluto fare uno strappo e, macchinetta in mano, abbiamo immortalato i nostri due nasoni che spuntavano da sotto le berrette. Effetto selfie o cuffie di lana?!


Ma torniamo alle attività "qualunque tempo faccia": Asiago è senz'altro una meta interessante, soprattutto se si ha voglia di immergersi in uno shopping un po' elegante: una cittadina che offre negozi che in parte si differenziano da quelli di pianura e quindi per questo per me accattivanti.


Tante vetrine le ho solo guardate, ma qualche spesuccia l'ho fatta: un paio di ciabatte (scontate) in lana cotta e un trabiccolo (very cheap) per sostenere la mia compatta. Mai visti prima treppiedi così piccoli...
...a casa l'ho subito sperimentato. Sì, molto divertente, perchè è vero che odio i selfie, ma mi piacciono invece gli autoscatti e il cavallettino permette di posizionare meglio la macchina fotografica.




E infine, dopo aver fatto buon viso a cattivo tempo per una settimana scarsa di ferie, si torna alla quotidianità sotto un cielo che promette, forse, qualcosa di buono...



Immagino che questo post appaia anomalo rispetto ad altri sulla montagna che ho pubblicato in passato (esempio questo) dove la natura e le bellezze che ho elencato nelle prime righe la facevano da padrone, però per me è stato ugualmente piacevole sfogliare con voi le pagine di questa vacanza stabilmente nuvolosa e saltuariamente nevosa sì,  ma pur sempre una vacanza!
Spero solo non avervi fatto fare un'indigestione di stagionati ritratti per sopportare i quali bisogna esser dotati di una certa propensione all'archeologia...conoscete la frase di Agatha Christie? "Un archeologo è il miglior marito che una donna possa avere: più lei diventa vecchia, più lui si interessa a lei".

Un saluto a tutti e, a proposito di "stagionatura", alla prossima con qualche oggettino vintage...ne avete per caso già individuato uno tra le foto?

martedì 17 febbraio 2015

Buon dopo San Valentino e Carnevale a seguito!

Eh, in realtà questo post avrei dovuto finirlo e pubblicarlo per San Valentino, ma in mezzo ci si è messa l'influenza, così il tutto è slittato di qualche giorno...Augurare amore però è un bell'augurio per tutti i giorni dell'anno, allora non voglio preoccuparmi troppo se la festa degli innamorati è già passata! Vi auguro quindi tanto amore, amore da intendere nel senso più esteso del termine: amore che abbracci sì quello di coppia, ma anche quello per le persone a cui vogliamo bene (bloggers comprese/i!), per la natura, gli animali, l'arte, per la vita insomma...

Questa trascorsa ricorrenza mi offre il pretesto per farvi vedere una delle mie ultime creazioni in fatto di vasetti riciclati, cosa di cui avevo parlato qui, nel post precedente. Come vedete il tema è molto amoroso ed è stato il primo contenitore sul cui coperchio ho voluto inserire un ricamo: schema tratto dal libro 515 piccoli motivi a punto croce ed. Rusconi. Oh, sono soddisfatta: almeno il punto 6 dei miei propositi l'ho già messo in pratica!


Proseguendo con questo passatempo, mi sono accorta però che affinarsi in questa tecnica non è facile, dato che a me, che non sono la perfezione impersonificata,  maneggiare colle a caldo (con le mie due pistole: una piccola e una grande), colla vinilica e scotch bi-adesivo, mette a dura prova...
Vorrei che i risultati fossero più impeccabili, ma come l'amore non è sempre perfetto e probabilmente sarebbe noioso se lo fosse, così anche i miei manufatti mostrano i loro lati deboli!

Questo post è anche un modo per farmi sentire, ma per dirvi allo stesso tempo che avverto la stanchezza dei quasi cinque anni di blog e lo intuite pure voi dalle mie diradate visite alle vostre pagine nonchè dalle diradate pubblicazioni sul mio diario, vero? Ancora non ho comunque intenzione di mollare... punto 5 della lista.

E' vero che sono presa da altre cose...in questo momento ai miei hobby nuovi e vecchi, si affianca ogni tanto il piacevole impegno dei mercatini, non tanto per ora quelli creativi (l'ultimo è stato quello di dicembre) ma quelli dell'usato. Già in passato avevo partecipato a qualcuno di questi eventi e all'inizio di febbraio ne ho fatto un altro.


Abbigliamento che ormai non portavo più o indossato pochissime volte (non si vorrebbero mai fare acquisti sbagliati, ma ahimè succede), un po' di camicette di mia mamma, qualche giaccone di una mia amica e tanti giocattoli di quando i miei nipoti erano piccoli....perfino un triciclo che ho venduto, ancor prima che si aprisse la manifestazione, ad un'animatrice che aveva il compito di gestire lo spazio bimbi all'interno della struttura.
Non escludo poi di rifare più avanti l'esperienza dei mercatini del baratto. C'è un negozio della mia città che li organizza a cadenza mensile e credo che almeno a qualche data sarò presente.

Non sono particolarmente portata a vendere, questo ve l'ho detto, però mi diverto in questa veste, mi piace scambiare due parole con le persone che sono interessate a ciò che è esposto nel mio banchetto e mi incuriosisce vedere che magari quel gilè con le trecce sta meglio alla ragazza che l'ha comprato che è più alta e snella di me, o che tutti quei robottini con cui i miei nipoti hanno intrapreso avventurose battaglie spaziali, ora saranno accarezzati dallo sguardo di un...collezionista credo, dato l'età.

Buon dopo San Valentino e soprattutto buon Martedì grasso!

damina senza parrucca
P.s. Ah, non c'entra niente col post, però volevo informarvi, non si sa mai dovesse servirvi, che sulla barra laterale ho sistemato lo strumentino che permette di fare delle veloci ricerche fra tutto il materiale del blog. Ad esempio, se digito montagna ecco che ai primi posti compare il luogo che anche quest'anno mi aspetta...

mercoledì 4 febbraio 2015

nuova mania dell'anno: ricoprire... e non solo!

 Anno nuovo, passioni nuove! Accantonati, almeno momentaneamente, i kusudama, mi è scoppiata una nuova mania: quella di dare una seconda vita a vecchi vasetti e barattoli in vetro (di yogurt, marmellate, acciughe ecc...) abbellendoli con tutto ciò che può servire a trasformare l'oggetto. Già in passato avevo fatto qualche esperimento rivestendo alcune bottiglie, contenitori del caffè e cornici con spago, lana e cordoncini, ma stavolta, con le ispirazioni prese da internet, ho ampliato la gamma dei materiali utilizzati e cedendo un po' al romanticismo ho adoperato anche pizzi, nastri, avanzi di stoffa e passamaneria in parte riciclati, in parte no.
Una cosa che già da tempo avevo intenzione di provare,  era quella di imbottire i coperchi dei barattoli e durante le feste natalizie proprio qui, nel blog "Cuore antico",  ho trovato ciò che cercavo. Grazie ancora, Debora, per il tuo bel tutorial!   

Ed ecco ciò che ho realizzato con questa tecnica: due contenitori di media misura, utili per raccogliere oggetti di vario tipo (poi vi dirò con cosa li ho riempiti io per regalarli)


e al centro un porta-puntaspilli (il procedimento è lo stesso, ho solo tagliato il tondo di stoffa un po' più grande, cm. 3 tutt'intorno invece che 2 e ho aggiunto più imbottitura) che vedete anche qui sotto valorizzato dalla foto scattata dall'amica a cui l'ho regalato. Tutta un'altra cosa, vero?


Ho poi creato alcuni porta-candeline riciclando dei bei vasetti bassi e larghi a cui ho tolto il coperchio perchè in questo caso non serviva



e  una lanternina da giardino con manico in fil di ferro che ho ricoperto con un nastrino leggero avvolto due volte. Le spiegazioni per realizzare il manico le ho trovate su internet, spizzicando un po' di qua, un po' di là, ad esempio qui. Una cosa che mi sento di consigliarvi è che per vasetti altini e stretti tipo quello usato da me, conviene preparare un portacandele estraibile come questo.



Altri vasini li ho fatti utilizzando, come per la lanternina, quelli dello yogurt (ma che fine hanno fatto? Al mio supermercato non ci sono più) abbelliti con bordi, nastri o spago. Li vedete ai lati di quelli che vi ho presentato sopra.


La carrellata per ora è finita qui. Io a realizzarli mi sono divertita, ma naturalmente ci si affina e ci si perfeziona man mano che si procede a farne...purtroppo in questo caso le amiche a cui li ho regalati hanno fatto da cavie ai miei primi esperimenti! Beh, ormai sanno che a volte preferisco provare il brivido creativo di avventurarmi in cose nuove...


Ah, ma torniamo a ciò che volevo dirvi sopra: i vasetti vuoti li ho riempiti con una manciata di gessetti profumati, bianchi e colorati.


Li avrete visti tante volte in giro...vi dirò che fino a poco tempo fa non mi invogliava troppo provare a fare in casa questi profuma ambienti-biancheria pur se graziosi perchè pensavo che il procedimento fosse noioso e complicato. Poi, vedendo che tante creative riempivano i barattoli di vetro decorati proprio con quelli,  mi è scattata la molla : almeno una volta dovevo pur tentare.
In questo caso sono stata fortunata ad incrociare il tutorial di un'altra amica blogger, Pamela di "My country home" , che in questo post spiegava molto accuratamente i vari passaggi. Grazie Pam di avermi fatto superare l'ostilità per i gessi!
Dei più piccoli e sottili a forma di fiori me ne sono servita anche per arricchire i fiocchi di alcuni barattoli e lanternine, li avevate notati? A me piacciono molto, oltre che per la loro funzione principale anche come elemento  decorativo.

Beh, io continuo a riciclar vasetti...a presto con nuovi lavori fotografati (mi impegnerò) meglio.

P.s. Non sono solita pubblicare un nuovo post senza prima farvi visita ai vostri blog, non dico a tutti ma almeno a una buona parte. Il post cominciava però a diventar "vecchio", quindi scusatemi, vedrò di recuperare mentre leggete questo. Buona settimana!