giovedì 18 novembre 2010

te vòja ad zòca zala?

Di zucca se ne è parlato in lungo e in largo da Halloween in avanti...zucche intagliate, sagre di zucche, zucche fotografate o dipinte, ricette con la zucca...Vi chiederete quindi come mai anch'io ho deciso di dedicare il mio post a questo argomento. Di certo non potrei competere con quelle fantastiche ricette, perchè è di una ricetta che si tratta stavolta, che voi preparate in modo portentoso, però qualcosa di diverso c'è...non la zucca, ma chi la prepara!

La ricetta non è niente di nuovo, il classico risotto insomma, ma ai fornelli stavolta c'è... lui.

Pronte, allora? No, non per cucinare, cosa avete capito... per mettere il grembiule ai vostri fidanzati, mariti o conviventi e sedervi comodamente in attesa, sperando che non vi incendino la cucina!




IL RISOTTO DI MA.



Ingredienti: riso, zucca, scalogno, vino bianco, dado vegetale, parmigiano grattuggiato, olio, burro, prezzemolo, sale.


Avrete notato, già in partenza che non ci sono le dosi, ma lui fa tutto così, ad occhio.


E adesso vediamolo in azione:


Prima di tutto, taglia la zucca a pezzetti



mentre in un tegamino fa scaldare l'acqua con il dado,
"Uno intero? Ma non è troppo?"

poi taglia altre fette di zucca. Per che cosa? Lo scoprirete in seguito.



E' la volta adesso dello scalogno tritato

"Non stai un pò stretto? Vuoi l'altra battilarda?"


che fa soffriggere nell'olio.

Quando è rosolato, aggiunge anche la zucca a dadoni

e la fa cuocere per qualche minuto. A questo punto, butta il riso
e dopo averlo fatto tostare un pò mescolando, versa nella pentola un pò di vino bianco (se è di buona qualità, ancora meglio...)

Lo fa evaporare e, aggiungendo un pò alla volta il brodo vegetale, procede come per un normale risotto...


....veramente devo precisare che Ma., durante la preparazione, ha un piccolo segreto che vi voglio svelare: manteca e manteca tutto il tempo!
Ah, non dimentichiamoci delle fette intere, però. Durante la cottura del riso, le ha messe a friggere.


Oh, il riso è cotto! A fuoco spento, unisce il parmigiano, un pò di burro, cosparge con prezzemolo tritato, fa i piatti e completa il tutto con alcune fette di zucca fritta.
"Il sale l'hai messo? " Neanche a chiederlo, nonostante ci fosse già il dado, il vino, il parmigiano...lo ha messo, lui nei condimenti non risparmia!


Il risotto di Ma., ve l'assicuro, è buonissimo, il segno nero che vedete in uno dei due piatti non è un capello, bensì un crepo e la voce fuoricampo era la mia...e anche le foto.
Post scriptum per i non romagnoli: Te vòja ad zòca zala? vorrebbe dire: Hai voglia di zucca gialla? frase che di solito viene detta a chi va cercando qualcosa che non esiste, l'impossibile...ma mi correggano pure gli esperti di dialetto!
Secondo post scriptum: il dado non era uno intero, ma mezzo...ci avevo visto male!


Aggiornamento del 28 agosto 2012


Con questo post, una ricetta ora un pò fuori stagione ma da tener buona per l'autunno,  partecipo al Linky Party  by Topogina: "Ho un dialetto per capello" perchè...qualcosa di dialettale c'è!

domenica 14 novembre 2010

la svolta ovvero il periodo creativo nel punto croce











"E' svoltata per caso per di qua?"








Dopo il mio periodo "copiativo" è stata la volta di quello creativo. Una svolta, insomma..

Ormai avevo imparato piuttosto bene a ricamare a punto croce e chiunque ci abbia provato, penso sarà d'accordo con me nell'affermare che è piuttosto semplice. Certo il retro dei miei lavori si presenta come una giungla di fili, ma in questo caso posso dire che mi basta l'apparenza! Un'altra cosa che mi accomuna ancora alle principianti, è forse il fatto di ostinarmi a lavorare sempre e solo la tela Aida: colorata, a trama più o meno fitta, ma sempre di quella si tratta. Perchè non mi sono mai avventurata fra le stoffe più nobili come il lino? Perchè i quadretti di questa tela mi infondono sicurezza, un pò come quelli dei quaderni, è più facile andare dritto!

Inizialmente, come dicevo, copiavo anch'io dalle riviste specializzate e alcuni lavori che ho realizzato in quel periodo potete vederli qui. In seguito però è nato il desiderio di esprimermi, perchè no? anche con questo mezzo: il ricamo. Così, armata di matita e carta da lucido, mi sono messa a ricalcare alcuni dei miei disegni, quelli che mi sembravano più adatti allo scopo, con l'intento di trasferirli sulla stoffa da ricamo.

Non ho usato a dire il vero un'unico metodo. In qualche caso, ho riportato il disegno su carta millimetrata , roba "da togliersi gli occhi"..



..in altri ho preferito invece trasferirlo su un foglio di carta a quadretti più grandi, come quella dei quaderni. Se dovevo copiare invece forme molto semplici, ricalcavo il soggetto con la carta da lucido, lo ritagliavo..



e, fissandolo alla stoffa con degli spilli, ne ripassavo i contorni con la matita. Per i particolari, mi sono sempre arrangiata a mano libera.

Tutti i ricami creativi che ho fatto alcuni anni fa e che ora vi mostrerò, non hanno sicuramente la perfezione, la qualità, le sfumature degli schemi che si trovano già pronti sui giornali, ma realizzarli totalmente da sola mi ha riempito di entusiasmo ! Vi consiglio di provare!





I MIEI RICAMI CREATIVI A PUNTO CROCE




Se ricordo bene il primo è stato questo. Nato da uno dei tanti scarabocchi che facevo mentre prendevo appunti sui quaderni, in vari momenti di distrazione. Ha anche un titolo che forma come una cornicetta a punto scritto: Pioggia di ventagli . Sì, sono partita con una cosa semplice, un ricamo monocromatico. E' del 2004.


Questo invece è un paesaggino, tre casine, fiori giganti simili alle capsule dei papaveri e un immenso campo giallo. Il titolo? Non c'è.



A tre anni di distanza, ho ricamato invece questa "animalessa", copiata pari pari da un mio disegno. Dovrebbe essere una gazza, anche se non sembra..L'intenzione era di proseguire con altre della serie, ma per ora è ancora l'unica.

E poi è venuto il momento delle casette. Il periodo più o meno è sempre quello, dal 2004 al 2006.


Qui c'è una storia, nel vero senso della parola. E un pezzettino di questa è scritta attorno ad ogni ricamo (fa eccezione il primo, quello che vedete qui sopra). Ah, tra l'altro devo ancora incorniciarli...sono davvero di una pigrizia unica!

La fiaba illustrata , da cui ho copiato (a mano libera, usando l'ago come una matita) questi disegni si intitola "Via delle arance", è la storia di una via, i suoi abitanti, i loro incubi. L'ho scritta quasi una ventina di anni fa, chissà che prima o poi non ve la faccia leggere.



Nel prossimo post vi presenterò uno per volta i ricami delle casette, accompagnati anche da qualche stralcio di fiaba, così potrete farvene un'idea.

mercoledì 10 novembre 2010

dieci piccoli indiani: DANZA DELLA PIOGGIA


Eccoci ad un altro appuntamento con gli indiani. Per saperne qualcosa di più su questo post, andate a leggere la presentazione qui, poi tornando in questa pagina, immergetevi nelle suggestive parole di questo popolo. Cosa c'è di meglio in questi giorni "novembrini" di un canto sulla pioggia? Beh, la danza forse è meglio non farla...



DANZA DELLA PIOGGIA


Dalla sua casa di oscurità

varcata la tenda di cielo

che ne chiude la soglia,

lungo un sentiero scavato dai fulmini

arriva la Pioggia,

i piedi avvolti

in mocassini di nebbia,

il capo avvolto

da nuvole oscure,

coronato d'arcobaleno.

canto Navajo



lunedì 8 novembre 2010

errare humanum est

Cosa ne dite, sarà buono questo gelato?

venerdì 5 novembre 2010

gioco anch'io!


Arrivo un pò in ritardo, ma lo so, sono sempre stata lenta nel gioco della staffetta!! Ringrazio tantissimo le amiche che mi hanno passato il testimone e a mia volta lo regalo volentieri a chi ancora non ha partecipato. Secondo me questa è una iniziativa davvero interessante perchè ci consente di parlare un pò della nostra infanzia in modo da approfondire la conoscenza, l'amicizia che è nata fra noi bloggers. Inizialmente ero un pò restia a "buttarmi", ma poi sono stata travolta da un mare di ricordi...vi tiro un salvagente?


Il regolamento prevede di copiare il logo, rispondere alle domande e passare il testimone a 10 amici blogger, linkando i loro indirizzi. Questi, a loro volta, dovranno fare altrettanto.


Ecco le domande:

1) Quando da piccoli vi veniva chiesto cosa volevate fare da grandi, cosa rispondevate?

2) Quali erano i vostri cartoni animati preferiti?

3) Quali erano i vostri giochi preferiti?

4)Qual è stato il vostro più bel compleanno e perchè?

5)Quali sono le cose che volevate assolutamente fare e non avete ancora fatto?

6) Qual è stata la vostra prima passione sportiva o non?

7) Qual è stato il vostro primo idolo musicale?

8) Qual è stata la cosa più bella chiesta (ed eventualmente ricevuta) a Babbo Natale, Gesù Bambino, Santa Lucia?



E queste sono le mie risposte:

1) Non ricordo che mi venisse chiesto e quasi certamente non avrei risposto. Comunque avrei voluto fare tante cose, come ad esempio la maestra, la scattinatrice (su rotelle), la pattinatrice,

la ballerina o la scrittrice di un unico libro sulla vita dei piccoli animali da giardino (insetti e compagnia bella).

2) I miei cartoni preferiti? Mi piaceva tantissimo un programma pomeridiano, "Braccobaldo show" che riuniva i personaggi di "Hanna & Barbera": Tom e Jerry, Yoghi e Bubu, Braccobaldo, Leone Svicolone ecc...


3) I giochi che preferivo fare erano: andare in altalena, fare il "salto incrociato" con la corda, scattinare, giocare a palla 10, ai 4 cantoni nelle colonne d'ingresso della mia chiesa, tutti i giochi cantati dalla "Bella lavanderina" a "Le ciliegie" e naturalmente giocare con le bambole e il mio cane.


4) Non ne ricordo uno in particolare. Il mio che cade proprio la vigilia di Natale, veniva sempre festeggiato il giorno seguente. Pranzo nel tavolone della sala assieme ai parenti, torta con candeline e regalo unico, ma più consistente.

5) Non credo ci fossero cose che volevo assolutamente fare...

6) Molto sportiva non sono mai stata, però il pattinaggio, su ghiaccio o pavimento, è stato forse la mia prima grande passione. E poi...ah certo, la bicicletta! Eccomi alle primissime armi..



7) Sul mio primo idolo musicale non ho alcun dubbio. Ancora oggi quando ascolto "Il mio canto libero", sento scorrere addosso l'emozione quasi struggente che provavo da bambina alle prime note di questa canzone. Riascoltatelo anche voi, il grande Lucio Battisti!



8) Non ricordo di aver fatto richieste particolari, non so... forse la cosa più bella desiderata e ricevuta sono stati i pattini. All'inizio, quando d'estate andavo in montagna, li prendevo a noleggio come tutti. Mentre muovevo i primi passi traballanti sul ghiaccio, mi incantavo a guardare quelle bambine, a volte più piccole di me, che volteggiavano nelle loro tutine colorate con ai piedi dei bellissimi, candidi pattini a stivaletto. Così quando il mio numero di piede si è stabilizzato (non che ci abbia impiegato molto!) me li sono fatti regalare. Sì, penso di averli desiderati tanto...




domenica 31 ottobre 2010

i nostri mandala

Vi ricordate il mio post su come si realizza un mandala? Se la risposta è no, potete andare a vedere qui. Se invece volete sapere qualcosa di più sui mandala, vi rimando a Wikipedia.

Pur immaginando quanto ognuno di voi fosse superimpegnato in mille altre faccende, vi avevo buttato là un'idea, quella di spedirmi i vostri lavori, caso mai il tempo lo aveste trovato, tra un dipinto, una torta e un post...

Beh, non ci crederete...ma uno è arrivato davvero! Scoprire che una amica blogger si è presa la briga di realizzarlo seguendo le mie spiegazioni e si è anche divertita (lo ha detto lei, eh?) è di sicuro una soddisfazione. Chi è l'autrice? E' Stefania, che col suo solito entusiasmo ha aderito alla mia iniziativa.

E come vi avevo promesso ecco qua, vi presento la mostra...."collettiva".







I nostri mandala



Passo subito a mostrarvi il disegno di Stefania (Il cielo azzurro). Bello, vero?






E per secondo ci metto pure il mio, visto che nel frattempo l'ho ultimato. Ho scelto di non riempire le forme interne, perchè non ho trovato dei colori che si armonizzassero bene con quelli degli spicchi.









E questa è una variante elaborata al computer. Come vedete, ho uniformato lo sfondo e poi ho colorato, qui sì, gli spazi bianchi.





Di spazio qui ce n'è quanto ne volete, quindi se vi salta lo sghiribizzo di farne uno sarò felice di aggiungerlo, ma, come ho avuto modo di dire in altre occasioni, fatelo solo se vi va veramente, in caso contrario si perderebbe quella carica di concentrazione, divertimento e rilassatezza che l'esecuzione di un mandala richiede!


E dopo quello di Stefania che ha fatto da "apripista" è arrivato il secondo mandala! Visto che è molto particolare vi racconto l'antefatto. Nel mio post del tamburello, Vania (Di nostra mano) mi aveva lasciato un commento in cui mi raccontava che, decorando una crostata alla frutta, mi aveva pensato, infatti le era venuta l'ispirazione di fare un mandala. L'avevo così invitata a spedirmi il mandala, nel caso lo avesse realizzato, oppure la crostata...Ed eccola qui, la crostata-mandala! Originale, non c'è che dire!


Visto che Vania ha dato una svolta un pò diversa a questa nostra mostra, potete anche seguire il suo esempio, se volete. Accetto crostate e tutto ciò che può riportare alla mente il disegno di un mandala, l'importante è che sia fatto da voi...


E' approdato al mio blog grazie alla pubblicità che l'instancabile Stefania aveva fatto alla mia iniziativa. Chi è? E' una presenza maschile questa volta, Tiziano (Tiziano Bukowski), che con molta inventiva ha reinterpretato la mia proposta, realizzando in modo personalizzato questo mandala. Che ne dite? Interessante la simmetria crescente (o decrescente, a seconda dei punti di vista) che in questo caso si sviluppa sui cerchi concentrici. A questo lavoro Tiziano ha dedicato anche un post, andatelo a guardare qui!





Ne è arrivato un altro! L'arrivo mi era stato già preannunciato qualche tempo fa e infatti...eccolo! E' il mandala di Alessandra (Dal cielo in su) che si è ritagliata un pò di tempo fra i suoi impegni serali per dedicarsi a questo disegno. Si vede la mano d'artista, vero? Alessandra mi scrive che si è concessa qualche libertà a mano libera, io dico che ha fatto benissimo. E voi cosa ne pensate? Mi piace molto il delicato effetto sfumato...





Ed ecco un'altra amica blogger che ha voluto unirsi all'allegra compagnia dei mandala. E' Giada (I dipinti di Giada) che dopo aver covato per un pò l'idea di farlo, è stata colta da un "raptus", l'ha disegnato e me l'ha spedito. Ben vengano i raptus, se sono creativi come questo! Anche lei come Alessandra lo ha realizzato con le matite colorate e guardandolo devo dire che mi richiama alla mente la profondità di un cielo al tramonto.




Doppia sorpresa stavolta, perchè i mandala che ho ricevuto ieri sono due! Sono contentissima di farveli vedere anche perchè è il primo mandala che mi arriva realizzato da un bambino. L'altro invece è di sua mamma. Davvero una bella coppia creativa Claudia e Topastro ( Mamma Claudia e Topastro). Per creare i contorni dei loro mandala, hanno usato uno spirografo trovato in un cassetto, un gioco che da piccola ho amato tantissimo anch'io. Come vedete hanno "mixato" le forme e poi le hanno colorate. Davvero una bellissima idea, grazie mille di aver partecipato!
Ecco Topastro in azione...

e sua mamma Claudia.



Era un bel pò di mesi che non aggiornavo questa pagina collettiva e Claudia mi ha fatto una bellissima sorpresa inserendo, in questo suo post, il link a "I nostri mandala" . Ve l'avevo detto che è molto creativa e i mandala sono stati una fonte di ispirazione ancora una volta, questa in effetti è una forma che stimola moltissimo la fantasia. Ed ecco le creazioni, coloratissime e giocose che ha realizzato con le perline Pyssla di Topastro e...lo ha ammesso lei stessa, si è divertita quasi più lei di lui. Aggiungo che ha fatto benissimo: giocare mantiene senz'altro giovani!








Ha una buona memoria Sandra (lasandramacca) che si è ricordata di questa iniziativa. E a me fa di sicuro piacere arricchire ancora una volta questo coloratissimo post che riunisce i nostri capolavori. Ecco il suo mandala, creato in uno di quei momenti liberi, e non devono essere tanti, in cui si rifugia tra colori e "pasticci" manuali. A me pare un pasticcetto davvero ben riuscito, con quei leggiadri arabeschi che mi fanno ricordare un pò l'oriente, anche se qualcosa allo stesso tempo mi riporta all'arte primitiva. E non chiedetemi il perchè...

martedì 26 ottobre 2010

occhi arrossati?


Occhi arrossati o affaticati? Vento, sole, polvere, guida prolungata, uso degli occhiali o delle lenti, troppe ore davanti al monitor?

Le cause possono essere molteplici e indubbiamente è meglio prevenire eliminandole alla radice, ma nel caso ciò non fosse possibile, tentiamo almeno di ridurre gli inconvenienti al minimo adottando quei piccoli accorgimenti che anche voi senz'altro conoscerete. Ad esempio, non leggere con una illuminazione scarsa oppure alzare ogni tanto gli occhi dal computer per guardare lontano (c'è un mondo intorno!) o ancora, chiudere a intervalli regolari le palpebre quando si sta troppo a lungo con lo sguardo fisso su qualcosa ecc...

Ma se anche questi "trucchetti" non dovessero funzionare, potete allora tentare con questi due semplici esercizi, una valida alternativa alle solite fette di patate o cetrioli ...

Gli esercizi fanno parte di una serie che ho imparato, ormai quasi 15 anni fa, ad un interessante seminario su come guarire dai disturbi visivi grazie al metodo Bates. Ne avete mai sentito parlare? Era un oculista americano che, agli inizi di questo secolo, mise a punto un metodo di rieducazione visiva.



In quel lontano weekend di lavoro intensivo sugli occhi e non solo, ho sperimentato su di me gli effetti di tale tecnica, integrata con altre discipline quali lo yoga e la bioenergetica, e mi sono convinta che, se eseguita giornalmente, potrebbe portare a risultati sorprendenti, un pò come ha potuto riscontrare l' Huxley del libro citato qui sotto. Questa mia è però una ipotesi che non posso comprovare, visto che per seguire il programma ci vuole una costanza non indifferente...che io non ho avuto!

Se l'argomento vi incuriosisce, potete farvene un'idea leggendo il libro dello stesso W. H. Bates "Il metodo Bates per vedere bene senza occhiali" oppure quello che ho letto io "L'arte della vista" di A. Huxley che racconta la sua esperienza di autoguarigione. Meglio ancora sarebbe partecipare ad uno stage: potreste buttare via gli occhiali sul serio!



Gli esercizi che ho scelto, slegati da tutto il resto, non avranno certo il potere di migliorare la vostra vista, ma a mio parere vi saranno utili, in caso ne aveste bisogno, per far rilassare i vostri occhi stanchi (il primo) e per decongestionarli (il secondo).



IL PALMING


Sedetevi comodi e, appoggiando i gomiti sul tavolo o su un cuscino tenuto sulle ginocchia, coprite gli occhi, con le palpebre chiuse, con le vostre mani tenute a coppa. Per evitare di premere sui bulbi oculari, appoggiate la parte inferiore dei palmi sugli zigomi ed intrecciate leggermente le dita sulla fronte.

Fate attenzione a non fare filtrare luce. Aprite gli occhi un attimo per verificare, poi richiudeteli. La testa dovrà cadere pesante sulle vostre mani ed anche i muscoli del collo e delle spalle dovranno essere completamente rilassati.
Durante il palming, potete visualizzare scene piacevoli che vi predispongano ad un completo relax, meglio se compare anche un oggetto in movimento che voi seguirete con gli occhi, naturalmente senza aprirli.
Tenete questa posizione il più a lungo possibile, non meno di 10, 15 minuti, se volete sentirne i benefici.
Se lavorate al computer o se state a lungo impegnate nella lettura, interrompetevi ogni tanto per fare un pò di palming, gioverà sicuramente alla vostra vista!


IL LAVAGGIO OCULARE

Per praticarlo, potete usare semplicemente le vostre mani sovrapposte e chiuse a coppa ( come quando bevete ad una fontanella) oppure un piccolo contenitore di plastica, appena più grande del vostro occhio. In farmacia vendono delle vaschette apposite, ma potete anche cercare in casa vostra qualcosa di simile: un coperchio, come quello da me usato o ancor meglio quei piedistalli in plastica che si trovano nelle confezioni di uova di cioccolato.
Ecco cosa dovete fare...riempite la vaschetta fino all'orlo con acqua fresca, non fredda, e tenendola ferma con la mano


chinatevi con la schiena fino ad immergervi un occhio, ben aperto...


All'inizio potrà essere un pò fastidioso, ma non fateci caso. Ah, dimenticavo...non c'è bisogno che ve lo togliate!
Quando sentite che l'occhio tocca la superficie dell'acqua, ruotatelo piano da una parte e dall'altra e chiudete ed aprite le palpebre delicatamente. Poi rialzate la testa e fate asciugare all'aria l'occhio tenendolo ben aperto (non strofinate con l'asciugamano!). Seguite lo stesso procedimento anche con l'altro. In genere è meglio ripetere il lavaggio oculare più di una volta.
Vedrete che questa pratica vi sarà davvero utile nel caso abbiate gli occhi irritati e arrossati.
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Se, prima di comprare il libro, vi interessa sapere qualcosa di più sulla pratica del dott. Bates e su tutta la gamma dei suoi esercizi vi consiglio di fare visita a Marina del blog Olistica e dintorni che ha trattato in maniera molto esauriente questo argomento.
Hasta la vista!