mercoledì 4 marzo 2015

far buon viso a cattivo...tempo

Se non c'è quel bel cielo azzurro da cartolina che ti mette subito di buonumore, se il calore del sole non ti scalda il viso regalandoti una beatitudine ultraterrena, se nessun luccichìo nevoso ti apre lo sguardo e l'anima, se manca quel manto candido e compatto come panna montata a coprire il paesaggio...la montagna d'inverno perde un po' del suo fascino, bisogna dirlo. Però quando si ha la possibilità di partire per una vacanza




e si va in un posto in cui ci si sente, si è,  di casa, allora non si può certo perder tempo e sorrisi a lamentarsi...
Così si può approfittare di qualche striatura di sereno in mezzo a tante nuvole per provare se i cinque chilometri di fondo della pista azzurra, risultano questo febbraio ancora fattibili...nonostante un anno in più... e l'abbigliamento da befana.


Si può  decidere, dato il brutto tempo, di andare a Trento e visitare finalmente il Castello del Buonconsiglio che Maurizio non aveva ancora visto ed io tanti anni fa da non ricordarmelo quasi.
Un castello che è un labirinto da tanto è grande e intricato (c'è da dire infatti che è un agglomerato di edifici di varie epoche), specialmente per chi come me non ha un buon senso dell'orientamento.







Suggestivi e panoramici loggiati e poi tantissime stanze, prive di arredi, ma da ammirare per gli affreschi, i quadri, le nicchie, i camini, i pavimenti e soprattutto




per i soffitti così riccamente decorati: uno diverso dall'altro, uno più bello dell'altro.


E giardini che abbiamo attraversato velocemente, ma che meritavano più tempo.


Tempo che abbiamo voluto dedicare in parte anche a un giretto per Trento sotto la pioggerella


fino ad arrivare ad una osteria...scelta a caso quella più antica della città.


Non si può poi neanche rinunciare, nonostante il nevischio, a incamminarsi


per l'abituale passeggiata fino alla frazione vicina (una manciata di case, una chiesetta, un bazar, un panificio)


fermandosi lungo la strada per uno scatto a ridosso di una roccia ormai scoperta


e un selfie di coppia. Sono una strenua nemica di questa pratica, ma in questo caso ho voluto fare uno strappo e, macchinetta in mano, abbiamo immortalato i nostri due nasoni che spuntavano da sotto le berrette. Effetto selfie o cuffie di lana?!


Ma torniamo alle attività "qualunque tempo faccia": Asiago è senz'altro una meta interessante, soprattutto se si ha voglia di immergersi in uno shopping un po' elegante: una cittadina che offre negozi che in parte si differenziano da quelli di pianura e quindi per questo per me accattivanti.


Tante vetrine le ho solo guardate, ma qualche spesuccia l'ho fatta: un paio di ciabatte (scontate) in lana cotta e un trabiccolo (very cheap) per sostenere la mia compatta. Mai visti prima treppiedi così piccoli...
...a casa l'ho subito sperimentato. Sì, molto divertente, perchè è vero che odio i selfie, ma mi piacciono invece gli autoscatti e il cavallettino permette di posizionare meglio la macchina fotografica.




E infine, dopo aver fatto buon viso a cattivo tempo per una settimana scarsa di ferie, si torna alla quotidianità sotto un cielo che promette, forse, qualcosa di buono...



Immagino che questo post appaia anomalo rispetto ad altri sulla montagna che ho pubblicato in passato (esempio questo) dove la natura e le bellezze che ho elencato nelle prime righe la facevano da padrone, però per me è stato ugualmente piacevole sfogliare con voi le pagine di questa vacanza stabilmente nuvolosa e saltuariamente nevosa sì,  ma pur sempre una vacanza!
Spero solo non avervi fatto fare un'indigestione di stagionati ritratti per sopportare i quali bisogna esser dotati di una certa propensione all'archeologia...conoscete la frase di Agatha Christie? "Un archeologo è il miglior marito che una donna possa avere: più lei diventa vecchia, più lui si interessa a lei".

Un saluto a tutti e, a proposito di "stagionatura", alla prossima con qualche oggettino vintage...ne avete per caso già individuato uno tra le foto?

martedì 17 febbraio 2015

Buon dopo San Valentino e Carnevale a seguito!

Eh, in realtà questo post avrei dovuto finirlo e pubblicarlo per San Valentino, ma in mezzo ci si è messa l'influenza, così il tutto è slittato di qualche giorno...Augurare amore però è un bell'augurio per tutti i giorni dell'anno, allora non voglio preoccuparmi troppo se la festa degli innamorati è già passata! Vi auguro quindi tanto amore, amore da intendere nel senso più esteso del termine: amore che abbracci sì quello di coppia, ma anche quello per le persone a cui vogliamo bene (bloggers comprese/i!), per la natura, gli animali, l'arte, per la vita insomma...

Questa trascorsa ricorrenza mi offre il pretesto per farvi vedere una delle mie ultime creazioni in fatto di vasetti riciclati, cosa di cui avevo parlato qui, nel post precedente. Come vedete il tema è molto amoroso ed è stato il primo contenitore sul cui coperchio ho voluto inserire un ricamo: schema tratto dal libro 515 piccoli motivi a punto croce ed. Rusconi. Oh, sono soddisfatta: almeno il punto 6 dei miei propositi l'ho già messo in pratica!


Proseguendo con questo passatempo, mi sono accorta però che affinarsi in questa tecnica non è facile, dato che a me, che non sono la perfezione impersonificata,  maneggiare colle a caldo (con le mie due pistole: una piccola e una grande), colla vinilica e scotch bi-adesivo, mette a dura prova...
Vorrei che i risultati fossero più impeccabili, ma come l'amore non è sempre perfetto e probabilmente sarebbe noioso se lo fosse, così anche i miei manufatti mostrano i loro lati deboli!

Questo post è anche un modo per farmi sentire, ma per dirvi allo stesso tempo che avverto la stanchezza dei quasi cinque anni di blog e lo intuite pure voi dalle mie diradate visite alle vostre pagine nonchè dalle diradate pubblicazioni sul mio diario, vero? Ancora non ho comunque intenzione di mollare... punto 5 della lista.

E' vero che sono presa da altre cose...in questo momento ai miei hobby nuovi e vecchi, si affianca ogni tanto il piacevole impegno dei mercatini, non tanto per ora quelli creativi (l'ultimo è stato quello di dicembre) ma quelli dell'usato. Già in passato avevo partecipato a qualcuno di questi eventi e all'inizio di febbraio ne ho fatto un altro.


Abbigliamento che ormai non portavo più o indossato pochissime volte (non si vorrebbero mai fare acquisti sbagliati, ma ahimè succede), un po' di camicette di mia mamma, qualche giaccone di una mia amica e tanti giocattoli di quando i miei nipoti erano piccoli....perfino un triciclo che ho venduto, ancor prima che si aprisse la manifestazione, ad un'animatrice che aveva il compito di gestire lo spazio bimbi all'interno della struttura.
Non escludo poi di rifare più avanti l'esperienza dei mercatini del baratto. C'è un negozio della mia città che li organizza a cadenza mensile e credo che almeno a qualche data sarò presente.

Non sono particolarmente portata a vendere, questo ve l'ho detto, però mi diverto in questa veste, mi piace scambiare due parole con le persone che sono interessate a ciò che è esposto nel mio banchetto e mi incuriosisce vedere che magari quel gilè con le trecce sta meglio alla ragazza che l'ha comprato che è più alta e snella di me, o che tutti quei robottini con cui i miei nipoti hanno intrapreso avventurose battaglie spaziali, ora saranno accarezzati dallo sguardo di un...collezionista credo, dato l'età.

Buon dopo San Valentino e soprattutto buon Martedì grasso!

damina senza parrucca
P.s. Ah, non c'entra niente col post, però volevo informarvi, non si sa mai dovesse servirvi, che sulla barra laterale ho sistemato lo strumentino che permette di fare delle veloci ricerche fra tutto il materiale del blog. Ad esempio, se digito montagna ecco che ai primi posti compare il luogo che anche quest'anno mi aspetta...

mercoledì 4 febbraio 2015

nuova mania dell'anno: ricoprire... e non solo!

 Anno nuovo, passioni nuove! Accantonati, almeno momentaneamente, i kusudama, mi è scoppiata una nuova mania: quella di dare una seconda vita a vecchi vasetti e barattoli in vetro (di yogurt, marmellate, acciughe ecc...) abbellendoli con tutto ciò che può servire a trasformare l'oggetto. Già in passato avevo fatto qualche esperimento rivestendo alcune bottiglie, contenitori del caffè e cornici con spago, lana e cordoncini, ma stavolta, con le ispirazioni prese da internet, ho ampliato la gamma dei materiali utilizzati e cedendo un po' al romanticismo ho adoperato anche pizzi, nastri, avanzi di stoffa e passamaneria in parte riciclati, in parte no.
Una cosa che già da tempo avevo intenzione di provare,  era quella di imbottire i coperchi dei barattoli e durante le feste natalizie proprio qui, nel blog "Cuore antico",  ho trovato ciò che cercavo. Grazie ancora, Debora, per il tuo bel tutorial!   

Ed ecco ciò che ho realizzato con questa tecnica: due contenitori di media misura, utili per raccogliere oggetti di vario tipo (poi vi dirò con cosa li ho riempiti io per regalarli)


e al centro un porta-puntaspilli (il procedimento è lo stesso, ho solo tagliato il tondo di stoffa un po' più grande, cm. 3 tutt'intorno invece che 2 e ho aggiunto più imbottitura) che vedete anche qui sotto valorizzato dalla foto scattata dall'amica a cui l'ho regalato. Tutta un'altra cosa, vero?


Ho poi creato alcuni porta-candeline riciclando dei bei vasetti bassi e larghi a cui ho tolto il coperchio perchè in questo caso non serviva



e  una lanternina da giardino con manico in fil di ferro che ho ricoperto con un nastrino leggero avvolto due volte. Le spiegazioni per realizzare il manico le ho trovate su internet, spizzicando un po' di qua, un po' di là, ad esempio qui. Una cosa che mi sento di consigliarvi è che per vasetti altini e stretti tipo quello usato da me, conviene preparare un portacandele estraibile come questo.



Altri vasini li ho fatti utilizzando, come per la lanternina, quelli dello yogurt (ma che fine hanno fatto? Al mio supermercato non ci sono più) abbelliti con bordi, nastri o spago. Li vedete ai lati di quelli che vi ho presentato sopra.


La carrellata per ora è finita qui. Io a realizzarli mi sono divertita, ma naturalmente ci si affina e ci si perfeziona man mano che si procede a farne...purtroppo in questo caso le amiche a cui li ho regalati hanno fatto da cavie ai miei primi esperimenti! Beh, ormai sanno che a volte preferisco provare il brivido creativo di avventurarmi in cose nuove...


Ah, ma torniamo a ciò che volevo dirvi sopra: i vasetti vuoti li ho riempiti con una manciata di gessetti profumati, bianchi e colorati.


Li avrete visti tante volte in giro...vi dirò che fino a poco tempo fa non mi invogliava troppo provare a fare in casa questi profuma ambienti-biancheria pur se graziosi perchè pensavo che il procedimento fosse noioso e complicato. Poi, vedendo che tante creative riempivano i barattoli di vetro decorati proprio con quelli,  mi è scattata la molla : almeno una volta dovevo pur tentare.
In questo caso sono stata fortunata ad incrociare il tutorial di un'altra amica blogger, Pamela di "My country home" , che in questo post spiegava molto accuratamente i vari passaggi. Grazie Pam di avermi fatto superare l'ostilità per i gessi!
Dei più piccoli e sottili a forma di fiori me ne sono servita anche per arricchire i fiocchi di alcuni barattoli e lanternine, li avevate notati? A me piacciono molto, oltre che per la loro funzione principale anche come elemento  decorativo.

Beh, io continuo a riciclar vasetti...a presto con nuovi lavori fotografati (mi impegnerò) meglio.

P.s. Non sono solita pubblicare un nuovo post senza prima farvi visita ai vostri blog, non dico a tutti ma almeno a una buona parte. Il post cominciava però a diventar "vecchio", quindi scusatemi, vedrò di recuperare mentre leggete questo. Buona settimana!



lunedì 19 gennaio 2015

frittata di mele

Amo molto le mele con una leggera preferenza per quelle cotte e in particolar modo quelle che arricchiscono e rendono speciali certi dolci come la torta di mele, lo strudel e.. pure l'apple pie, di cui andavo matta in Inghilterra. Se poi si riesce a preparare un dolce alle mele perfino senza accendere il forno, cosa si può desiderare di più?


FRITTATA DI MELE 


Questa ricetta l'ho imparata un'estate in montagna. Me l'aveva mostrata mentre la preparava una ragazza più grande di me, forse la zia di una mia amica "estiva". Ero poco più di una ragazzina, ma la passione per i dolci era in me già bella delineata, (oltre a quella per la maglia, vedi foto sotto) così da allora visto che questo "dolce" mi era piaciuto molto, l'ho rifatto parecchie volte e, sarà per il gusto delle mele, il profumo della cannella o il ricordo che vi è associato, quando lo gusto il mio pensiero corre là fra i monti.

Ingredienti: 
2 mele rosse, 1 limone, un pizzico di cannella in polvere, gr.50 di zucchero, gr.50 di burro, gr.100 di farina per dolci, 1 bicchiere circa di latte, 2 uova, zucchero a velo.

Procedimento:
Come prima cosa sciogliete il burro in una padellina. Dividete le mele in quattro parti, sbucciatele e togliete il torsolo, poi tagliatele a fettine piuttosto sottili. Mettetele in una ciotola e copritele con metà dello zucchero, la spremuta di un limone e la cannella. Mescolate per bene. Amalgamate in una terrina capiente la farina con il latte (deve risultare un impasto molto morbido, regolatevi voi col latte), poi aggiungetevi i due tuorli, l'altra metà dello zucchero e metà del burro fuso che nel frattempo dovrebbe essersi raffreddato (io la metà la misuro sempre ad occhio). Mescolate il tutto, poi montate le chiare a neve ben ferma e incorporatele delicatamente. Aggiungete quindi le fettine di mele e il burro rimasto mescolando sempre con delicatezza. Fate sciogliere un altro po' di burro in una padella e versatevi il composto. Mettete il coperchio e cuocete la frittata a fuoco moderato. Quando avrà preso colore da una parte, giratela dall'altro lato. Una volta pronta, trasferitela in un piatto


e spolverizzatela con lo zucchero a velo.

Questa frittata dolce dà il meglio di sè mangiata calda o tiepida quindi non aspettate troppo! 


P.s. Mi rendo conto che il procedimento di questa ricetta sembra piuttosto sconclusionato ed ho avuto un certo coraggio a pubblicarla...Rileggendola, io che amo fare i dolci ma non sono proprio un'esperta, mi sono chiesta se quella è proprio la sequenza giusta in cui aggiungere i vari ingredienti  e soprattutto mi chiedo se unendo mele e burro fuso dopo gli albumi montati, non si rischi poi di smontarli... Anche se non me lo ricordo bene, eh già, ne è passato di tempo, probabilmente allora l'avevo annotata molto velocemente magari addirittura mentre la preparava, non so dirvi, però nonostante la sua sconclusionatezza mi riesce miracolosamente quasi sempre bene.
 

Siete anche voi tanto coraggiose/i da provarla? O tanto gentili da correggere eventuali errori di questa gustosa ricetta al profumo di montagna?

sabato 10 gennaio 2015

qualche passo indietro e qualcuno avanti...

Non voglio fare resoconti del 2014 lasciato alle spalle, solo ripercorrere con voi alcune cose di queste vacanze appena trascorse, a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno. Facendo due passi indietro ci ritrovo il mio compleanno trascorso in sordina, perchè a me piace anche così, nella vicina e quella sera nebbiosa Santarcangelo.





Ricordate che qualche anno fa l'avevo "festeggiato" sempre ? Le luminarie, pur diverse, anche per questo Natale erano state create partendo da materiale di recupero tra cui tante bottiglie di plastica

luminarie a Santarcangelo


ed anche il grande albero era rivestito con pezze di plastica che creavano una luce colorata e suggestiva.


E poi un film...dopo aver infilzato una dopo l'altra una serie di commedie italiane senza infamia e senza lode, lavate via dalla mente poco dopo averle viste, io e Ma. abbiamo detto "stop". Perchè va bene che a volte andiamo al cinema nei nostri due tre preferiti più per amore della sala che di ciò che proiettano, però di quei film, non proprio dei  cine-panettoni, ma dove ruotano sempre gli stessi attori e dove le trame, i personaggi e i dialoghi non si staccano dal già visto, non ne potevamo più. Per fortuna a fine dicembre abbiamo chiuso in bellezza il nostro anno di cinema 2014 con la visione di "Interstellar", un filmone di quasi tre ore, che mi ha emozionato parecchio trasportandomi nello spazio tra i misteri della vita e dell'universo.



Anche il primo di questo 2015 l'ho apprezzato molto, un film interessante tratto da una incredibile storia vera che non conoscevo: "The imitation game".



L'attore protagonista, dal viso così particolare, l'ho trovato bravo e mi è piaciuto anche il tenero e goffo Turing bambino. La trama poi è senza dubbio coinvolgente.
A cavallo tra il vecchio e il nuovo, c'è stato per me un Capodanno vissuto a metà dato che, non stando bene, l'ho passato in parte a dormicchiare....mi sono svegliata comunque per brindare con Ma. e gli amici. Il primo dell'anno, ancora abbastanza influenzata e con lo stomaco leggermente in subbuglio, sono riuscita a rilassarmi e ad assaporare la luminosa atmosfera marina solo davanti a una bella tisana accompagnata da qualche biscottino in un accogliente bar in stile francese. Un inizio confortante.


Le vacanze come avevo supposto sono rotolate a gran velocità, però in fondo ho avuto il tempo di preparare ben due volte i biscotti, di incontrare diverse amiche, di fare con Maurizio qualche giro al mare

Porto Canale di Cesenatico


e in collina (il posto è sempre questo)

Chiesa di Montecodruzzo


di sperimentare nuove passioni creative di cui vi parlerò più avanti, di sistemare a grandi linee la casa che ormai non ci si passava più, stare più tempo con la mia famiglia e...dormire almeno un'ora in più al mattino, una delle cose vacanziere per me più ambite.

Spero di non avervi annoiato troppo con questo resoconto natalizio abbastanza sconclusionato, ora ci attacco anche i propositi per il 2015, che ne dite? Qui sarò telegrafica.

1) Continuare a sistemare la casa anche quando non deve venire nessuno a trovarmi...
2) Costruire, con l'aiuto di Ma. delle scatole-contenitori a parete da piazzare qua e là nei pochi spazi rimasti liberi. Funzione? Chiaramente alleggerire la mole di oggetti ruotanti in casa.
3) Limitare il più possibile gli acquisti di materiale hobbistico, cercando invece di smaltire tutto quello che possiedo già...e che ingombra.
4) Partecipare almeno ad un incontro blogger, ci tengo molto a rivedere gli amici e magari a conoscerne qualcuno di nuovo.
5) Non mollare, nonostante tutto,  il mio "Diario figurato" dato che ho appurato che ci può essere una terza via tra l'essere una blogger  sempre attiva e presente al cento per cento e il voler drasticamente chiudere perchè appunto non riesco ad esserlo.
6) Riprendere a ricamare....chissà.
7) Riscrivermi ad antiginnastica...chissà, chissà.
8) Annotare qualcosa (di felice) ogni giorno. Ero partita a dire il vero con l'idea di iniziare un altro Calendar art journal, ma l'entusiasmo è subito scemato nonostante avessi cercato di semplificarlo al massimo facendo solo disegni a penna. 







 Il suo posto per quest'anno sarà occupato dal "vaso della felicità" ...le amiche di fb sanno probabilmente di cosa parlo. Questo è il mio vasone nuovo di zecca e ancora non etichettato 2015...


mi ricorda tanto la pratica dei fioretti scritti su bigliettini che io non ho mai seguito, ma vedevo da bambina a casa di qualche amica.
9) In fondo alla lista anche se merita sicuramente di stare ai primi posti, un proposito che riguarda quel sentimento così importante che è l'amicizia. Non ho una grande schiera di amiche, eppure non riesco a incontrarle quanto vorrei, presa come sono da tante cose che riempiono la mia giornata. Quando da giovane immaginavo me stessa a questa età "tardo-adulta", mi pensavo seduta con loro al bar o a casa di qualcuna a sorseggiare un tè e a chiacchierare e ridere di gusto come solo con le amiche si riesce a fare. Beh, probabilmente nei sogni di ragazza non riuscivo a considerare gli impegni che avrei avuto adesso o magari mi credevo che sarei stata già in pensione?! Ah, giusto,  il proposito: almeno una telefonata, un messaggio, un saluto per far sentire che ci sono anche se non ci si riesce a vedere di persona ci farà sentire più vicine.
10) E da ultimo...cercare di essere telegrafica per lo meno quando me lo prefiggo!