giovedì 21 ottobre 2010

che tamburello di bambina!

 come fare un tamburello per bambini
Torno agli amati giochi che ultimamente avevo un pò trascurato. Visto però che non ho avuto tempo di collaudarne di nuovi, ho pensato di pescarne uno dalla mia "borsa di Mary Poppins" che è in realtà il mio appartamento, come lo definisce la Floriana!!
Più che di un gioco, in questo caso si tratta di uno strumento musicale, ma in inglese il termine "play" non viene usato sia per "suonare" che per "giocare"?

Conoscete questo strumento? E' un tamburello a sonagli dotato di manico. Fa parte del gruppo delle percussioni e più precisamente di quelli a percussione indiretta, poichè la membrana non viene toccata con la mano, bensì con dei sonagli.

Suonarlo è facilissimo e costruirlo... non troppo complicato. E' un'attività che può essere svolta autonomamente da un ragazzino, mentre un bambino, avrà certo bisogno in alcuni passaggi dell'aiuto di voi adulti. Se poi il bambino è molto piccolo... allora le maniche ve le dovrete rimboccare sul serio!

Prima di iniziare,vorrei precisare che la spiegazione devo averla trascritta sicuramente da qualche libro che mi è capitato tra le mani, ma purtroppo non ricordo quale, per cui non posso citarlo.




La bambina tamburello


tamburello bambina
Cosa vi occorre: una scatola tonda vuota di cartone (tipo quella dei formaggini), un bastoncino di legno lungo circa cm. 18 con un diametro di circa cm.1, spago, un tappo di sughero (oppure 2 grosse perle o piccole castagne), poca carta da cucina, colla vinilica, tempere o acrilici, pennelli, forbicine, un coltello, un punteruolo.


Come si costruisce:

Ritagliate con le forbicine un foro dello stesso diametro del bastoncino, nello spessore della scatola. Vi consiglio, prima, di disegnarlo e poi di ritagliare le due metà separatamente, a scatola aperta.

Fate due buchi col punteruolo alla stessa altezza, (circa a metà ) ai lati della scatola , a 1 centimetro dal bordo. I buchi devono passare da una parte all'altra della scatola.

Tagliate intanto, con un coltello, due spesse rondelle di sughero, foratele al centro e infilate in ciascuna un pezzo di spago lungo circa cm. 13. Annodate bene.

Inserite dentro al foro della scatola tenuta aperta, una estremità del bastoncino. Questo è un passaggio un pò delicato, infatti per fissarlo meglio io ho avvolto questa estremità in un pezzo di carta da cucina e ho imbevuto il tutto di colla. Fate sì che aderisca bene all'interno della scatola e che non "balli".

Socchiudendo la scatola, fate passare i due capi dello spago con i sonagli dentro ai fori che avete praticato in precedenza, passando da una parte all'altra di essa. Per ora non legateli.

Chiudete completamente la scatola mettendo se volete un pò di colla lungo il bordo.


come fare un tamburello
Se vedete che il manico si muove ancora, fate un giro di colla all'esterno, nel punto di unione del manico con la scatola.

Ora potete legare i due capi dello spago, sistemandoli perchè siano della lunghezza giusta....nè troppo lunghi, nè troppo corti . Provate a tenderli, dovranno arrivare più o meno al centro della scatola.



Spalmate la colla vinilica sulla parte terminale del bastoncino (i 5 o 6 centimetri dell'impugnatura) e avvolgetevi stretto lo spago. Potete passarvi la colla anche sopra.




Ed ora...via coi colori! Con un pò di attenzione a non sporcare sonagli e manico, dipingete pure il vostro tamburello. Io ho dipinto una faccia, ma le idee possono essere mille: i colori della propria squadra, una coccinella, un orologio, il muso di un animale...
Come si suona: io preferisco spiegarvelo per completare la spiegazione, tenete conto però che per un bambino potrebbe essere stimolante scoprirlo anche da solo...
Impugnando il vostro tamburello, ruotate il polso da una parte



e dall'altra, in modo che i sonagli percuotano a turno la scatola.
Buon tamburellamento!! Tu tum tu tum tu...




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Con  questo post partecipo alla RACCOLTA DI RICICLO CREATIVO edizione 2013 di Mammabook

mercoledì 20 ottobre 2010

arruolatevi nell'esercito di Ciamy!

Posticipo volentieri la pubblicazione di un nuovo post, per lasciare spazio a questo appello per una iniziativa davvero lodevole: "la chiamata alle armi" di Ciamy. Non vi preoccupate, le uniche armi di cui sarà dotato l'esercito saranno i ferri per lavorare a maglia, oltre certo ad una buona dose di bravura!

Il progetto, davvero interessante, è finalizzato alla pubblicazione di un libro che raccoglierà non solo schemi inediti, fatti da noi (e mi rivolgo logicamente a chi ha le capacità di farlo!) per realizzare a maglia o a uncinetto capi di abbigliamento, ma anche storie di esperienze vissute.


A che pro? Quello di uscire dal proprio guscio per esprimere solidarietà ed affetto alle donne che quotidianamente combattono la loro battaglia contro il cancro. Ciamy è convinta, ed io sono d'accordo con lei, che sferruzzare possa essere un aiuto nei momenti più bui. Sapere poi che è stato creato qualcosa per loro, potrà farle sentire col cuore vicino a tutte noi e noi a loro nel doloroso cammino dalla malattia alla guarigione.

Il ricavato della vendita del libro verrà devoluto in beneficienza alla LILT.


Non vorrei dilungarmi troppo, anche perchè Ciamy che ne è l'ideatrice, è molto più brava di me a spiegare le cose. Andate quindi a farle visita sul suo blog: Try2Knit e arruolatevi in massa!

sabato 16 ottobre 2010

dieci piccoli indiani: NOTTURNO


No, non me ne ero dimenticata...Ecco il secondo disegno della serie dedicata ai canti Navajo. Vi invito, prima di tutto, per chi non lo avesse già fatto la scorsa volta, a leggere questo post.



NOTTURNO


Un disco perfetto di conchiglia è la luna

che si alza lenta sopra il Blanca Peak.

Ora si posa sul mio capo,

adornandomi.

Sento il respiro della bellezza su di me.

Il cielo intorno,

adesso che ho la luna per cappello,

è tutto mio.

canto Navajo



notturno disegni canti navajo

giovedì 14 ottobre 2010

mandatemi i vostri mandala!

come fare un mandalaRimanendo in tema di disegni rotondi, mi è tornata in mente, qualche giorno fa, una cosa che avevo imparato un pò di anni prima, osservando il lavoro proposto in classe da un'insegnante di Ed.Artistica: la realizzazione di un mandala.

Certo i ricordi erano un pò sbiaditi, ma ho cercato ugualmente di ricostruire i vari passaggi... per me e per voi, naturalmente!.
Questa qui è un'attività che potete fare sia personalmente, senza limiti d'età (dicono addirittura che sia una forma di meditazione!) o proporre invece a dei bambini (una buona occasione per ripassare la geometria, no?) meglio non sotto i dieci anni!

Immagino che siate anche voi indaffaratissimi in mille cose, ma potrebbe essere un'idea divertente ritagliarsi una mezz'oretta per dedicarla a questo disegno e certo sarebbe bellissimo se poi riusciste a mandarmi anche una foto (via email) del vostro mandala. Pensateci su...sono pronta a fare un post "collettivo"!!




COME FARE UN MANDALA



Prima di iniziare, vi anticipo che per fare il mio mandala non ho usato nè righello, nè compasso, vedrete che così risulta tutto più semplice.

Occorrente: un cartoncino bianco, un foglio di carta, (va bene anche quella da pacchi) un coperchio, un paio di forbici non troppo grandi, una matita e i colori che preferite (pennarelli, matite colorate, pastelli ecc..)



Come si fa



Prendete il coperchio e, appoggiandolo sul cartoncino, tracciatene il contorno con la matita.


come fare un mandala cerchio
Ora appoggiate il coperchio sulla carta e allo stesso modo tracciate un altro cerchio e ritagliatelo.

Piegate il cerchio di carta a metà e facendolo combaciare con quello disegnato, tracciate il diametro sul cartoncino, servendovene come di un righello.

Piegate ancora a metà il vostro cerchio e segnate un raggio, poi ribaltandolo simmetricamente, disegnate anche l'altro (avrete così due diametri tra loro perpendicolari).



Continuate a piegare il vostro cerchio e tracciate gli altri raggi (procedete sempre in modo simmetrico) . Avrete ottenuto così otto spicchi. Io mi sono fermata a questo punto, perchè non volevo rendere il lavoro troppo lungo ed impegnativo.


Adesso aprite il vostro cerchio di carta e ritagliatene uno spicchio.



Piegatelo a metà, sempre per il senso della lunghezza, e intagliate liberamente delle forme con le forbici. Vi ricordate vero come si fanno i " fiocchi di neve"?
Riaprite il foglio.



Sovrapponendolo esattamente con uno di quelli disegnati, trasferite il disegno seguendo il contorno.
Se volete rendere più semplice questa operazione, ad esempio per i bambini, trasferite il disegno del vostro triangolino su un cartoncino che poi ritaglierete. Questa sagoma sarà il vostro modello, più facile da utizzare essendo più rigido.

Continuate in questo modo per tutte le otto parti. Certo occorre un bel pò di pazienza, ma ... vi rilasserete tra un pò!


E ora inizia la fase più piacevole, almeno dal mio punto di vista! Si tratta di colorare il vostro mandala, scegliendo i colori e la tecnica preferita.

Io ho iniziato ripassando tutto il disegno con un pennarello dorato...


...poi, lasciando le divisioni in settori (se volete potete anche cancellarle per creare uno sfondo unico) ho iniziato a colorare le "fette", alternando il rosso e l'arancione.


E poi...ho continuato naturalmente a colorare. Sono un pò in dubbio se riempire anche le forme interne o lasciarle così bianche. Voi cosa dite?
Buona meditazione colorata!

venerdì 8 ottobre 2010

coperchiart



Un giorno, mi è venuta voglia di uscire dalla solita forma squadrata e di farmi ispirare, per i miei disegni, dalla forma rotonda. Così, preso un coperchio, ho tracciato un cerchio con la matita ed ho lasciato scorrere la penna dentro questa nuova forma.





COPERCHIART

coperchiart disegno 1







Tutte le "coperchiate" che avete visto, del diametro di circa cm.30, sono state realizzate su cartoncino con pennarelli colorati. Per rendere il colore più uniforme, ho ritoccato, in un secondo tempo, le immagini con un programma di grafica. Certo che la "bacchetta magica" invece di trasformare le "coperchiate" in "arte", ha prodotto invece qualche sbavatura qua e là! Mi auguro che siate un pò presbiti...


Un magico weekend a tutti!

mercoledì 6 ottobre 2010

in due



In due

Resistere alle intemperie




Espandersi

fiori secchi

Elevarsi




Capirsi



Abbracciarsi



Caricarsi di energia


Divertirsi

Stupirsi



Cercarsi



Sostenersi


Partire ogni volta per un nuovo viaggio




Aggiornamento del 30 gennaio 2013

Con questo post partecipo al Linky Party by Topogina "Ispiriamoci al romanticismo".

 

domenica 3 ottobre 2010

a me troppo mature non piacciono

E dopo lo "sgranocchiamento" delle NUDE E CRUDE, stavolta vi propongo qualcosa di realmente culinario!

Non mi piacciono le banane troppo mature, quelle che, per capirci, iniziano a riempirsi di bolle marroni sulla buccia. Non sopporto neanche il loro odore....
Mi ricordo che quando andavo a scuola, ogni tanto mi arrivava una zaffata di banana proveniente dai banchi vicini. Beh, quell'odore di primo mattino era quasi nauseante....
Eppure le banane, mature al punto giusto, sono tra i miei frutti preferiti. Capita però a volte che me le dimentichi lì nel piatto di legno troppo a lungo, oltre al limite, chiaramente personale, di commestibilità.


Per fortuna posso sempre ricorrere a due semplici modi di cucinarle: il primo, da tanto è elementare, non merita neanche il nome di ricetta!





BANANA COTTA


Riscaldate la piastra della vostra bistecchiera ( o qualcosa di simile) e mettete a cuocere la banana tutta intera in mezzo alle piastre, tenendo quella superiore un pò sollevata, per non schiacciarla. Attendete finchè la buccia non annerisce completamente. Non abbiate paura, non l'avete bruciata...è pronta invece per essere mangiata!

Dopo averla adagiata in un piatto, sfilate una striscia di buccia e assaggiatene la polpa con un cucchiaino. Buona, vero? Se vi piace il liquore, potete anche irrorarla con rum o cognac.

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Se avete invece un pò più di tempo, vale la pena di provare anche quest'altra ricetta, non perchè sia fantastica, ma perchè è l'unica che io conosca che mi permette di "riciclare" le banane in modo semplice e goloso.

Conoscete i pancakes? Sono praticamente delle frittelle, in uso nell' America del Nord, ricordate quelle che "Nonna Papera" sfornava per Qui, Quo e Qua? Quelle dolci in genere si fanno con semplici ingredienti come farina, latte, zucchero e uova e vengono servite a colazione o per il brunch con frutta o sciroppo d'acero. Il succo d'acero io l'ho comprato una sola volta e non ripeterò l'errore, dato che non sapevo mai come utilizzarlo, mi sembrava che non si "sposasse" con nessun alimento!

Ricette di questo genere, in giro per i blog, ne troverete parecchie, anche di qualità migliore. Quella che vi propongo io però è un pò diversa rispetto alle tradizionali, perchè è una variante con la frutta.



PANCAKES ALLA BANANA



Ingredienti per 12 pancake: due banane mature, un uovo, un bicchiere di farina (se si vuole anche integrale), lievito in polvere, 3/4 di bicchiere di latte e un pò di burro per cuocerle.

Schiacciare bene le banane con una forchetta, impastandole assieme all'uovo. Aggiungere metà della farina (a cui avrete già incorporato il lievito) e metà del latte. Mescolare bene e aggiungere la farina e il latte rimanente, sempre mescolando.

Coprire la terrina e lasciar riposare per mezz'ora. Fate sciogliere sul fuoco un pò di burro in una padella antiaderente e versatevi l'impasto a cucchiaiate. Quando da un lato compariranno delle bollicine, girate le frittelle per cuocerle anche dall'altra parte.




Vi accorgerete, mangiandole, che queste frittelle hanno una consistenza un pò "solettosa" (avrò messo poco lievito?) ma non sono malvage. Potete gustarle calde così come sono o accompagnarle con un pò di gelato alla vaniglia. Vanno benissimo per una merenda, ma se volete provarle a colazione come gli americani, fate pure....