mercoledì 20 ottobre 2010
arruolatevi nell'esercito di Ciamy!
Il progetto, davvero interessante, è finalizzato alla pubblicazione di un libro che raccoglierà non solo schemi inediti, fatti da noi (e mi rivolgo logicamente a chi ha le capacità di farlo!) per realizzare a maglia o a uncinetto capi di abbigliamento, ma anche storie di esperienze vissute.
A che pro? Quello di uscire dal proprio guscio per esprimere solidarietà ed affetto alle donne che quotidianamente combattono la loro battaglia contro il cancro. Ciamy è convinta, ed io sono d'accordo con lei, che sferruzzare possa essere un aiuto nei momenti più bui. Sapere poi che è stato creato qualcosa per loro, potrà farle sentire col cuore vicino a tutte noi e noi a loro nel doloroso cammino dalla malattia alla guarigione.
Il ricavato della vendita del libro verrà devoluto in beneficienza alla LILT.
Non vorrei dilungarmi troppo, anche perchè Ciamy che ne è l'ideatrice, è molto più brava di me a spiegare le cose. Andate quindi a farle visita sul suo blog: Try2Knit e arruolatevi in massa!
sabato 16 ottobre 2010
dieci piccoli indiani: NOTTURNO

No, non me ne ero dimenticata...Ecco il secondo disegno della serie dedicata ai canti Navajo. Vi invito, prima di tutto, per chi non lo avesse già fatto la scorsa volta, a leggere questo post.
canto Navajo
giovedì 14 ottobre 2010
mandatemi i vostri mandala!
Rimanendo in tema di disegni rotondi, mi è tornata in mente, qualche giorno fa, una cosa che avevo imparato un pò di anni prima, osservando il lavoro proposto in classe da un'insegnante di Ed.Artistica: la realizzazione di un mandala.Certo i ricordi erano un pò sbiaditi, ma ho cercato ugualmente di ricostruire i vari passaggi... per me e per voi, naturalmente!.
Questa qui è un'attività che potete fare sia personalmente, senza limiti d'età (dicono addirittura che sia una forma di meditazione!) o proporre invece a dei bambini (una buona occasione per ripassare la geometria, no?) meglio non sotto i dieci anni!
Immagino che siate anche voi indaffaratissimi in mille cose, ma potrebbe essere un'idea divertente ritagliarsi una mezz'oretta per dedicarla a questo disegno e certo sarebbe bellissimo se poi riusciste a mandarmi anche una foto (via email) del vostro mandala. Pensateci su...sono pronta a fare un post "collettivo"!!
Prima di iniziare, vi anticipo che per fare il mio mandala non ho usato nè righello, nè compasso, vedrete che così risulta tutto più semplice.
Ora appoggiate il coperchio sulla carta e allo stesso modo tracciate un altro cerchio e ritagliatelo.

Piegate il cerchio di carta a metà e facendolo combaciare con quello disegnato, tracciate il diametro sul cartoncino, servendovene come di un righello.

Piegate ancora a metà il vostro cerchio e segnate un raggio, poi ribaltandolo simmetricamente, disegnate anche l'altro (avrete così due diametri tra loro perpendicolari).

Continuate a piegare il vostro cerchio e tracciate gli altri raggi (procedete sempre in modo simmetrico) . Avrete ottenuto così otto spicchi. Io mi sono fermata a questo punto, perchè non volevo rendere il lavoro troppo lungo ed impegnativo.

Adesso aprite il vostro cerchio di carta e ritagliatene uno spicchio.

Piegatelo a metà, sempre per il senso della lunghezza, e intagliate liberamente delle forme con le forbici. Vi ricordate vero come si fanno i " fiocchi di neve"?
Riaprite il foglio.

Sovrapponendolo esattamente con uno di quelli disegnati, trasferite il disegno seguendo il contorno.
Se volete rendere più semplice questa operazione, ad esempio per i bambini, trasferite il disegno del vostro triangolino su un cartoncino che poi ritaglierete. Questa sagoma sarà il vostro modello, più facile da utizzare essendo più rigido.
Continuate in questo modo per tutte le otto parti. Certo occorre un bel pò di pazienza, ma ... vi rilasserete tra un pò!
E ora inizia la fase più piacevole, almeno dal mio punto di vista! Si tratta di colorare il vostro mandala, scegliendo i colori e la tecnica preferita.
Io ho iniziato ripassando tutto il disegno con un pennarello dorato...

...poi, lasciando le divisioni in settori (se volete potete anche cancellarle per creare uno sfondo unico) ho iniziato a colorare le "fette", alternando il rosso e l'arancione.
E poi...ho continuato naturalmente a colorare. Sono un pò in dubbio se riempire anche le forme interne o lasciarle così bianche. Voi cosa dite? Buona meditazione colorata!
venerdì 8 ottobre 2010
coperchiart

Un giorno, mi è venuta voglia di uscire dalla solita forma squadrata e di farmi ispirare, per i miei disegni, dalla forma rotonda. Così, preso un coperchio, ho tracciato un cerchio con la matita ed ho lasciato scorrere la penna dentro questa nuova forma.
COPERCHIART





Tutte le "coperchiate" che avete visto, del diametro di circa cm.30, sono state realizzate su cartoncino con pennarelli colorati. Per rendere il colore più uniforme, ho ritoccato, in un secondo tempo, le immagini con un programma di grafica. Certo che la "bacchetta magica" invece di trasformare le "coperchiate" in "arte", ha prodotto invece qualche sbavatura qua e là! Mi auguro che siate un pò presbiti...
Un magico weekend a tutti!
mercoledì 6 ottobre 2010
in due











domenica 3 ottobre 2010
a me troppo mature non piacciono
Non mi piacciono le banane troppo mature, quelle che, per capirci, iniziano a riempirsi di bolle marroni sulla buccia. Non sopporto neanche il loro odore....
Mi ricordo che quando andavo a scuola, ogni tanto mi arrivava una zaffata di banana proveniente dai banchi vicini. Beh, quell'odore di primo mattino era quasi nauseante....
Eppure le banane, mature al punto giusto, sono tra i miei frutti preferiti. Capita però a volte che me le dimentichi lì nel piatto di legno troppo a lungo, oltre al limite, chiaramente personale, di commestibilità.
Per fortuna posso sempre ricorrere a due semplici modi di cucinarle: il primo, da tanto è elementare, non merita neanche il nome di ricetta!
BANANA COTTA
Riscaldate la piastra della vostra bistecchiera ( o qualcosa di simile) e mettete a cuocere la banana tutta intera in mezzo alle piastre, tenendo quella superiore un pò sollevata, per non schiacciarla. Attendete finchè la buccia non annerisce completamente. Non abbiate paura, non l'avete bruciata...è pronta invece per essere mangiata!
Dopo averla adagiata in un piatto, sfilate una striscia di buccia e assaggiatene la polpa con un cucchiaino. Buona, vero? Se vi piace il liquore, potete anche irrorarla con rum o cognac.
°<°>°<°>°<°>°<°>°<°>°<°>°<°>°<°>°<°>°<°>°<°>°<°>°<°>°<°>°Se avete invece un pò più di tempo, vale la pena di provare anche quest'altra ricetta, non perchè sia fantastica, ma perchè è l'unica che io conosca che mi permette di "riciclare" le banane in modo semplice e goloso.
Conoscete i pancakes? Sono praticamente delle frittelle, in uso nell' America del Nord, ricordate quelle che "Nonna Papera" sfornava per Qui, Quo e Qua? Quelle dolci in genere si fanno con semplici ingredienti come farina, latte, zucchero e uova e vengono servite a colazione o per il brunch con frutta o sciroppo d'acero. Il succo d'acero io l'ho comprato una sola volta e non ripeterò l'errore, dato che non sapevo mai come utilizzarlo, mi sembrava che non si "sposasse" con nessun alimento!
Ricette di questo genere, in giro per i blog, ne troverete parecchie, anche di qualità migliore. Quella che vi propongo io però è un pò diversa rispetto alle tradizionali, perchè è una variante con la frutta.
PANCAKES ALLA BANANA
Ingredienti per 12 pancake: due banane mature, un uovo, un bicchiere di farina (se si vuole anche integrale), lievito in polvere, 3/4 di bicchiere di latte e un pò di burro per cuocerle.
Schiacciare bene le banane con una forchetta, impastandole assieme all'uovo. Aggiungere metà della farina (a cui avrete già incorporato il lievito) e metà del latte. Mescolare bene e aggiungere la farina e il latte rimanente, sempre mescolando.
Coprire la terrina e lasciar riposare per mezz'ora. Fate sciogliere sul fuoco un pò di burro in una padella antiaderente e versatevi l'impasto a cucchiaiate. Quando da un lato compariranno delle bollicine, girate le frittelle per cuocerle anche dall'altra parte.

Vi accorgerete, mangiandole, che queste frittelle hanno una consistenza un pò "solettosa" (avrò messo poco lievito?) ma non sono malvage. Potete gustarle calde così come sono o accompagnarle con un pò di gelato alla vaniglia. Vanno benissimo per una merenda, ma se volete provarle a colazione come gli americani, fate pure....
giovedì 30 settembre 2010
nude e crude
"Sgranocchiatele" pure in tranquillità, hanno già quattro anni, è vero, ma sono ancora croccanti!
P.S.Scusate se la qualità delle foto non è delle migliori. Le ho scattate appiccicando i disegni alle piastrelle della cucina, fra il lavello ed una mensolina che a quanto vedo ha proiettato la sua ombra.
Del resto, anche i disegni non sono della qualità migliore, dovrete quindi accontentarvi.... di ciò che passa il convento!








