Perchè questo post? Vi starete chiedendo: "ce n'era proprio bisogno?" Capisco che dopo dodici mesi di calendario è chiedervi troppo di leggere ancora qualcosa sull'argomento, ma per me questo post chiude in modo ufficiale il "libro" nel senso che l'ho proprio messo via e già un pò mi manca.
E' questa una riflessione finale su un'avventura artistica per me del tutto nuova, più un bisogno mio di tirare le fila, quindi se vorrete passare oltre lo capirò, non preoccupatevi.
Sì, dal punto di vista creativo posso senz'altro dire che questa è stata l'esperienza che nell'anno appena lasciato alle spalle mi ha coinvolto di più, che ha coinvolto il mio blog e voi lettori affezionati, ma non solo. Più o meno parallelamente c'è stato anche il doppio canale di facebook, doppio perchè oltre che nella mia pagina, di volta in volta i miei mesi figurati li postavo anche su quella delle calendar journaliste straniere: un gruppo di donne di età differenti, provenienti da varie parti del mondo (anche se in stragrande maggioranza penso americane) che mi ha sostenuto con apprezzamenti calorosi. A volte, confesso, non sempre è stato facile capirsi e devo aver fatto, in inglese, degli strafalcioni tremendi, ma è bello anche aprirsi al mondo con i propri limiti....
Ho voluto parlare di
questo gruppo, perchè visto che là si continuerà con il "challenge 2014", questa segnalazione potrebbe interessare anche qualcun'altra/o di voi che mi state leggendo.
Da parte mia, lo dico con dispiacere, ma quest'anno salto...continuerò a guardarmeli i calendari delle altre, senza però produrli. Non è una sconfitta, anzi direi che per me è una grande vittoria essere riuscita a portare avanti, per un intero anno, ciò che mi ero prefissa. Quando una cosa appassiona, se ne trascurano altre per dedicarcisi, ed io l'ho fatto. Ora però per due anni di fila non credo che resisterei..
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A parte il lato "relazionale" di questo progetto, un aspetto per me importantissimo, vitale, c'è stato però anche quello più individuale: tutto il lavoro e il percorso che ho fatto da sola. E qui mi diramo in due branche...
IL DISEGNO
Certamente è stata la parte più fantasiosa. Le mie donnine, mese dopo mese hanno preso vita tra le caselle, hanno giocato, si sono arrampicate, allungate, rilassate. Hanno riso,
sorriso, ma anche mostrato il loro lato serio
ed hanno via via conquistato sempre più sicurezza. L'esercizio del disegnare costantemente è stato molto utile ed ingegnarsi per trovare il tema del mese, così come realizzare i giorni dello schema, è stata una gran bella sfida.
Contemporaneamente, la sperimentazione delle tecniche è stata anch'essa alquanto appassionante. E' vero che non mi sono lanciata molto in quelle che erano per me, a prima impressione, più difficili anche se sono forse le più tipiche dell'art journal. Parlo cioè dello stamping, pittura, stencil e altro che non riesco neanche a decifrare dalla sola osservazione dei lavori delle altre.
Ho provato però tante cose in cui fino ad ora non mi ero avventurata così tanto: ho colorato con le matite sul gesso acrilico,
ho arzigogolato con colle glitterate,
ho utilizzato il collage in un modo un pò diverso dal solito,
mi sono impegnata nelle sfumature (che sono abbastanza estranee al mio modo di disegnare)
ho creato sfondi "texturizzati"
ed ho provato a trasferire sulla carta pratiche sperimentate in altri ambiti, come la cartapesta.
IL DIARIO
Il diario...era da tempo che non ne scrivevo uno. Di sicuro però lo spazio delle caselline era molto compresso e ciò mi ha portato ad un esercizio di sintesi che ha raggiunto il massimo nel mese di ottobre: ricordate le castagne con i piccoli collage simbolici?
No, non è stato facile limitare il numero delle parole, spesso infatti strabordavano dai riquadri. Avevo sempre qualcosa da scrivere, ogni giorno, anche quando non succedevano grandi cose: poteva essere un pensiero, un'emozione, un episodio, un incontro, un litigio, qualunque cosa insomma. L'impegno quotidiano è stato in alcuni periodi, ad esempio d'estate, un pochino pesante, così mi è capitato di saltare alcuni giorni, ma in genere prendevo qualche appunto e poi mi rimettevo in pari.
C'è stato un aspetto interessante nella stesura di questo tipo diario che all'inizio non avevo considerato abbastanza cioè quello della "privacy". Se appena iniziato a compilarlo, avevo sempre un occhio esterno sul contenuto di ciò che stavo scrivendo (era quasi una sorta di diario "pubblico", in fondo) col passar del tempo questo quadernone ha preso la piega di un diario più intimo.
Non dico di avere mai abbandonato del tutto la consapevolezza che tante persone avrebbero potuto vedere ciò che avevo affidato alle sue pagine, sia nel largo ambito del virtuale che in quello più ristretto delle amicizie (a chi non piace dare una sbirciatina?! visto che ero io stessa a mostrarlo), però...sì, ammetto che a volte ha preso il sopravvento quel bisogno di confidarsi come se fossimo stati solo noi due: io e il mio calendar art journal.
DONNINE PER 12 MESI
Dato che mi hanno accompagnato durante tutto l'anno ve le ripresento: eccole qui, mese dopo mese. Ve le ricordate? Se cliccate sulle scritte andrete al post corrispondente, dove potrete vedere, se già non li avete visti, anche ciascun paginone nel suo insieme e nei particolari.
Basta dare anche un'occhiata sulla mia barra laterale per trovarli lì tutti in fila. Ci staranno ancora per poco però, perchè come ho detto sopra, l'avventura si è ormai conclusa.
Aggiorno oggi, il giorno dopo, il mio post aggiungendo anche il link della copertina...un particolare non meno importante
Se dovessi scegliere il mio preferito tra questi dodici mesi figurati sarebbe impossibile, in un modo o nell'altro sono affezionata a tutti quanti, ma a voi qual è che è piaciuto di più che sono curiosa?
A presto con una bella sorpresa!