Non proprio piatte piatte le bambole che vi mostrerò in questo post, ma neanche belle tondeggianti, cicciotte come sono di solito gli amigurumi...ma dell'argomento amigurumi vi parlerò meglio in seguito!
Quando l'ho addocchiata su internet, questo tipo di bambola a uncinetto mi è piaciuta subito, mi ricordava un po' quelle di pezza. La spiegazione poi era abbastanza semplice, il che è per me un'attrattiva, e il modello poteva essere personalizzato parecchio, quindi non ho esitato a buttarmi in questa avventura. Non ricordo di preciso dove abbia trovato il tutorial, anzi più di uno in varie lingue, probabilmente su Pinterest. Cercando comunque bambola quadrata (si intuisce il perchè sia chiamata così dalla forma della testa) dovreste trovarlo senza problemi.
Se andate a sbirciare qui, potete vedere le primissime bambole che avevo fatto nel lontano 2010, per dire che c'erano state altre bambole, seppur diverse, nel mio passato e che ci avevo preso la mano già da allora in fatto di vestiti e varianti!
Ma torniamo a noi: le square dolls riunite qui sotto nel collage, sono state realizzate dal 2019 in avanti e praticamente, tra mercatini e acquisti di amiche sono state adottate quasi tutte. Vorrei presentarvele una ad una, che ne dite? Non hanno un nome, ma ognuna il proprio stile.
😶La prima nata, quella sui toni del beige, è sempre stata la più strana visto che seguivo il tutorial per la prima volta e ho utilizzato filati diversi tra loro... Così buffa mi faceva pensare a un personaggio fantastico di Miyazaki anche se a dire il vero non assomiglia a nessuno di loro. Quando, con molta convinzione, è stata scelta da una bambina che l'ha preferita ad una dolce pupazzina suggeritale da sua mamma...beh, sono stata davvero contenta!
😶La seconda della fila ha uno stile decisamente folk, è colorata e fantasiosa, con un vestito a balze che richiama subito il ballo. E' vestita per la festa, si è fatta dei bei boccoli, ha indossato un completo dai colori decisi, calze colorate, fiori qua e là che addolciscono la mise e in vita una cintura intrecciata togli-metti.
😶 E poi c'è la rossina, tutta rossa dalla testa ai piedi...anzi no, gli stivaletti che spezzano il mono-colore sono neri, ma hanno comunque laccetti rossi. Allegra, grintosa, ma tenera...ho una simpatia per lei, lo confesso.
😶 All'inizio della seconda fila, vedete, ce n'è un'altra sempre vestita in rosso, ma con salopette e camicetta con maniche a palloncino. L'ispirazione mi era venuta dalla piccola Mei di Il mio vicino Totoro di Miyazaki...si capisce che mi piacciono tanto i suoi film, vero?
foto dal web
E' stata una bella sfida cercare di riprodurre a vista un personaggio invece di affidarmi solo alla mia fantasia. Ne sono stata soddisfatta per la riuscita di alcuni particolari, anche se forse la somiglianza non è tantissima...diciamo che la mia sembra una Mei molto cresciutella!
😶 Al quinto posto c'è la seconda che ho realizzato, se ricordo bene. Maglia più gonna: piuttosto semplice nell'abbigliamento, solo uno smerlino a movimentare gli orli, ma con un abbinamento di colori inconsueto che a me piace molto. E' di animo romantico, delicato e lo si intuisce anche dalle roselline nei capelli.
😊Infine la più vintage...Nei corsi e ricorsi della moda, più di una volta è ritornata in voga la salopette, sia a pantaloni che fatta a gonna: lunga, corta o gonna-pantalone. Insomma, visto che l'ho molto amata, ho voluto vestire così questa mia bambolina. Gonna a salopette in jeans, maglietta a righe larghe bianche e bordò e ai piedi scarpe alla bebè...beh, chi è della mia età o giù di lì, nel bene o nel male non può averle dimenticate! E in più un particolare che la distingue dalle altre: il sorriso.
E voi quale preferite di queste sei? Eh, ma la serie non è mica finita qui, una è già in lavorazione e altre, penso, seguiranno...
Capita che ogni tanto qualche amica mi chieda ancora del blog...la cosa mi sorprende, però mi fa piacere. In fondo questo mio diario aperto a tutti lo considero tra le mie creazioni, in senso allargato, più riuscite, un'avventura coinvolgente a cui ho dedicato tanto tempo e passione. Allora poi, sempre ogni tanto, vengo qui seduta al computer e lo apro il mio blog fermo da anni, ne "sfoglio" qualche pagina, leggo ciò che scrivevo, riguardo con affetto i commenti, osservo le foto che postavo. E mi ritrovo diversa, non solo fisicamente. Se già ne ero consapevole, guardare il mio diario figurato me ne dà conferma. Diversa nello spirito, di certo meno giocosa dopo aver arrancato per ritrovare il sorriso nel periodo successivo alla scomparsa, a poca distanza uno dall'altro, dei miei genitori. Un sorriso che è tornato sì, ma senza più quella spensieratezza vuoi anche infantile che avevo prima e che caratterizzava queste pagine, soprattutto nel primo periodo. Quel senso di famiglia in cui abbandonarmi e riconoscermi non esisteva più, si era sgretolato, e notavo di riflesso cambiamenti pure qui nel mondo dei blog che frequentavo. Questo mondo che ci aveva conquistato, io vi ero approdata nel 2010, suscitando in noi un entusiasmo inebriante, negli anni si era un po' sfaldato: tanti amici e mi ci metto anch'io, erano emigrati su facebook, instagram o altri social, diverse persone avevano chiuso il loro blog e alcuni, amicizie care che avevano travalicato il mondo virtuale, ci avevano purtroppo lasciato per sempre.
E' per ciò che vi ho detto ed altro ancora, che non so quante volte abbia pensato in questi anni di affondare definitivamente il mio blog... ma si può dire siano state altrettante le volte in cui ho pensato di riprenderlo. Riprenderlo non inseguendo ciò che era stato un tempo, ma per come sono oggi, attingendo a quella voglia di scrivere che pur nascosta sopravvive, col desiderio di farvi vedere le cose che faccio adesso in un modo diverso da come le presento sulla mia pagina facebook, perchè si sa che qui non funziona come là: i tempi qui sono dilatati, c'è uno spazio più comodo per raccontarsi e spesso i post decantano e vengono trasformati prima di essere pubblicati, non tutto avviene nell'immediato. Ci sarà ancora qualcuno, blogger o no blog, in ascolto? Chissà...vedremo, così come vedrò se questo sarà per me un vero ritorno o una fugace nostalgica apparizione.
Vi lascio con una frase che avevo usato nella presentazione del mio blog, una frase che riassume ciò che è stato per me e ciò che mi auguro possa essere ancora in futuro:" Il mio diario è anche uno spazio in cui nascono amicizie, ci si
scambiano opinioni e consigli, si chiacchiera piacevolmente. Un luogo
sempre in trasformazione, come la vita…"
In foto la mia prima casetta realizzata con la tecnica del book folding, piegando cioè le pagine di un vecchio libro che assume quindi una nuova forma, una nuova vita. Un interesse nato lo stesso anno in cui ho smesso di scrivere il blog...l'anno nero. Questo oggetto di carta mi è particolarmente caro, perchè durante la sua lavorazione mi ha aiutato ad alleggerire momentaneamente il dolore trasfondendolo in qualcosa di creativo che simbolicamente mi ricordasse i miei, facendomi sentire ancora la loro presenza accanto in una nuova fase della mia vita.
Vorrei un bozzolo per accucciarmici dentro, riaprire gli occhi e vedere che sei seduta come sempre sul divano accanto a me, sentire la tua voce, parlare ancora della nostra coperta, mamma...
quest'inverno avevo finalmente tirato fuori quel sacchetto strapieno di quadrati colorati che avevi fatto venti, trent'anni fa con gli avanzi di lana, mai diventati coperta perché, dicevi, non erano abbastanza e di lana bordò non ne avevi più. Dal di lì la mia idea di ingrandirli contornandoli a uno a uno con un altro giro di lana rossa recuperata da un giaccone.
Tutti i giorni ne facevo qualcuno. "Non li hai ancora finiti?" mi chiedevi sempre. "Quanti te ne mancano ancora?" come se avessi fretta... Poi finalmente a fine gennaio ce l'avevo fatta, non restava che lavarli, la lana si trascinava ormai da anni, metterli in forma e unirli insieme per formare un'allegra coperta o forse due piccole, se ci scappavano.
Ma all'improvviso le cose sono precipitate e ti abbiamo dovuta ricoverare. E poi, e in quel poi c'è dentro tutto, tutto quello che adesso non voglio raccontare, te ne sei andata. Solo cinquanta giorni dopo e più o meno alla stessa ora della tua sorella più grande, tu che eri la mezzana.
"Si sono rincorse" ha detto una parente al secondo funerale e l'immagine mi ha colpito: ho immaginato voi due correre libere e giocose.
Una notte in clinica, quando ancora le forze non ti avevano abbandonato del tutto, ho sentito che hai posato la tua mano sulla mia testa appoggiata sul bordo del letto. Sei sempre stata così premurosa, attenta e sapevi sempre consolarmi nei momenti difficili.
Vorrei che quella coperta che ancora non esiste ci avvolgesse insieme per darti e darmi conforto...ora che mi sento come un guscio vuoto, uno di quei gusci di ricci di mare portati a riva dalla corrente.
Sono qui, timidamente ma ci sono. Timidamente e un po' confusamente. Eh sì, da ottobre fino ad oggi avrò provato a scrivere almeno tre, quattro post, ma nessuno di questi ha visto la luce. Il fatto è che ora non mi va più di ultimarli e sistemarli per poi sceglierne uno, meglio lasciarsi trascinare dai pensieri del momento anche se inevitabilmente guardano ancora al passato recente.
...scorro con gli occhi i commenti al mio ultimo post, quello di marzo, e mi fa male. Faccio ancora fatica a crederci che ci siano parole che non potrò più leggere, un desiderio di incontrarsi che non potrà più essere esaudito, sorrisi e abbracci sospesi nei ricordi. Le parole di Ambra sono come stelle ormai distanti, lontane, ma così vicine nel cuore.
E di parole silenziose che costellano post più vecchi ci sono anche quelle di Graziella, un'altra cara amica blogger scomparsa pure lei nell'ultima parte del 2016. Da un po' di tempo ci eravamo perse di vista anche su facebook, è vero, e mai incontrate di persona data la distanza geografica, ma era stata una delle prime persone approdate, con simpatia e gentilezza, nel mio blog e per me lei c'era comunque.
Affetti perduti, e questi del mondo blogger non son stati i soli, ma anche per fortuna affetti rinsaldati, ritrovati, trovati o riscoperti. Affetti dei familiari, dei parenti e quelli degli amici o dei conoscenti. Posso senz'altro dire che l'amicizia è stato il sentimento che più ha riscaldato questo 2016 abbastanza difficile sotto altri aspetti.
E poi...e poi non so, sarà stato forse per addolcire pensieri che certe volte tendevano al cupo, ho applicato la mia terapia dei biscotti ed è stato tutto un turbinio di dolci. Ho iniziato presto, i primi di dicembre, ho intensificato durante le feste natalizie e ancora non ho smesso... Dolci, tanti dolci e dolcetti da mangiare, da regalare, da portare a casa di altri. Tiramisù a ripetizione (io ho seguito questa ricetta, ma al posto del liquore ho messo un goccio di latte), meringhine normali o aromatizzate,
cantucci al cacaoe nocciole fatti seguendo la ricetta di Eli,
biscottini di pasta frolla con le formine (qui la ricetta di Giallo Zafferano)
e tra parentesi devo dire che c'è stata chi, tra le mie amiche, ha avuto perfino il "coraggio" di tocciarli nel sangiovese,
ma anche castagnaccio che dà l'impressione di essere meno "pesante"
e poi l'immancabile salame di cioccolata (il mio primo dolce spiegato qui) che invece pesante lo è di sicuro.
Ma sì, lo vedete, questo giovane 2017 ho provato a prenderlo per la gola sperando che mi e ci riservi meno amarezze. Siete d'accordo?
So che quando un blog abbandona il campo è sempre un pezzetto di cuore che se ne va...lo so perchè l'ho provato anch'io tante volte quando vedevo blogger amici chiudere i battenti. Eppure non riesco neanche, per ora, a trascinare un'esperienza che risente da mesi e mesi di una fiacca spaventosa, barcamenandosi tra sprazzi (ancora, a volte) di entusiasmo e ricadute in stallo totale.
I tempi son molto cambiati da quando ho avviato il mio blog, quasi sei anni fa. Gli impegni con la mia famiglia di origine, per avvenimenti che ho raccontato in parte qui sul mio diario, si sono a dir poco raddoppiati, il mio interesse per i mercatini ha preso piede sempre di più e ho iniziato già a prepararmi per uno che si svolgerà a maggio. Anche il mio lavoro (che inizialmente aveva parecchia influenza sui post che preparavo) si è in parte modificato, assottigliando di molto la parte ludica a favore di quella scolastica, cosa sicuramente interessante, ma che mi offre meno spunti per scriverci un post.
Sto prendendomi inoltre cura, come sapete, della mia pagina facebook dedicata alle mie creazioni (https://www.facebook.com/ilbicininodininfa/) e, cosa nuova nuova, sto lavorando dietro ad alcuni progetti che spero di poter condurre all'interno di un'associazione.
Insomma, il tempo per tutto ciò che si vorrebbe fare non basta mai e io odio far le cose di corsa...
Quindi con dispiacere, ma anche con convinzione, ho deciso di prendermi un ennesimo periodo di sospensione. Lo sapete che tanto non sparirò del tutto, spesso verrò a tastare il polso al mio blog, risponderò ai commenti e terrò d'occhio questo mio "territorio" perchè qualcuno non me lo rubi. Già, questa è la cosa che più mi inquieta...mi è successo infatti di vedere alcuni blog smessi da diverso tempo spodestati da persone molto disoneste che vi avevano istallato i loro orrendi siti pubblicitari. Beh, mi dispiacerebbe veramente, perchè è vero che in questo periodo non sto mostrando molto amore per il mio "diario", però è e rimarrà sempre una cosa sorprendente da me creata e da voi alimentata a cui tengo tantissimo.
E allora arrivederci, arrivederci più avanti...quando verrà nuovamente il tempo del blog. Io ci credo!
mazzolino di fiori origami
Un abbraccio forte a tutta la grande, bellissima famiglia dei bloggers!
Neanche a farlo apposta, nei giorni di inizio anno, ho avuto due sorprese provenienti dalle nostre due splendide isole e da altrettanto splendide persone.
Una me l'ha fatta Mr. Hyde, un amico blogger di cui ho parlato in più di un'occasione, che ha deciso di inserire in un video di sua produzione alcuni dei miei primi disegni, dei visi di donna che avevo disegnato a matita su cartoncino, e che lui conosceva perchè tra noi c'era stata una collaborazione (qui l'emozionante post a quattro mani). Se già conoscete Hyde sapete che in questo campo lui è un mago, anche in questo caso si è occupato del montaggio e della colonna sonora, tutto molto curato nei dettagli.
Il tema del video è una poesia di Nino Martoglio, un poeta siciliano vissuto tra l'Ottocento e il Novecento. Recitata, come mi ha precisato Hyde, da un amico cultore di questo personaggio. Vi posto anche la traduzione in italiano che mi è stata gentilmente fornita, perchè è vero che il senso e la forza di questo testo arrivano lo stesso, grazie alla musicalità del dialetto e all'espressività della voce, però comprendere meglio ciò che viene recitato ce lo fa amare di più.
PICCOLINA
Eri piccina e quando t'incontrai
da tanto tempo già ti conoscevo,
ché fin da bimbo, con la fantasia,
tale e quale così t'immaginai.
Che cosa ho fatto nella vita mia
Finché a te non mi sono accompagnato?
Io non ti dico, no, che non ho amato,
perché non voglio dire la bugia.
Ho amato, troppo amato, ma a distanza,
dentro il mio cielo, lindo o nuvoloso,
sempre t'ho vista, e sempre più graziosa.
Perché, quando mi sei venuta accanto,
perché appena hai assunto forma umana,
Ha tremato il mio cuore, spaventato?
Dopo averti chiamata con diversi
nomi gentili e dai dolci sapori,
nomi richiesti a prestito dai santi,
rubati alle farfalle e a molti fiori,
un giorno in cui il mio cuore era festante,
in questo nostro magico dialetto,
ho colto il nome vero il più galante:
Nica, icuccia mia, Nica d'amore!
E Nica eri per me... Nome toccante,
oh, nome antico, nome di dolore,
quante pene mi costi e quali pianti!
Ancora, ancora, abbandonato amante,
ti penso, nome dolce e traditore,
e ti consacro qua, dentro i miei canti!
Voi, femmine curiose: maritate,
vedove, schiette, vecchie o giovinette;
uomini maldicenti, abituati
a fare con la lingua cuci e scuci;
se fra i miei versi tutti voi cercate
il nome suo, se ne siete curiosi,
potete ben far conto di restare
con gli occhi secchi e le lingue allappate.
Tutti i tormenti ci ritroverete
che lei m'ha dato e tutte le carezze;
ci troverete gli occhi suoi lucenti,
i suoi vezzeggi ed i suoi tradimenti;
ma quel suo nome pieno di dolcezze,
io non metterò mai in bocca alla gente!
Ho nel midollo della testa mia
come una folla fitta di pensieri,
che s'attorciglia e forma una tempesta,
vampando il fuoco di cento bracieri.
Ora ti credo vile ed ora onesta,
ora il tuo dire tengo per sincero,
ora all'orecchio, una voce molesta,
mi dice che tu fingi per mestiere.
E mentre ti vorrei portar disprezzo
so che senza il tuo alito odoroso
a questo mondo io non potrei vivere.
E torno mogio mogio ed implorante
per rimanerti accanto e per baciare
i tuoi occhietti e le tue belle labbra.
No, no, sta' zitta, Nica non parlare...
Lo so, sì, lo so bene chi tu sei,
ed io te lo domando, sai perché?
Perché mi piace far che tu mi inganni.
E ingannami, che vuoi, sono così...
se ti confessi, poi, che t'ho da fare?
Femmina traditrice non può amarsi,
e senza amarti, io che faccio, che?...
No... parla, è meglio, non dir più bugia:
confessati: peccato confessato,
si suole dire, è mezzo perdonato...
Io ti perdono... parla, Nica mia,
contami tutto... fallo, per piacere...
... Aspetta, Nical... No!... Non me lo dire!...
Ah, se sapessi, tu, quali nottate
io passo in questo letto sconsolato!
Guardo nel buio con gli occhi sbarrati,
per il dolore mi si secca il fiato.
E le tempie mi battono sudate,
il cuore, me lo sento sradicato;
sento tutti i rumori delle strade,
ogni rumore fatto dai vicini...
Oh, se sapessi tu che eternità
è un'ora che trascorro in questo stato!...
Penso quando abbracciati dormivamo,
a quelle notti penso... Le hai scordate!
E penso, con i miei denti serrati,
c'ora t'abbraccia un altro innamorato!
Nica, sei stata sciocca: m'hai lasciato
credendo che a te tutto avessi dato,
e tutto quel che tengo conservato
ancora tuo non è, ce l'hai rimesso...
Quante carezze che non hai provate!
Quanti piaceri pieni di contrasti!...
Che sciocca sei, perché tu m'hai lasciato,
se il sacco mio non era ancor svuotato?
Son capace di dare certi baci,
sopra la nuca, accosto ai bei capelli,
che fan vibrar le carni come stelle...
E so incantare, solo che m'affacci
dentro gli occhietti delle belle... E so...
Nical... chi guardi, con quegli occhi freddi?!...
Ascoltami, e ti dico la tua sorte:
ho un coltello che è come un rasoio,
lungo e lucente, con la punta forte,
e notte e giorno l'affilo, l'affilo...
Con quel coltello devo darti morte,
con quel coltello devo farti un foro
in mezzo al petto e poi, l'ugne contorte,
devo strapparti il cuore... e mi consolo!
Dentro una grotta, dietro sette porte
serbo un fiaschetto con del vetriolo:
devo gettarlo in questi che tu porti,
occhi di maga, pupille turchine;
devo farti più brutta della morte,
allora sarò pago, e mi consolerò!
Tu non gioirne, cuore traditore,
ché non sono per te queste canzoni;
tu non sei donna che meriti amore,
tu femmina non sei di poesia.
Canto sopra una morta, sopra un fiore
Che ormai nel fango emana il suo fetore,
e canto il suo profumo antico e grato,
non il lezzo ora sparso per la via.
Canto la Nica scesa giù dai celi,
che mi voleva bene senza inganni,
e aveva nel suo dolce petto il miele.
Canto la Nica santa — lei, beata! —
A cantare per te, io mi vergogno,
non canto, no, per te, canto per quella!
Per me vedere scorrere anche i miei disegni, resi più particolari dai giochi di colori, in un video così ricco di suggestione, è veramente una cosa che mi ha fatto felice, grazie Hyde!
E non è finita qui...l'altra sorpresa mi è arrivata invece da un'altra persona che alcuni di voi si ricorderanno, perchè, pur non essendo una blogger, è venuta spesso a visitare il mio blog. Erano già finite le vacanze di Natale quando inaspettatamente mi è arrivata una busta. In realtà, come lei mi ha detto in seguito, era stata spedita in occasione delle feste, ma si sa che le Poste non sempre son puntuali...e neanch'io, dato il ritardo con cui pubblico questo post... Beh, dicevo che è arrivata tardi e l'effetto sorpresa è stato quindi doppio!
Dentro alla busta, accompagnato da un biglietto, c'era un magnifico quadrino con soggetto sacro realizzato in origami.
Ogni volta che Emilia, così si chiama, mi spedisce qualche sua creazione, resto sempre stupita per l'originalità, la perfezione dell'esecuzione e la cura dei dettagli. Insomma, un vero gioiellino di carta! Ammiratelo anche voi e se volete dare un'occhiata agli altri regalini che in questi anni mi ha fatto, sfogliate all'indietro la tag "regali".
Un grandissimo grazie, Emilia!
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Spero di non annoiarvi troppo dicendo quello che è già molto evidente cioè che col blog sto arrancando... Alterno momenti in cui ancora sono sostenuta dall'entusiasmo ad altri in cui mi sento del tutto disinteressata. Bisogna dire che quest'ultimo periodo anche dal punto di vista creativo è piuttosto piatto. Probabilmente dopo la frenesia dei mercatini di Natale e di un mese di gennaio alquanto impegnativo sotto l'aspetto di organizzazione familiare, ora ho bisogno di riposo, di passività. E' il mio modo per ricaricarmi.
Mi scuso quindi con tutti voi, cari amici bloggers (e non solo), se le mie pubblicazioni e le mie visite sono abbastanza rade. Però vi penso e vi auguro di trascorrere un buon Carnevale!
Visto che siamo appena all'inizio di questo 2016 e voglio cercare di mantenermi sul leggero, non starò a raccontarvi le mie vacanze natalizie, un periodo che nelle mie aspettative avrebbe dovuto essere alquanto rilassante, mentre invece, per varie vicessitudini, a parte qualche oasi è stato davvero molto faticoso dal punto di vista fisico e mentale.
Chiudo quindi subito la parentesi, perchè mi infilerei in discorsi che prenderebbero una piega troppo personale e incomincio invece l'anno di blog con l'argomentoMAGLIA. Sì, proprio maglia, quella fatta a mano. L'occasione me la dà Ma. che il primo gennaio ha voluto "rinnovare" un maglione vecchio, un maglione che non metteva da tantissimo tempo, ma a cui siamo tutte e due affezionati. Eh, sì, questo è il primo e finora unico maglione che gli ho fatto io con le mie manine!
Non una cosa recente, perchè è da tanto che non prendo i ferri in mano, direi che come minimo avrà 8,10 anni... però si è mantenuto benissimo e a suo dire è caldo e confortevole, meglio di tanti maglioni comperi. Credo sia una delle mie cose più riuscite in questo campo e una delle più curate nelle rifiniture (scavi, collo, cuciture) merito anche di una negoziante che gentilmente mi aveva dato qualche dritta nei punti del lavoro per me più critici...e noiosi. Fosse per me avrei fatto tutti i maglioni con le attaccature delle maniche scese, avete presente? No?
Guardate allora la maglia della foto sotto, scattata, un bel salto di anni indietro, nell'appartamento della mia vita universitaria! Bruttina io in questa immagine, ma bruttina anche la maglia: scollo a V fatto maluccio e spalle scese con maniche troppo strette, eppure a me piaceva: era di lana soffice e di un rosa delicatissimo, tutta a maglia rasata con dei "semini" a punto rovescio disseminati. Solo chi ha provato il piacere di indossare un qualcosa fatto con le proprie mani potrà capire...
Ma facciamo un salto, ancora più grande, agli inizi della storia, della mia storia della maglia.
Devo dire grazie alla dolce a paziente "zia" P., mamma dello zio di mio
babbo, parenti certo un po' alla lontana ma con cui ci trovavamo
frequentemente, se durante un agosto trascorso in montagna
assieme a loro, ho impararato a lavorare a maglia. Avevo solo cinque
anni e mezzo e in ottobre avrei iniziato ad andare a scuola. Ero quindi
in un certo senso abbastanza grandina, ma chi di voi lavora coi ferri,
penso riesca ad immaginarsi quale possa essere stata la difficoltà di me
bambina tenere in mano e manovrare i ferri... Ho ricordi vaghi di
queste prime lezioni di maglia, ma di sicuro il supporto della zia P.
dev'essere stato non poco!
Il mio primo lavoro, stampato nella memoria, fu una copertina giallo pulcino per la bambola. Quante maglie mi sono cadute durante la lavorazione della copertina e quante me ne deve aver riprese su chi mi ha aiutato!
Dopo quella esperienza, anni senza toccare ferri ne sono passati diversi, probabilmente l'iniziazione era stata un po' troppo precoce.Non ricordo a che età di preciso ho ripreso a far la maglia, ma so che da quel punto è esplosa la passione. Le varie foto che mi ritraggono mentre sferruzzo testimoniano che era di certo (assieme alla chitarra) uno dei miei passatempi preferiti.
Il lavoro a ferri è molto rilassante perchè ripetitivo e allo stesso tempo, mentre si muovono ritmicamente le mani, si è libere di pensare ai fatti propri, di fantasticare,
ma si può anche chiacchierare con gli altri. Nelle mie lunghe vacanze in montagna lavoravo parecchio, perchè di tempo libero ne avevo un surplus!
Non sono passati secoli, ma sembra un altro mondo, vero? Pensare che quando io ero ragazzina o già una ragazza come nelle foto qui sotto, vi assicuro che era una cosa normalissima essere impegnate nella realizzazione di una sciarpa, di un maglione di lana oppure di una canottiera estiva. Spesso quando ci si incontrava tra amiche ci si portava dietro il proprio sacchetto col lavoro iniziato e contemporaneamente alle chiacchiere si lavorava a ferri e ci si scambiavano suggerimenti, aiutandosi l'un l'altra nei passaggi più brigosi. E a volte c'era per fortuna qualche mamma o parente più esperta a cui rivolgersi per aiuti e chiarimenti. Era un passatempo che travalicava le generazioni...
Mentre, come vedete, sono abbastanza le foto in cui mi hanno immortalato coi ferri in mano, non ne ho così tante in cui ho addosso le mie creazioni e quelle che ho non sono abbastanza nitide da mostrarvi. Questo scatto in cui sto prendendo cupamente il sole appoggiata a un tavolo, è uno dei pochi. Maglioncino di cotone a coste verde acqua con roselline rosa ad uncinetto applicate sopra, di sicuro un mio progetto visto la stranezza...
Sì, perchè a volte si copiavano gli schemi dai giornali, ma molte volte li si inventava. La sfida divertente, man mano che diventavo più bravina, era per me quella di sperimentarmi in punti sempre più complicati...
come ad esempio i rombi e gli alberelli a noccioline che vedete qui, in una delle poche maglie che ho conservato, non che la metta ancora no, è solo un cimelio...
Cimelio come questa sciarpa a punto pelliccia...che potrei mettere ancora...per lo meno per la Befana!
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