mercoledì 6 ottobre 2010

in due



In due

Resistere alle intemperie




Espandersi

fiori secchi

Elevarsi




Capirsi



Abbracciarsi



Caricarsi di energia


Divertirsi

Stupirsi



Cercarsi



Sostenersi


Partire ogni volta per un nuovo viaggio




Aggiornamento del 30 gennaio 2013

Con questo post partecipo al Linky Party by Topogina "Ispiriamoci al romanticismo".

 

domenica 3 ottobre 2010

a me troppo mature non piacciono

E dopo lo "sgranocchiamento" delle NUDE E CRUDE, stavolta vi propongo qualcosa di realmente culinario!

Non mi piacciono le banane troppo mature, quelle che, per capirci, iniziano a riempirsi di bolle marroni sulla buccia. Non sopporto neanche il loro odore....
Mi ricordo che quando andavo a scuola, ogni tanto mi arrivava una zaffata di banana proveniente dai banchi vicini. Beh, quell'odore di primo mattino era quasi nauseante....
Eppure le banane, mature al punto giusto, sono tra i miei frutti preferiti. Capita però a volte che me le dimentichi lì nel piatto di legno troppo a lungo, oltre al limite, chiaramente personale, di commestibilità.


Per fortuna posso sempre ricorrere a due semplici modi di cucinarle: il primo, da tanto è elementare, non merita neanche il nome di ricetta!





BANANA COTTA


Riscaldate la piastra della vostra bistecchiera ( o qualcosa di simile) e mettete a cuocere la banana tutta intera in mezzo alle piastre, tenendo quella superiore un pò sollevata, per non schiacciarla. Attendete finchè la buccia non annerisce completamente. Non abbiate paura, non l'avete bruciata...è pronta invece per essere mangiata!

Dopo averla adagiata in un piatto, sfilate una striscia di buccia e assaggiatene la polpa con un cucchiaino. Buona, vero? Se vi piace il liquore, potete anche irrorarla con rum o cognac.

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Se avete invece un pò più di tempo, vale la pena di provare anche quest'altra ricetta, non perchè sia fantastica, ma perchè è l'unica che io conosca che mi permette di "riciclare" le banane in modo semplice e goloso.

Conoscete i pancakes? Sono praticamente delle frittelle, in uso nell' America del Nord, ricordate quelle che "Nonna Papera" sfornava per Qui, Quo e Qua? Quelle dolci in genere si fanno con semplici ingredienti come farina, latte, zucchero e uova e vengono servite a colazione o per il brunch con frutta o sciroppo d'acero. Il succo d'acero io l'ho comprato una sola volta e non ripeterò l'errore, dato che non sapevo mai come utilizzarlo, mi sembrava che non si "sposasse" con nessun alimento!

Ricette di questo genere, in giro per i blog, ne troverete parecchie, anche di qualità migliore. Quella che vi propongo io però è un pò diversa rispetto alle tradizionali, perchè è una variante con la frutta.



PANCAKES ALLA BANANA



Ingredienti per 12 pancake: due banane mature, un uovo, un bicchiere di farina (se si vuole anche integrale), lievito in polvere, 3/4 di bicchiere di latte e un pò di burro per cuocerle.

Schiacciare bene le banane con una forchetta, impastandole assieme all'uovo. Aggiungere metà della farina (a cui avrete già incorporato il lievito) e metà del latte. Mescolare bene e aggiungere la farina e il latte rimanente, sempre mescolando.

Coprire la terrina e lasciar riposare per mezz'ora. Fate sciogliere sul fuoco un pò di burro in una padella antiaderente e versatevi l'impasto a cucchiaiate. Quando da un lato compariranno delle bollicine, girate le frittelle per cuocerle anche dall'altra parte.




Vi accorgerete, mangiandole, che queste frittelle hanno una consistenza un pò "solettosa" (avrò messo poco lievito?) ma non sono malvage. Potete gustarle calde così come sono o accompagnarle con un pò di gelato alla vaniglia. Vanno benissimo per una merenda, ma se volete provarle a colazione come gli americani, fate pure....

giovedì 30 settembre 2010

nude e crude

Le mie "NUDE E CRUDE" hanno sfondi copiati da tessuti: una gonna, una tovaglia, una camicia da notte...Fa eccezione il primo disegno, perchè questa idea mi è venuta cammin facendo.

"Sgranocchiatele" pure in tranquillità, hanno già quattro anni, è vero, ma sono ancora croccanti!


P.S.Scusate se la qualità delle foto non è delle migliori. Le ho scattate appiccicando i disegni alle piastrelle della cucina, fra il lavello ed una mensolina che a quanto vedo ha proiettato la sua ombra.
Del resto, anche i disegni non sono della qualità migliore, dovrete quindi accontentarvi.... di ciò che passa il convento!

NUDE E CRUDE













sabato 25 settembre 2010

se fossi una fiorista


Se fossi una fiorista, non credo avrei un gran successo. Non sono brava a comporre i mazzi o ad accostare fra loro i fiori nel modo più armonioso.
Un po' come mi succede quando piego una maglia per riporla: c'è sempre un pezzo di manica che spunta dove non dovrebbe!
Il massimo che sono riuscita a creare, con un piccolo sforzo, sono questi mazzetti che vedete in foto.


Sono fiori di elicriso, raccolti quest'estate sull'isola di Rab e, a dir il vero, ce n'è anche uno che risale a due anni fa, quando ero a Cres.

Questo arbusto cresce in luoghi aridi e sabbiosi, fino ad un'altitudine di 800 metri. Quando i fiorellini sono freschi, hanno questo colore....


...che diventerà così, una volta essiccati.



Sì, lo so che non sono belli, ma credetemi, sono profumatissimi! Dicono che il suo aroma ricordi quello del curry, a me invece il suo profumo, così dolce, intenso e al tempo stesso delicato, fa venire in mente quello della liquerizia.
Per me questo è il profumo stesso della Croazia, un mix di salsedine, resina, luce, azzurro, rilassatezza e libertà. Non dico che l'elicriso non si trovi anche in Italia, ma là cresce in quantità davvero industriali!


Avete anche voi un profumo che vi trascini col cuore in un particolare luogo, città , paese?

mercoledì 22 settembre 2010

dieci piccoli indiani: IL NUOVO GIORNO


Eccoci al primo appuntamento! Per prima cosa, se non l'avete già fatto, vi invito a leggere la presentazione nel post precedente e se questo, di post, non dovesse piacervi... riconoscete almeno che è breve!


IL NUOVO GIORNO


La tenda dell'alba si schiude

laggiù nella Terra del Giorno.

Il Fanciullo d'Aurora vi si appende

per dondolarsi dolcemente.

Tutt'intorno schiarisce.

canto Navajo


martedì 21 settembre 2010

dieci piccoli indiani



Un blocchetto di carta in piccolo formato (21x15), regalo di un negoziante, due o tre penne e un libriccino di canti Navajo......ed ecco cosa è saltato fuori: dieci disegni in bianco e nero, nati con l'intento di sperimentare i miei pennarelli sui vari tipi di cartoncino.

Fatti così, di getto, direttamente con le penne, imperfetti, a volte pasticciati, certo un pò infantili....comunque miei.

L'intenzione è quella di mostrarveli tutti, belli e brutti che siano, diluiti nel tempo, ognuno accompagnato dal canto che lo ha ispirato.
Forse vi piacerà il disegno, forse il canto, forse nessuno dei due, ma non fatevi problemi, esprimete pure il vostro giudizio con tranquillità, tanto io sono più imperturbabile di Toro Seduto!

Appuntamento a domani, per il primo disegno!




















venerdì 17 settembre 2010

Rovigno by day e by night

Come vi avevo già accennato, la seconda tappa del nostro viaggio è stata Rovigno. Una sosta breve, di qualche giorno soltanto.

Rovigno è una graziosa e vivace città portuale situata sulla costa occidentale dell'Istria. La parte antica sorge su un promontorio dominato dalla grande cattedrale di Sant'Eufemia. Non starò ad elencarvi tutte le cose che potete vedere, per quello vi serve solo una buona guida.
Tralasciando il discorso "monumenti", posso dirvi in breve cos'altro può offrirvi. Girando per le strette vie del centro, potete trovare, oltre a numerosi bar, ristoranti e gelaterie, un bel pò di negozietti dove espongono artisti ed artigiani locali. Vi stancherete a guardare tutta quella bigiotteria e se lo dico io...c'è da giurarci! A noi è capitato anche di assistere, nei pochi giorni a nostra disposizione, ad un concerto di musica classica, cosa rilevante, considerato che a settembre, sulle isole croate, iniziative del genere sono in genere già terminate.
Dato il poco tempo che abbiamo avuto per esplorare Rovigno e i suoi dintorni, non posso pronunciarmi su quello che potreste ammirare invece dal punto di vista naturalistico.... magari l'impressione non è stata proprio delle migliori, ma se avete avuto esperienze diverse, sarò felice di ricredermi!



Rovigno by day e by night



"Dunque, vediamo...qual è la strada che dobbiamo prendere?"




"Beh, adesso continuate voi, io scendo e me ne torno dalle mie sorelle!"


"Hai visto quella farfalla con due code?" "Sì, ma dal di qui faccio fatica a fotografarla!"



"Guarda che bella cavalletta, non ne avevo mai viste di quel colore!"



"Cosa dici, ci andiamo all'Acquario?" "Mah sì, sembra interessante...ci sono gli animali marini della zona."



"Certo che è proprio brutto lo scorfano... ha un'espressione così triste...da mangiare è buono?"


"...e questa murena? Non ti mette paura? Mi sembra di ricordare che può trasmettere una scossa elettrica..."


" E' stupendo il pesce balestra! Ha le labbra quasi più carnose delle mie...non che ci voglia molto..."


"Però.... questo posto è proprio piccolo...e quei pesci costretti a vivere dentro alle vasche, con tutti che li guardano mi fanno pena...penso che questa sarà l'ultima volta che metterò piede in un acquario!"


"Prendiamo il traghetto... per un'isolotto a caso...va bene Sv. Katarina? ...Guarda Rovigno dal di qui..."



"Che tramonto...quasi da cartolina!"


"E' quasi buio...non è meglio che cerchiamo un ristorante?"



"C'è un riccio!" "Un riccio? Dove?....Guardaa, non ha neanche paura!"